Post sponsored by NewzEngine.com

Source: European Parliament

Debates
 2823k
Wednesday, 11 November 2020 – Brussels Provisional edition

PRESIDENZA DELL’ON. DAVID MARIA SASSOLI
Presidente

1. Resumption of the session

 

  Presidente. – Dichiaro ripresa la sessione del Parlamento europeo interrotta venerdì 23 ottobre 2020.

 

2. Opening of the sitting

 

(La seduta è aperta alle 15.06)

 

3. Statement by the President

 

  Presidente. – Care colleghe e cari colleghi, abbiamo iniziato la nostra ultima riunione plenaria rendendo omaggio a Samuel Paty, un insegnante ucciso perché credeva nella libertà di espressione.

È con grande tristezza ed emozione che ci troviamo ad aprire questa nostra sessione con parole di cordoglio, mentre il nostro pensiero va alle vittime degli ultimi attentati terroristici islamici in Europa, e il pensiero va alle loro famiglie, ai loro amici.

Un accoltellamento mortale a Dresda, in Germania, all’inizio di ottobre: un attacco terroristico infame. Il 29 ottobre, tre persone sono state uccise all’interno e vicino a una chiesa a Nizza. Poi di nuovo il 2 novembre quattro persone sono state uccise e diverse ferite nel centro di Vienna.

Ogni vittima è parte di noi e ogni attacco, ovunque si verifichi, dobbiamo sentirlo come un attacco a noi, un attacco ai valori fondamentali per cui ci battiamo, di cui discutiamo: libertà di espressione, libertà di religione, libertà di coscienza. Sono attacchi alla società aperta che noi vogliamo, attacchi alla società inclusiva nella quale crediamo.

È quindi nostra comune responsabilità combattere ogni forma di estremismo e restare uniti nella solidarietà contro la violenza e l’odio. Il Parlamento europeo continuerà a contribuire fortemente al nostro vivere insieme, in pace.

Vi prego di unirvi a me per un minuto di silenzio in memoria delle nostre vittime.

(Il Parlamento, in piedi, osserva un minuto di silenzio)

***

Guardi onorevole, come Lei sa, per garantire un trattamento uguale ai deputati che sono sia presenti in Aula sia, molti di più, collegati con noi da remoto, il Parlamento in questi mesi, durante le sue plenarie, ha deciso di non accettare richiami al regolamento perché sarebbe un modo per non garantire un trattamento uguale.

Eventuali richiami al regolamento, caro collega, possono essere presentati per iscritto e saranno esaminati successivamente, come abbiamo fatto nelle scorse plenarie.

Onorevole Ferber, Lei non ha la parola. Non ha la parola.

 

4. Approval of the minutes of the previous sittings: see Minutes

 

  Presidente. – Il processo verbale delle sedute del 19, 20, 21, 22 e 23 ottobre e i testi approvati sono stati distribuiti.

Vi sono osservazioni?

(Il processo verbale delle sedute precedenti è approvato)

Però prego tutti di non disturbare questa plenaria.

(Interventi fuori microfono dell’on. Ferber)

Lo potete fare per iscritto! Così è stato deciso.

Vi prego, siccome siete parlamentari esperti, di rispettare le regole che ci siamo dati e le regole prevedono, in questo caso… ascoltatemi! Ascoltatemi! Le regole prevedono un atteggiamento non discriminatorio. Questo voi lo potete fare per iscritto, come è stato fatto. Dopodiché io porterò la vostra istanza all’Ufficio di presidenza del Parlamento e decideremo, perché ci sono degli organi in questo Parlamento che decidono, non decide solo il Presidente!

Onorevole Ferber, no, non Le consento di dire queste cose. Lei è talmente esperto che sa che esistono degli organi responsabili!

Andiamo avanti, per cortesia, accomodatevi, perché tanto questo non è possibile farlo, porterò la vostra istanza all’Ufficio di presidenza del Parlamento e decideremo.

Andiamo avanti. La plenaria è aperta, per cui quel cartello mi sembra stonato, scusate! La plenaria è aperta.

Guardi, onorevole, io sono molto paziente. Le ho già detto che porterò le vostre istanze negli organi competenti del Parlamento, ne discuteremo e vi darò una risposta. Però adesso mettetevi a sedere e iniziamo la plenaria, grazie.

Non vorrei richiamarvi all’ordine.

Onorevole, La prego di sedersi, La prego di sedersi.

 

5. Composition of Parliament : see Minutes

6. Request for waiver of immunity: see Minutes

7. Composition of committees and delegations : see Minutes

8. Election of a Vice-President of the European Parliament (announcement of nominations): see Minutes

9. Negotiations ahead of Parliament’s first reading (Rule 71): see Minutes

10. Corrigenda (Rule 241): see Minutes

11. Signature of acts adopted under the ordinary legislative procedure (Rule 78): see Minutes

12. Action taken on Parliament’s positions and resolutions: see Minutes

13. Delegated acts (Rule 111(2)): see Minutes

14. Implementing measures (Rule 112): see Minutes

15. Questions for oral answer (submission): see Minutes

16. Order of business

 

  Presidente. – Passiamo ora all’ordine dei lavori.

Il progetto definitivo di ordine del giorno approvato dalla Conferenza dei Presidenti il 22 ottobre 2020, a norma dell’articolo 157, è stato distribuito.

A seguito delle consultazioni con i gruppi politici, desidero sottoporre all’Aula la seguente proposta di modifica del progetto definitivo di ordine del giorno.

– Mercoledì

Le dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sul quadro finanziario pluriennale (comprese le risorse proprie), sul meccanismo di condizionalità legata al rispetto dello Stato di diritto e sul Fondo europeo per la ripresa sono aggiunte come primo punto nel pomeriggio.

Due dichiarazioni del vicepresidente/alto rappresentante per gli affari esteri su: 1) la lotta contro l’impunità nei crimini commessi contro i giornalisti in tutto il mondo; e 2) sulle implicazioni geopolitiche degli accordi di Abramo della regione del Medio Oriente sono rinviate alla seconda tronata di novembre.

La discussione sulle relazioni degli onorevoli Mureşan e Tang (A9-0198/2020) sul Piano di investimenti per un’Europa sostenibile – Come finanziare il Green Deal è spostata a giovedì, come ultimo punto del mattino.

La seduta si protrarrà fino alle 22.30.

Giovedì

Le relazioni degli onorevoli Bilbao Barandica (A9-0180/2020, A9-0182/2020) e Roose (A9-0185/2020, A9-0184/2020) che facevano parte della discussione congiunta sugli accordi di partenariato nel settore della pesca con il Senegal e le Seychelles, sono poste direttamente in votazione.

Le relazioni dell’onorevole Winkler (A9-0199/2020, A9-0202/2020), che facevano parte della discussione congiunta sull’accordo tra l’Unione europea e la Repubblica popolare cinese, sono poste direttamente in votazione.

Di conseguenza viene cancellata la fascia oraria dalle 15.00 alle 16.30.

Inoltre sono aggiunti direttamente alle votazioni i seguenti fascicoli: la relazione degli onorevoli Fernandes e Tinagli sull’istituzione del programma InvestEU 2021-2027 (A9-0203/2020) e tre obiezioni a norma dell’articolo 112, due sul mais geneticamente modificato e una sulla soia geneticamente modificata (B9-0346/2020, B9-0349/2020, B9-0347/2020).

Infine desidero informarvi che le votazioni sono distribuiti in diversi turni, tenendo conto del numero di emendamenti presentati e del numero di richieste di votazioni per parti separate e distinte. Le informazioni relative alla distribuzione delle votazioni in diversi turni sono disponibili su sito web del Parlamento nella sezione “Informazioni e documenti prioritari”.

Ricordo inoltre che questa ridistribuzione potrebbe essere soggetta, come capirete, a ulteriori modifiche e le relative informazioni saranno disponibili sul sito web.

(L’ordine dei lavori è così fissato)

 
   



 

  Markus Ferber (PPE). – Herr Präsident! Ich möchte schon darauf hinweisen, dass es vorgesehen war, es auf die Tagesordnung der Miniplenartagung zu setzen, und dann hat man es wieder heruntergenommen. Dann haben wir über die Fraktion versucht, es wieder draufzusetzen. Jetzt wird es wieder heruntergenommen. Andere Dinge, die in ihren Entscheidungsprozessen viel kürzer sind – und Sie haben ja gerade eine Reihe von Punkten genannt –, sind trotzdem auf die Tagesordnung gekommen. Ich frage mich wirklich: Nach welchen Kriterien wird hier entschieden? Es geht hier um einen Gesetzgebungsakt, den wir dringend machen müssen, weil er COVID-Relevanz hat. Insofern würde ich mich doch freuen, wenn es hier gelingen könnte, den Willen, den die Fraktionen EVP, S&D, Renew, Verts/ALE und, wenn ich es richtig sehe, auch die ECR in der Konferenz der Fraktionsvorsitze unterstützt haben, durchzusetzen, dass dieser Punkt auch auf die Tagesordnung gesetzt wird. Ich halte es für nicht akzeptabel. Es gibt nämlich keine Regel in der Geschäftsordnung, die sagt, dass hier Einstimmigkeit herrschen müsste, weil es hier ja nicht mehr die Möglichkeit gibt zu debattieren.

Sehr geehrter Herr Präsident, wenn Sie Ihrer Aufgabe gerecht werden wollen, oberster Repräsentant der Abgeordneten zu sein, dann ist es meine eindringliche Bitte, dieser Verantwortung auch nachzukommen. Was Sie zurzeit hier tun, ist nicht, dieser Verantwortung nachzukommen. Sie haben Privilegien, Sie haben einen Fahrer, wir müssen hier öffentliche Verkehrsmittel benutzen. Ist das der Schutz, den Sie uns angedeihen lassen? Sie bekommen selbstverständlich jeden Tag die Tagegelder. Wir bekommen sie nicht, weil Sie das verordnet haben, ohne sich auf irgendeinen Paragrafen stützen zu können. Sie behindern die Arbeit des Parlaments an der konkreten Sache und in vielen anderen Dingen auch.

Ich bitte darum, den Bericht über die Mini-Überprüfung von MiFID II auf die Tagesordnung zu setzen.

 
   

 

  Presidente. – On. Ferber, io purtroppo La devo deludere, perché da un piccolo esame la Sua richiesta non è mai stata ricevuta come richiesta ufficiale da nessun gruppo politico. Forse Le mancava questo piccolo particolare. Mai ricevuta richiesta ufficiale di aggiungere all’ordine del giorno la proposta che Lei ha formulato poco fa. Le richieste, come Lei sa, vanno fatte un’ora prima dell’inizio della plenaria, sulla base del regolamento. On. Ferber, la Sua richiesta non è mai stata presentata ufficialmente e quindi non è mai stata discussa.

Per quanto riguarda la seconda osservazione che Lei ha fatto, io Le ricordo che la decisione per quanto riguarda il registro delle firme è stata presa all’unanimità dall’Ufficio di presidenza del Parlamento. Naturalmente è stata presa per due motivi, e visto che c’è una certa animazione voglio spiegarli.

Nelle ultime settimane centinaia di casi di contagio si sono verificati al Parlamento, e quindi c’era la necessità, per proteggere la nostra Istituzione e il funzionamento del Parlamento, di prendere una decisione per non affollare il Parlamento. L’Ufficio di presidenza del Parlamento, all’unanimità, ha deciso temporaneamente, per alcune settimane, di sospendere il registro delle firme, che naturalmente potrà essere ripristinato. Però ascoltatemi, altrimenti diventa un dialogo tra sordi! Vi sto spiegando com’è la situazione. È stata presa questa decisione per alcune settimane. Nella prossima riunione dell’Ufficio di presidenza questa misura potrà essere corretta.

Però era importante, per la salute di tutti e per l’efficienza del Parlamento, per consentire i triloghi che avevamo, gli impegni istituzionali che avevamo, molto importanti, non chiudere il Parlamento, perché nelle ultime settimane sono state centinaia – tra parlamentari, collaboratori, staff del Parlamento – le persone contagiate. Soltanto nel penultimo fine settimana abbiamo avuto 171 casi di positivi.

Allora è stata presa una misura temporanea, che so benissimo che vale per evitare che vi sia in questo momento la possibilità di chiudere il Parlamento. Ma naturalmente tutti ci auguriamo che questa misura venga sospesa e si torni alla normalità.

 

17. Documents received: see Minutes

18. Multiannual Financial Framework (including Own Resources), Rule of Law Conditionality Mechanism and the Recovery Fund for Europe (debate)


 

  Johannes Hahn, Member of the Commission. – Mr President, honourable Members, I have to say that today it is with great honour and pride that I am able to address this plenary. Yesterday I think that we, all together, made history. The European Parliament, the Council and the Commission negotiating teams reached an unprecedented agreement on the Multiannual Financial Framework (MFF) and Next Generation EU, and on own resources.

We started this journey in 2018 with Brexit as the biggest challenge for the next EU budget. At that time, of course, nobody could have imagined that the COVID-19 pandemic would have sadly taken and threatened the lives of our citizens, and put a strain on our economies, businesses and the internal market. This new context has been very present in our MFF negotiations.

We are demonstrating that Europe is up to the challenge, that the European institutions can live up to their responsibilities in the face of this unparalleled crisis. Unprecedented circumstances call for unprecedented responses. That is why, once adopted, the new long-term budget and Next Generation EU will represent the largest package ever financed by the EU budget, with a total of EUR 1.8 trillion. This package will help Member States, business, regions and citizens face the pandemic and rebuild a post-COVID-19 Europe. A new Europe, which will be greener, more digital, more resilient, and better fit for the current and forthcoming challenges.

These negotiations have been lengthy and difficult. But yet, thanks to the constructive spirit of all institutions, including this Parliament, which I thank, we have managed to reach a good deal for our institutions, and most importantly for our citizens.

May I say, on a personal note, I want in particular to thank the key representatives of Parliament in these negotiations. We all know it was not always easy to get an agreement, to find a common position, but at the end of the day you made it, we made it and I think this is something I would really like to honour, to salute and to acknowledge.

It’s a good deal for the Parliament, I have to acknowledge, and I am grateful for this, because you have attained a number of achievements including the reinforcement of EUR 50 billion for specific programmes compared to the European Council agreement of 21 July.

This includes flagship programmes of our Union and key priorities of this Parliament, such as Horizon Europe, InvestEU, Erasmus+, Creative Europe, Health for Europe… you name it. The increase is very substantial for programmes such as Rights and Values, and as I mentioned already, EU for Health, which will, respectively, double and triple compared to the level agreed by Member States in July. Moreover, 30% of EU funds will be used to fight climate change – the highest share ever and a key priority of this Parliament, while the Do No Harm principle applies to the whole of the EU budget.

Let me just underline that we must also endeavour to translate this ambition into sectorial legislation. The agreed package also pays attention to biodiversity and gender mainstreaming.

The agreement boosts the modernisation of our policies. Considerable funding will be allocated to research and innovation, fair climate and digital transition via the Just Transition Fund and the Digital Europe Programme; and to preparedness, recovery and resilience via the Recovery and Resilience Facility, rescEU and the new EU4Health programme.

Parliament called several times for flexibility, and this budget will have increased mechanisms to guarantee it has the capacity to address unforeseen needs. The Flexibility Instrument has been increased further by EUR 1 billion. The overall functioning of special instruments is preserved even with a new set of special instruments, which followed the European Council agreement.

The Commission has also committed in a declaration to present a review of the long-term budget by 1 January 2024 and, as appropriate, a proposal for revision.

Another big achievement by Parliament and the Union as a whole, which I salute, is a clear roadmap towards new own resources to repay the borrowing for Next Generation EU. A reform of own resources has not been undertaken since the 1980s and we have also succeeded in this during these difficult times.

Another collective achievement is our agreement on a rule of law mechanism giving us more power to protect European Union taxpayers’ money. This will be accompanied by an integrated and interoperable information and monitoring system to ensure the collection and comparability of information on the final beneficiaries, to avoid and counter conflicts of interest, irregularities, issues of double funding and criminal mis-use of funds.

So I count on your support in translating these provisions into the sectorial legislation.

With all this good news we must not forget one thing: we still have essential steps to take for the MFF and Next Generation EU to be in place as of 1 January 2021 as agreed, for the annual budget and completing the sectorial instruments.

Time is extremely short and the COVID-19 conditions remain extremely challenging. Our citizens and businesses need the EU budget support. We are on the final sprint and once again I thank you for your strong commitment and dedication.

 
   

 

  Jan Olbrycht, w imieniu grupy PPE. – Panie Przewodniczący! Panie Komisarzu! Jesteśmy prawie na końcu bardzo długiej drogi, która – jak wspomniał Pan Komisarz – rozpoczęła się mniej więcej w 2018 r. To była skomplikowana droga, bo przebiegała w różnych sytuacjach.

Po pierwsze musieliśmy reagować na zapowiadający się brexit. I proszę sobie przypomnieć, że wtedy w Parlamencie nasze decyzje wskazywały na to, że po wyjściu Zjednoczonego Królestwa chcemy utrzymać działania Unii Europejskiej na tym samym poziomie i że nie zgadzamy się na obniżenie ambicji Unii. I tego trzymamy się do końca. Uważamy, że brexit nie może spowodować zmiany w działaniach Unii. Po drugie pojawił się problem pandemii, który całkowicie zmienił sytuację. I po trzecie wystąpiły nowe zjawiska, które spowodowały zainteresowanie kwestiami praworządności w Unii Europejskiej bądź utrzymaniem całego systemu demokratycznego w Unii.

Te nowe sytuacje, które pojawiły się w ostatnim okresie oznaczają, że negocjacje w tym roku przebiegają zupełnie inaczej niż w ubiegłych latach. To nie są zwykłe negocjacje, kiedy to wzajemnie próbujemy znaleźć jakieś rozwiązanie, a sytuacja, w której musimy brać pod uwagę wszystkie elementy. Dlatego też te rozmowy były takie trudne. Proszę też zwrócić uwagę, że zastanawiamy się nad przygotowaniem konferencji w sprawie przyszłości Europy, a jeśli popatrzymy na te negocjacje, na sposób rozmowy o zaciąganiu kredytów, o ratyfikacji pewnych działań, o oddawaniu kredytu i tworzeniu dochodów własnych, to tak naprawdę już rozpoczęliśmy dyskusję o przyszłości Europy. Parlament Europejski już teraz po raz pierwszy wypowiedział się na temat przyszłości Europy. My uważamy, że przyszłość Europy leży w Europie silniejszej, i dlatego walczyliśmy o określone rozwiązania.

Pierwszy bardzo istotny sygnał dla obywateli, jaki płynie z wyniku tych negocjacji, jest następujący: uważamy, że cięcia w ważnych politykach europejskich, które dotyczą przyszłości Europy, są niedopuszczalne, i musimy te polityki wzmocnić. Oczywiście nie tak, jak chcielibyśmy, ale na tyle, na ile się da. Po drugie jesteśmy zdania, że są sprawy ważne dla wszystkich obywateli, takie jak bezpieczeństwo, zdrowie, ochrona granic, badania naukowe. I dlatego kładliśmy na nie nacisk. Ale dla nas liczy się też przyszłość budżetu europejskiego. Jak on będzie skonstruowany? Jak będzie funkcjonował po siedmiu latach? Jakie będą konsekwencje perspektywy finansowej, którą teraz rozpoczynamy? Stąd nasz bardzo wyraźny nacisk na konstrukcję budżetu, na mechanizmy wewnętrzne.

Proszę zwrócić uwagę, że nie naruszyliśmy porozumienia politycznego osiągniętego w Radzie Europejskiej w lipcu tego roku, lecz wspólnie z Radą i Komisją Europejską znaleźliśmy rozwiązania, które pozwolą wzmocnić polityki bez jego naruszania. Możemy naprawdę powiedzieć, że wszyscy w gruncie rzeczy wyszli na tym korzystnie.

Dlatego też zwracam uwagę, że jednym z najważniejszych elementów w naszych działaniach była jedność Parlamentu Europejskiego, która była bardzo widoczna w naszej grupie negocjacyjnej. Działaliśmy razem mimo różnicy zdań i poglądów. Chciałem to bardzo wyraźnie powiedzieć, bo to dla Parlamentu ważna lekcja: tylko działanie razem daje dobre efekty.

Chciałem w tym momencie bardzo podziękować wszystkim kolegom z grupy negocjacyjnej. Mam do nich ogromny szacunek, bo to ciężka, choć bardzo interesująca praca. Chciałem podziękować naszym współpracownikom, asystentom, doradcom. Chciałem podziękować Komisji Europejskiej i Panu Komisarzowi za współpracę. Były to trudne rozmowy, ale wydaje się, że wychodzimy z nich zadowoleni, a dyskusja na temat przyszłości Europy się właśnie rozpoczęła.

 
   

 

  Iratxe García Pérez, en nombre del Grupo S&D. – Señor presidente, señorías, vivimos momentos muy complicados, pero, poco a poco, vamos viendo noticias esperanzadoras. Comenzábamos la semana con la noticia relativa a la vacuna y yo espero que hoy, también, la Unión Europea pueda ofrecer una nueva esperanza a tantas personas que lo están pasando mal.

Estamos pidiendo grandes sacrificios a las personas para protegernos los unos a los otros. Aparte de la muerte, la enfermedad y la soledad, miles de personas están perdiendo sus trabajos, sus ahorros, los negocios que tanto les costó abrir. Vemos cómo aumenta la pobreza y cómo existen grandes desigualdades para trabajar desde casa o atender a las personas mayores y vulnerables. Por eso, nadie entendería que aquí no nos pusiéramos de acuerdo para actuar lo antes posible, sobre todo cuando el Plan ya está encima de la mesa.

Nadie puede, fuera de estas paredes, entender que se pretende bloquear las ayudas o que queden pendientes cuestiones de procedimientos. Es necesario ya abordar una propuesta europea para empezar a hablar y a responder a los problemas de las personas. Para eso es para lo que estamos aquí.

La Unión no toma medidas contra nadie y tampoco las toma la vinculación del Estado de Derecho con el presupuesto comunitario. El nuevo mecanismo ha sido un éxito de este Parlamento y, por lo tanto, de toda la Unión Europea. Porque en esta cámara, donde reside la soberanía popular europea, trabajamos por reforzar la democracia y el marco de convivencia que nos hemos dado. Porque, sin unas instituciones sólidas, es la ciudadanía la que pierde. Por favor, vamos a superar las divisiones, los chantajes, vamos a pensar en las personas.

Ya estamos sumergidos en la segunda ola de la pandemia y es difícil calcular el alcance del daño económico y social. Se prevé la contracción del 8 % del PIB este año. Incluso con una vacuna en los próximos meses, no retomaríamos el crecimiento anterior hasta el año 2022. Y por eso necesitamos un esfuerzo durante el próximo año para amortiguar el golpe y la falta de recuperación.

La Unión tardó en reaccionar en la primera ola y, por eso, necesitamos ahora recuperar la iniciativa. No vayamos ahora a estropearlo todo. El Parlamento fue la primera institución ⸺y quiero aquí recordarlo⸺ que pidió con urgencia un Fondo de Recuperación que incluyera la mutualización de la deuda, y el Consejo lo adoptó el mes de julio. Fue una decisión histórica y yo querría que este Plan fuera un éxito histórico de la Unión, de Europa. Y lo será si logramos implementar cuanto antes el próximo marco financiero y, también, si conseguimos nuevas fuentes de financiación.

Vamos por el buen camino. Por primera vez, el Parlamento ha logrado elevar la cifra adoptada por el Consejo: 16 000 millones de euros adicionales que nos van a permitir reforzar los sistemas públicos de salud, las cuestiones relativas a la investigación, Erasmus, cultura, cooperación al desarrollo y, además, hemos introducido el principio horizontal de la igualdad en el presupuesto entre hombres y mujeres. Y, además, un compromiso jurídicamente vinculante con los recursos propios.

Y esto lo hemos hecho, lo han hecho nuestros negociadores, a los que les tenemos que estar muy agradecidos porque nos hemos mantenido unidas y unidos. Ustedes podrán contar siempre con la lealtad de los socialistas y demócratas para avanzar en Europa. Por el bien de la ciudadanía, confío en que los demás Grupos también mantengan la unidad del Parlamento y espero que nadie esté pensando ahora mismo en utilizar otras posibilidades para volver a introducir medidas de austeridad o condicionalidad macroeconómica en el Plan de Recuperación.

Hay una posición clara de este Parlamento y es lo que tenemos que defender. Les pido que se concentren ahora en asegurar un buen acuerdo sobre los recursos propios, porque así podremos financiar la recuperación.

En mi familia política estamos poniendo todo de nuestra parte para asegurar que salimos de esta crisis sin dejar a nadie atrás. No nos verán chantajear ni torpedear acuerdos, ni sacar de la chistera trucos de última hora para aprovechar esta coyuntura. Estamos aquí para trabajar por la ciudadanía. Espero que todos tengamos la misma intención.

 
   

   

VORSITZ: RAINER WIELAND
Vizepräsident

 
   

 

  Dacian Cioloş, în numele grupului Renew. – Domnule președinte, astăzi, Uniunea Europeană marchează o realizare istorică prin reforma acestui buget. E o realizare istorică nu doar prin cifrele, prin sumele pe care le punem pe masă pentru a răspunde acestei crize, dar și pentru că această reformă a bugetului înseamnă un pas înainte, înseamnă consolidarea a doi piloni esențiali și cu adevărat europeni ai acestui buget.

Mă gândesc aici în primul rând la resursele proprii. Este pentru prima dată când Uniunea Europeană se împrumută pe piețele financiare externe pentru a finanța o criză, ia o decizie foarte repede, și iată că suntem capabili, suntem în măsură să luăm o decizie pentru că aceste fonduri pe care Uniunea Europeană le asumă cu un împrumut vor fi rambursate din noi resurse proprii.

E un pilon esențial al viitorului buget european, pentru că aceste resurse proprii vor pune la contribuție nu doar pe cei care poluează, pentru că vrem o economie verde, dar și pe cei care au căutat până acum, mari companii din sectorul digital sau din alte domenii, să ocolească să plătească taxe Uniunii Europene, chiar dacă profitau de piața comună.

Și în al doilea rând, un al doilea pilon esențial și puternic legat de acest buget, este respectarea valorilor și principiilor europene traduse printr-un mecanism de condiționare a fondurilor, de respectare a statului de drept. Este pentru prima dată când facem o legătură directă între bugetul european, între banii contribuabililor europeni și respectarea valorilor și a statului de drept, care sunt fundația constituirii acestei Uniuni Europene.

Și iată că atunci când instituțiile europene lucrează în aceeași direcție, atunci când Parlamentul European își asumă cu adevărat puterea de negociere și de reprezentare a cetățenilor pe care o are, putem avansa foarte mult în consolidarea Uniunii Europene.

Dincolo de asta, și de data asta, Parlamentul European a reușit să obțină sume complementare față de ceea ce a propus Consiliul European pentru a consolida programe cu adevărat europene. Și mă gândesc aici nu doar la programul pentru sănătate european, care, chiar dacă a fost propus cu foarte mult entuziasm, a fost lăsat fără finanțare sau cu o finanțare foarte redusă de către Consiliu. Iată că după negocierea Parlamentului, acest program de sănătate iese întărit. Avem mai mulți bani și pentru cercetare, care vedem cât de importantă este în aceste zile, avem mai mulți bani pentru tineri sau pentru întărirea frontierelor europene, iată, mai mulți bani pentru proiecte cu adevărat europene.

Dincolo de aceste lucruri, e important acum să putem avansa și pe negocierile privind instrumentul de redresare și reziliență, unde Parlamentul European trebuie să aibă un cuvânt important de spus totodată.

Concluzionez spunând că iată, de această dată nimeni nu va mai putea spune că Uniunea Europeană este un colos cu picioare de lut, pentru că Uniunea Europeană și Parlamentul European au dovedit forță, flexibilitate, dinamism și curaj în aceste negocieri, și Parlamentul European a reușit să transforme o criză într-o oportunitate pentru a întări Uniunea Europeană. Este, deci, un moment istoric pentru Uniunea Europeană și sper să fie un nou început pentru această Uniune.

 
   

 

  Jean-Lin Lacapelle, au nom du groupe ID. – Monsieur le Président, chers collègues, alors que nous préparons le budget européen sur les cinq ans qui viennent et que nous discutons du financement du plan de relance, la Commission européenne, derrière les annonces, entretient des angles morts coupables quant à l’usage qui sera fait de notre argent.

Avez-vous tiré les leçons de la première vague? En mars dernier, devant l’impréparation totale, devant l’Europe privée de masques et de médicaments, devant l’effondrement économique due la rupture des chaînes logistiques dépendant notamment de l’Asie et de la Chine, vous aviez paru réagir.

Nous avions entendu revenir les mots «souveraineté», «stratégie», «indépendance», que notre courant de pensée avait été jusqu’ici seul à porter. Mais ces mots débouchent-ils sur des réalités? Financera-t-on, favorisera-t-on des relocalisations? M. Thierry Breton affirmait qu’elles avaient commencé. A-t-on des chiffres, des statistiques, des exemples précis?

Nous pensons qu’une partie de la relance doit se jouer sur des actions incitatives à la reprise pour les entreprises. Ces aides seront-elles conditionnées? Y aura-t-il des contreparties? Prendra-t-on en compte la vulnérabilité de nos petites et moyennes entreprises?

Enfin, il est fondamental que l’autonomie des États européens puisse être développée. Il faut investir sur le localisme, c’est-à-dire rapprocher les producteurs des lieux de consommation, raccourcir les chaînes logistiques et retrouver une indépendance industrielle sur nos activités stratégiques.

Ces objectifs sont indispensables et ce plan de relance doit consacrer tous ses efforts pour les atteindre. Investissons pour notre sécurité, notre avenir, nos peuples et nos nations.

Chers collègues, le plan de relance, qui doit servir nos emplois, nos entreprises, notre production, nos citoyens, nos peuples, c’est l’argent des contribuables et des citoyens. Mais on n’est citoyen que de son pays. L’artificielle citoyenneté de l’Union européenne, la détestable citoyenneté du monde, fantasmes de cosmopolites déracinés, n’ont et ne doivent avoir aucune réalité politique.

Or, l’Union européenne cherche à accaparer les citoyens, au nom d’une prérogative régalienne s’il en est, le droit de lever l’impôt.

Jusqu’ici, les recettes financières de l’Union européenne provenaient de reversements, par les États membres, de montants établis sur une fraction du PIB ou de certains impôts nationaux – sans doute était-ce, aux yeux de cette Union européenne, encore trop de place accordée aux États, même si cette place n’était que celle du mouton qui se fait tondre.

Mais voici venir l’impôt européen, cet impôt qui fera de tous les Français, de tous les Allemands, les Italiens, les Espagnols, les Belges, tous les citoyens des pays européens, des assujettis fiscaux au super-État euromondialiste. C’est cet impôt, jusqu’ici interdit, fourbi sous cape, que la crise sanitaire donne l’occasion d’instaurer.

Enfin, ces nouveaux citoyens de la République européenne auront le privilège de rembourser les emprunts géants que l’Union européenne va lever sur les marchés financiers car l’Union, pas plus que les États membres, n’a le droit de se financer auprès de sa propre Banque centrale.

Adoptés en pleine crise, dans la précipitation, ces changements inquiétants, qui changent le statut politique de chacun, des 450 millions d’habitants du territoire européen, représentent un danger pour la démocratie. Si l’on veut se financer, les solutions ne manquent pas: souscriptions publiques avec émissions de bons du trésor, augmentations des taux de reversement des États ou encore abrogation des rabais scandaleux consentis aux États du Nord en échange de l’adoption du plan de relance.

Selon sa Constitution, la France participe à l’Union européenne, mais elle ne doit pas s’y fondre.

Chers collègues, dans le droit fil de la dépossession industrielle permise par l’ultralibéralisme européen et de la dépossession fiscale prévue par les nouvelles ressources propres de l’Union européenne, voici venir enfin la plus détestable dépossession: la dépossession politique. Le plan de relance prévoit de conditionner les aides européennes, non pas à la relocalisation des entreprises ou au maintien de l’emploi, mais au respect de l’état de droit, c’est-à-dire la soumission complète au prétendu progressisme libéral-libertaire.

Nos compatriotes, à force de l’entendre partout, confondent l’État de droit avec l’État légal – l’État légal, c’est celui qui respecte le droit pour agir, l’État de droit, c’est autre chose: c’est l’État qui obéit à certains principes politiques qui eux-mêmes dictent le droit. Mais quels principes? Qui les choisit? Qui les décide?

Gianni Buquicchio, président de la commission de Venise pour l’état de droit et la démocratie du Conseil de l’Europe, déclarait le 5 novembre, à la radio, qu’en fait, l’état de droit n’imposait rien par lui-même et dépendait de ce que la politique y mettait, c’est-à-dire ce que le choix démocratique décide d’y mettre, rien d’autre que le choix démocratique.

Quand les peuples de Pologne et de Hongrie, librement et volontairement, élisent des gouvernements euro-réfractaires, affirment leur attachement à leurs traditions, à leur histoire, ils définissent la doctrine politique que l’état de droit doit appliquer. Ils ont le droit souverain et légitime de le faire. Et leur état de droit est irréprochable.

Quand des gouvernements étrangers, voire des technocrates non élus, comme ceux de la Commission européenne, qui soutiennent d’autres principes politiques, viennent, par un ignoble chantage de gros sous, sommer la Pologne et la Hongrie de trahir les décisions de leurs peuples, ce sont ces gouvernements et ces technocrates qui violent l’état de droit. Un tel comportement d’autoritarisme moral, qui cherche à imposer une hégémonie à la conscience des Européens, est insupportable.

Si le peuple choisit, l’État exécute: l’état de droit est garanti en Hongrie et en Pologne. Si la voix du peuple ne vous plaît pas, c’est vous qui avez un problème avec l’état de droit, chers collègues.

 
   

 

  Philippe Lamberts, au nom du groupe Verts/ALE. – Monsieur le Président, chers collègues, je ne vais pas m’étendre sur les mérites de l’accord mais plutôt vous affirmer ma fierté, ma fierté à deux titres.

Tout d’abord, celle de faire partie d’un Parlement européen qui, cette fois, a eu le courage de défendre ses convictions. Par le passé, ce même Parlement parlait fort, roulait des mécaniques pour ensuite, bien souvent, baisser pavillon sans même défendre ses valeurs face au Conseil. Il n’en a pas été de même cette fois-ci.

Le Parlement voulait un budget plus ambitieux, voulait un budget aligné sur les valeurs de l’Union européenne, à commencer par le respect de l’État de droit, voulait aussi un budget plus orienté vers l’avenir, à commencer par la transition écologique et solidaire. Et, sur ces trois domaines, il est incontestable que l’accord atteint hier améliore substantiellement l’accord du mois de juillet obtenu par le Conseil.

Bien sûr, ce n’est jamais assez – j’entends déjà certains collègues qui le diront. C’est vrai, mais dans le rapport de force politique que nous ont donné les élections, je pense que c’est le meilleur accord qui était possible.

Deuxième sujet que je voulais aborder, c’est le fait qu’aujourd’hui nous vivons dans un monde politique où il semblerait que, pour réussir, la recette par excellence soit de polariser nos sociétés, d’opposer le camp du bien au camp du mal. Je pense que cette logique est mortifère pour nos sociétés.

Au contraire, c’est la logique du dialogue, la logique du compromis, la logique de l’intelligence collective qui nous a permis de donner à l’Union européenne un instrument, pas le seul, mais un instrument crucial pour relever les défis sociaux, environnementaux, démocratiques, économiques et sanitaires auxquels nous faisons face.

Eh bien je suis fier que ce soit cette logique du compromis qui ait prévalu, et je voudrais adresser un salut à nos collègues conservateurs, libéraux et socialistes et saluer leur esprit d’ouverture et de compromis tout au long de la procédure. Parce que le compromis que nous avons atteint est un compromis qui dépasse bien sûr les familles politiques, mais aussi un compromis qui dépasse les frontières institutionnelles.

Je pense que, cette fois-ci, le Conseil n’a pas traité le Parlement comme une sorte d’accessoire mais nous a respectés. Et tout cela, j’en suis fier.

 
   

 

  Johan Van Overtveldt (ECR), on behalf of the ECR Group. – Mr President, yesterday we concluded negotiations on the European Multiannual Financial Framework (MFF). These negotiations have been intense, or intensive, because all those engaged were fully aware of what was at stake.

First of all, I want to thank all the delegations involved, the Council and the Commission, but certainly also my colleagues in the negotiating team – most of them are present here today – for their efforts and their constructive cooperation during those weeks.

It’s fair to say that we have been working hard and we needed to work hard because we were faced with a fait accompli. The July conditions of the Council conclusions were untouchable: that’s what we heard and that’s what we had to change because we thought there was a lot wrong in those conclusions. We fought for our priorities and there can be some satisfaction with what we reached or what we achieved.

From the start of the negotiations, I emphasised very much that it is very important that we strengthen the future-oriented, innovation-oriented programmes like Horizon, InvestEU, Erasmus… and EU4Health, of course. When drawing up the budget for 2020 we already made an important change in that direction, and that has been strengthened now. Additional resources will be available for all those things that are crucial – for future jobs, future growth, future competitiveness and also, certainly for the fight against climate change.

Compared to the European Council’s conclusion of July, we have EUR 15 billion extra for these flagship programmes. And let me especially draw your attention to the fact that for EU4Health, we have been able to triple the budget, and we also secured that adequate new resources are available, or will be available, to honour the considerable future burden of the EUR 750 billion for the Next Generation EU.

With the conclusion of these negotiations, the Recovery and Resilience Facility (RRF) can finally be activated. This is absolutely important to get us over and beyond the crisis, and it’s up to the Council now. We’ve heard repeatedly in recent months and weeks that it is Parliament that is stalling, Parliament that is delaying, Parliament that is responsible for this or that. Well, the short answer to these allegations is no! Parliament has done what it is supposed to do – defend its priorities, act constructively and fight and try to find a compromise in a positive spirit. The train is on track. The Council should make sure that it can leave the station.

 
   

 

  Δημήτριος Παπαδημούλης, εξ ονόματος της ομάδας GUE/NGL. – Κύριε Πρόεδρε, οι βελτιώσεις που πέτυχε το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο στην αρχική πρόταση του Συμβουλίου είναι ένα θετικό βήμα αλλά δεν είναι αρκετό για να αντιμετωπίσουμε τις προκλήσεις των καιρών και τις απαιτήσεις και τις προσδοκίες των Ευρωπαίων πολιτών. Η πανδημία και η μεγάλη ύφεση που έχει προκαλέσει έχουν μεγαλώσει επικίνδυνα τις ήδη μεγάλες ανισότητες μέσα στην Ευρωπαϊκή Ένωση και μέσα στα κράτη μέλη. Γι’ αυτό και χρειαζόμαστε έναν ισχυρό και φιλόδοξο πολυετή προϋπολογισμό για τη στήριξη της δημόσιας υγείας, τη βιώσιμη ανάκαμψη της οικονομίας, τη στήριξη της απασχόλησης και της κοινωνικής και της περιφερειακής συνοχής. Το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο πέτυχε να βελτιώσει την αρχική πρόταση του Συμβουλίου, αλλά η συμφωνία απέχει αρκετά από τις αρχικές μας επιδιώξεις. Ας είμαστε ρεαλιστές!

Η αύξηση που πετύχαμε στον προϋπολογισμό είναι 16 δισεκατομμύρια ευρώ, μόλις 1,5% παραπάνω από την αρχική πρόταση του Συμβουλίου και μπροστά μας έχουμε και στόχους: πρώτον, να μην μπλοκαριστεί από ένα βέτο του κυρίου Orbán ο μηχανισμός για το κράτος δικαίου και, δεύτερον, ο οδικός χάρτης για τους ίδιους πόρους από «ενδεικτικός» να γίνει «δεσμευτικός». Κάναμε ένα θετικό βήμα. Έχουμε πολλά ακόμη μπροστά μας να πετύχουμε και ελπίζω το Συμβούλιο να τηρήσει τη συμφωνία που έχει υπογράψει και να εξασφαλίσει —όπου χρειάζεται— την αναγκαία ομοφωνία.

 
   

 

  Fabio Massimo Castaldo (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa negoziazione è stata complessa ma sì, ne è valsa senz’altro la pena.

Abbiamo ottenuto 16 miliardi in più sui programmi chiave per il futuro dei cittadini europei, abbiamo finalmente un calendario per la creazione di nuove risorse proprie che porteranno, secondo le stime, più di 90 miliardi per ripagare i costi di NextGenerationEU e ci consentiranno anche di correggere delle asimmetrie del mercato unico provocate proprio da quegli attori che ne abusano spesso, come ad esempio la finanza speculativa e i giganti del digitale.

Un calendario che va rispettato, ma serve anche accelerare la risposta per i cittadini europei, soprattutto per quanto riguarda anche le negoziazioni del’RRF; in questo senso plaudo alla proposta del Parlamento di anticipare dal 10 al 20 % del totale, con l’estensione anche di un altro anno per la spesa, che è sostenuta anche dal governo italiano.

Serve una risposta equa, veloce ed efficace nell’interesse di tutti, il che vuol dire riformare anche quelle politiche che non hanno permesso fino ad ora una piena integrazione europea, ad esempio il patto di stabilità, che non dovrà essere semplicemente sospeso ma anche profondamente riformato e rivisto.

 
   

 

  José Manuel Fernandes (PPE). – Senhor Presidente, Senhor Comissário, Caras e Caros Colegas, este é um momento histórico!

Temos um orçamento que reforça o presente e protege o futuro. Reforça o programa da saúde (triplicou-o). Os cidadãos percebem bem essa importância. Precisamos de uma vacina: reforça a investigação. Precisamos de emprego: reforça também o programa InvestEU. Também protege o futuro, protege os cidadãos.

Pela primeira vez, temos um compromisso com o Conselho para que os recursos próprios da União Europeia, as fontes de financiamento, sejam introduzidos de forma a que sejam suficientes para pagar a dívida criada pelo Fundo de Recuperação. Temos um cabaz de recursos próprios, para que não haja cortes nos fundos e nos programas. Este é um ponto crucial também para o futuro.

É que, neste momento, os custos da dívida que estão nos plafonds do orçamento são apenas 0,01 % do orçamento para sete anos. São 12,9 mil milhões de euros. Mas, depois de 2027, o custo da dívida será de 15 mil milhões de euros por ano, será 10 % do orçamento e, portanto, é crucial termos novos recursos próprios para protegermos o orçamento no futuro, para não sobrecarregarmos em simultâneo os cidadãos, para evitarmos cortes em programas que são essenciais e também nos respetivos fundos.

Por isso, este acordo, que é vinculativo, um acordo interinstitucional, para além disso, também tem um calendário para a introdução de novos recursos próprios com um princípio simples: quem não paga, deve pagar. E é justo que os gigantes do digital paguem. É justo que haja uma taxa sobre as transações financeiras ou um mecanismo de ajustamento de carbono nas fronteiras que, em simultâneo, inclusivamente, ajudará a dar competitividade às nossas pequenas e médias empresas.

Depois, também reforçámos a legitimidade deste Parlamento. Estaremos envolvidos no Fundo de Recuperação e também fizemos algo de histórico a nível do artigo 122.º que não se tem referido, um artigo que o Conselho tem usado não só para o Fundo de Recuperação, mas, por exemplo, também para o Mecanismo Europeu de Estabilidade. A partir de agora, o Parlamento, quando o Conselho quiser usar o artigo 122.º, desde o início será implicado, com um objetivo de, em reuniões conjuntas, chegar a um entendimento comum sobre as implicações orçamentais.

Nós, portanto, demos esperança aos cidadãos. Damos a possibilidade de os Estados—Membros utilizarem bem os recursos que têm à sua disposição. Reforçámos os recursos próprios, reforçámos também a democracia. Estamos de parabéns!

 
   

 

  Eider Gardiazabal Rubial (S&D). – Señor presidente, comisario Hahn: marco financiero, recursos propios, Estado de Derecho, plan de recuperación… ¡Vaya cuatro temas para un debate! A cada cual más importante. Y la verdad es que 2020 ha sido un año durísimo y necesitábamos buenas noticias y, por fin, parece que noviembre nos las está trayendo.

Sobre el marco financiero y los recursos propios, quiero resaltar también lo histórico del acuerdo. Lo que se ha conseguido supone un cambio radical: por los 16 000 millones extras y también por la introducción de nuevos recursos propios, porque era urgente abordar este debate. Necesitamos mejor financiación para los presupuestos, la necesitamos para el plan de recuperación y, además, tenemos que acabar con las deficiencias de un sistema fragmentado, injusto e insolidario del que muchos se aprovechan.

Y para acuerdo histórico el que alcanzamos también la semana pasada respecto a la vinculación del presupuesto europeo con el Estado de Derecho, algo impensable no hace tanto tiempo. Tenemos, por fin, un mecanismo claro y aplicable sobre el que este Parlamento llevaba años trabajando.

En este acuerdo hemos conseguido mejorar el ámbito de aplicación, vincularlo con los valores definidos en el artículo 2 del Tratado. Hemos introducido el carácter preventivo, hemos añadido una lista de ejemplos y encima hemos incluido el fraude y la evasión fiscal entre los objetivos. Y también hemos establecido un sistema para dar garantías a los beneficiarios finales —es decir, estudiantes, universidades, investigadores, ONG— para que no se vean afectados por la congelación de fondos a sus gobiernos. Y, también, vamos a evaluar la eficacia de este mecanismo dentro de tres años porque es un mecanismo nuevo.

Y, por último —y seguimos haciendo historia—, el plan de recuperación. Aquí todavía nos queda la negociación final del contenido con el Consejo y, para ello, el Parlamento ya tiene su posición. Espero encontrar en el Consejo la misma buena voluntad que en los dosieres anteriores.

La increíble acogida que han tenido estos dos acuerdos históricos demuestra que, cuando trabajamos unidos y con el objetivo de construir una Europa que proteja a sus ciudadanos, las cosas salen bien. Así que muchas gracias y enhorabuena a todos los que habéis contribuido a este acuerdo y a hacer que nos sintamos orgullosos, una vez más, de este proyecto.

 
   

 

  Valérie Hayer (Renew). – Monsieur le Président, Monsieur le Commissaire, chers collègues, j’ose espérer que ce matin tous les pro-européens se sont levés le sourire aux lèvres. Prenons le temps, prenons conscience de ce qui a été obtenu hier par les députés européens dans cette Assemblée: 16 milliards d’euros. Seize milliards! C’est une victoire sans précédent. En 2006, quatre milliards d’euros. En 2013, zéro milliard d’euros d’argent frais. Nous avons triplé le budget pour la santé, là où les États membres n’y voyaient qu’une compétence nationale qui devait rester nationale, même en temps de pandémie. Nous avons corrigé ce non-sens.

Ce qu’il s’est passé hier, c’est la preuve que l’Europe n’est pas pilotée seulement par les États, et pour les États seulement. En exerçant pleinement notre rôle, nous, députés européens, nous avons montré que nous sommes les gardiens de l’Europe communautaire, les gardiens des intérêts des Européens, qui demandent plus d’argent pour la mobilité des étudiants, qui demandent plus d’argent pour la recherche, qui demandent plus d’argent pour nos frontières, qui demandent plus d’argent pour notre secteur culturel.

Chers collègues, nous l’avons fait! On nous riait au nez, on nous disait de redescendre sur terre, que nous n’aurions que des clopinettes… Nous l’avons fait.

Et sur les ressources propres, maintenant, que doit-on dire? Parce que les 16 milliards, ce n’est rien en terme de volume par rapport à ce que nous allons obtenir grâce à ces nouvelles ressources propres. On va enfin avoir un mécanisme d’ajustement carbone aux frontières, on va enfin avoir une taxe sur les géants du numérique, on va enfin avoir une taxe sur les transactions financières. Et cette taxe sur les transactions financières, comme les autres, si nous l’avons obtenue, c’est parce que nous avons négocié, pas en faisant des procès d’intention à ceux qui sont de l’autre côté et autour de la table. Rendez-vous compte: nous n’avons pas créé de véritable ressource propre depuis les droits de douane. C’était il y a 50 ans.

Faisons donc les comptes: en avril, nous appelions, dans cette Assemblée, à la création d’un plan de relance massif. Nous sommes aujourd’hui le 11 novembre, et nous avons un plan de 750 milliards d’euros, mais nous avons aussi désormais l’assurance que ce plan ne sera pas remboursé par les citoyens européens, mais qu’il sera remboursé par les géants du numérique, par les institutions financières qui spéculent, ou encore par les entreprises extra-européennes qui polluent.

Mes amis, quelle victoire! Quelle victoire! Même les Verts nous ont annoncé qu’ils allaient voter en faveur de ce budget. Depuis quand, chers collègues, cela n’était pas arrivé? Depuis quand? Chers collègues, moi je dis bravo à ce Parlement européen, je dis félicitations à ce Parlement européen! Nous sommes les seuls à même de réformer l’Europe face à des États empêtrés dans leur unanimité chronique.

Continuons nos batailles! Lançons maintenant la conférence sur l’avenir de l’Europe. Ne lâchons rien, et demain l’Union sera enfin puissance.

 
   

 

  Rasmus Andresen (Verts/ALE). – Herr Präsident! Diejenigen, die unter der COVID-Krise am meisten leiden, sollten diejenigen sein, die am stärksten vom EU—Haushalt profitieren. Wir befinden uns in einer dramatischen Pandemie. Fast ganz Europa, auch Teile dieses Parlaments, befinden sich im Lockdown, und die Lehre aus COVID sollte sein, dass wir gemeinsam mehr in unser öffentliches Gesundheitssystem investieren.

Deshalb waren wir schockiert, als wir nach dem Ratsgipfel festgestellt haben, dass die Staats- und Regierungschefs bei Gesundheit kürzen wollen. Statt bei Gesundheit zu kürzen, verdreifachen wir jetzt das europäische Gesundheitsprogramm, und ich glaube, das ist ein ganz zentraler Erfolg, den wir hier gemeinsam im Europäischen Parlament erreicht haben.

Die Kultur und die Kreativbranche sind auch sehr stark durch die COVID-Krise betroffen. Wir erleben das alle in unseren Ländern, Theater und Kinos müssen schließen, viele Tourneen werden abgesagt, Künstlerinnen und Künstler kämpfen um ihre Existenz. Und deshalb ist es mehr als nur ein Signal, dass wir über 600 Millionen Euro mehr für das Programm Kreatives Europa ausgehandelt haben.

Aber COVID ist auch eine globale Krise. Ärmere Staaten außerhalb der EU haben nicht dieselben Möglichkeiten, auf die Krise zu reagieren, wie wir es in der Europäischen Union gemeinsam haben. Und deshalb ist es gut und richtig, dass wir 1,5 Milliarden Euro dafür mobilisiert haben, auch für andere Länder, für die globale Entwicklung unseren Beitrag zu leisten.

Aber COVID ist vor allem auch eine Demokratiekrise, wenn wir erleben, was zurzeit in Polen, was in Ungarn, was aber auch in vielen anderen Ländern passiert. Deshalb ist es ausdrücklich richtig und sinnvoll, dass wir jetzt ein Instrument bekommen, das es Demokratiezerstörern wie Viktor Orbàn schwerer macht, mit ihrer Politik so weiterzumachen wie bisher.

Und es ist gut und richtig, dass wir das Programm „Rechte und Werte“ verdoppeln werden, um auch NGOs – Demokratie—NGOs, LGBTI—Organisationen, aber auch Organisation, die für Gleichstellung kämpfen –, dabei zu unterstützen, diesen Kampf auch vor Ort zu führen.

Wir müssen alle Krisen bekämpfen, und die größte Krise bleibt die Klimakrise. Und auch wenn mit diesem Haushaltsbeschluss, den wir in ein paar Wochen treffen werden, dann noch nicht alles gelöst sein wird, haben wir es geschafft, wichtige Instrumente in dem Haushaltsziel verbindlich zu vereinbaren: das Prinzip der Schadensvermeidung, eine verbindliche Biodiversitätsquote, die dazu führen wird, dass Biodiversität nicht einfach nur im Haushalt stärker berücksichtigt wird, sondern dass Naturschutz ein eigenes Haushaltsziel wird. Diese Erfolge können sich sehen lassen, und dafür möchte ich mich bei meinen Kollegen und Kolleginnen aus dem Verhandlungsteam bedanken und vor allem bei unseren Mitarbeitern, denn ohne die wäre das alles gar nicht möglich gewesen.

 
   


 

  Younous Omarjee (GUE/NGL). – Monsieur le président, il y a toujours plus de mérite à effectuer qu’à empêcher. Et je veux saluer le rôle des négociateurs du Parlement, qui n’ont pas ménagé leurs efforts pour obtenir des avancées, notamment en liant le budget à un mécanisme «état de droit».

Sur un plan budgétaire, ces améliorations sont incontestables par rapport à la position au rabais du Conseil. Mais elles demeurent insuffisantes par rapport aux ambitions initiales du Parlement européen. Et les agriculteurs seront les premiers à pâtir de ce budget.

Sur la question des ressources propres, qui étaient, vous le savez tous, un marqueur fort pour le Parlement européen, bien sûr, il y a des novations mais ces novations sont très contraintes. La taxe sur les transactions financières est renvoyée aux calendes grecques, sans garantie de mise en œuvre. Et la contribution sur le plastique, que l’on appelle «ressource propre», est en réalité une contribution payée par les États membres et n’est pas fondée sur une taxe.

Mais le plus inquiétant est ailleurs. Ce budget pluriannuel, adossé au fonds de relance, ouvre le risque d’une renationalisation des politiques européennes. Et nous devons être très attentifs pour cela.

Pour finir, M. le président, nous souhaitions un budget d’un monde d’après et nous avons le budget d’un monde d’avant qui ne répond pas…

(Le Président retire la parole à l’orateur)

 
   

 

  Siegfried Mureşan (PPE). – Mr President, in July the heads of state and government negotiated for four days and four nights and adopted their position on the budget of the European Union for the next seven years. Immediately we, the European Parliament, recognised the good parts of that agreement and we also pointed at those areas where the agreement could still be improved.

We recognised that the allocations which the 27 heads of state and government had negotiated amongst themselves for each country was something that the Parliament should not challenge. But we also said that, in the European programmes – in the future—oriented programmes, those programmes which should make Europe more digital, more modern, more competitive – the heads of state and government had made cuts and more money was needed.

And our negotiators, after intense negotiations, have managed to achieve a very good result, and the number is EUR 16 billion more for the people of Europe as a result of the demands and the fight of the European Parliament. Is that a lot? Yes, it is an amount which makes a big difference to the budgetary lines it will go to.

Let me just mention some figures: on the health programme, we are tripling the budget from EUR 1.7 billion to EUR 5 billion; the research programme, EUR 4.4 billion more – and just two days ago, we learned that the European company which received European support from EU money for research is in the lead with regards to discovering a vaccine; Erasmus, EUR 2.2 billion more, which means almost one million young Europeans will be able to have a scholarship in the next seven years because of the achievements of Parliament.

And we are also reinforcing the Rights and Values Programme because, yes, we have an agreement on the rule of law mechanism, there is conditionality. Those who breach the rule of law should be sanctioned, but those NGOs who defend the rule of law, they should be supported. The rule of law mechanism also contains, as a demand of the Parliament, one very important prerogative: it says that the beneficiaries of EU funds should never suffer if a government attacks the rule of law.

There are three pillars for the EU budget for the next seven years. The multiannual financial framework I just spoke about was a good result. The rule of law I just spoke about was also a good result. And there is also the Recovery and Resilience Facility, and here, Commissioner, I can report that the European Parliament is on track. This week we are giving the final mandate to our negotiating team, to the three co—rapporteurs, and one of them for the final negotiations with Parliament. What will we demand? We will support the allocation criteria and the amounts for each of the countries as negotiated in the Council, but we want to prolong the programme from three to four years because we now learn that Corona is a longer—term crisis, and we want to make sure that money gets where it’s needed. The more money you spend, the more you need to make sure that the control is good, that there is a strong goal for OLAF and for the European Public Prosecutor, and a strong goal for reform. Country—specific recommendations and the European Semester are very important because the title of the programme is ‘recovery and resilience’…

(The President cut off the speaker)

 
   

 

  Margarida Marques (S&D). – Senhor Presidente, Senhor Comissário, conseguimos! Esta é uma vitória histórica do Parlamento Europeu.

Pela primeira vez, conseguimos aumentar o orçamento da União Europeia, que tinha sido acordado pelos chefes de Estado e de Governo. Introduzimos o princípio do financiamento do orçamento da União por novos recursos próprios, sem pedir esforços adicionais aos cidadãos. E isso pode ser um ponto de partida para modificar a estrutura do financiamento do orçamento da União Europeia. As discussões de 7 em 7 anos do famoso 1 % que os Estados-Membros pagam e que verbalizam, mas não verbalizam nunca os benefícios de pertencerem à União Europeia e ao mercado interno.

Assegurámos que os custos do Next Generation EU não serão pagos à custa das políticas europeias, da Política de Coesão ou da PAC. Reforçámos os poderes do Parlamento Europeu no Fundo de Recuperação, assegurando, assim, mais transparência e responsabilidade democrática.

Também conseguimos reforçar as políticas europeias em 16 mil milhões de euros. Este orçamento protege os cidadãos da pandemia, triplica o orçamento para o Programa Saúde, reforça o Programa de Investigação, mobiliza recursos adicionais para sectores particularmente afetados pela crise: o sector da cultura ou a ajuda humanitária, ou o Programa Direitos e Valores, essencial para a democracia e o Estado de Direito.

Aumenta a capacidade da União em promover o investimento. Fixa ambições: clima, biodiversidade, igualdade de género.

Termino com agradecimentos: ao Conselho, porque deu um passo seguro em circunstâncias difíceis; à Comissão, que pôs em cima da mesa, sempre que necessário, as soluções alternativas seguras para resolver os problemas. Um agradecimento muito especial ao Comissário Hahn e a toda a sua equipa, aos serviços do Parlamento Europeu e aos grupos políticos na Negoteam, que foi a unidade do Parlamento que permitiu este acordo.

 
   

 

  Moritz Körner (Renew). – Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Ich glaube, in diesen Verhandlungen haben wir eindeutig gesehen: Nur das Europäische Parlament kämpft wirklich für die europäischen Prioritäten. 16 Milliarden mehr für wichtige europäische Aufgaben, für Erasmus, für die Studenten, für die Jugend in Europa, für Forschung – und wir sehen doch gerade in den letzten Tagen mit der Entwicklung des Impfstoffs, wie wichtig Forschung ist –, für Digitalisierung, weil wir doch auch gerade in dieser Krise merken, wie wichtig das ist und wie stark wir dort auch abgehängt werden gegenüber China und den USA.

Klar ist: Die Mitgliedstaaten – das haben wir auf dem Gipfel gesehen – kämpfen nur für ihre eigenen Interessen. Es geht nur darum, wie viel wer einzahlt und wie viel er herausbekommt. Wenn wir wirklich Europa zukunftsfit machen wollen, dann müssen wir uns stärker darauf konzentrieren, was wir insgesamt gemeinsam für die Zukunft brauchen. Und da hat das Europäische Parlament einiges geschafft, so viel geschafft, wie möglich war. Aber wir müssen auch sagen: In der Konferenz zur Zukunft Europas müssen wir darüber sprechen, wie wir noch mehr schaffen für die Zukunft Europas.

Und wir sind ein zweites Thema erfolgreich angegangen, das ist die Rechtsstaatlichkeit. Denn es kann doch nicht sein, dass EU-Gelder gerne genommen, aber EU-Werte anschließend mit Füßen getreten werden. Und weil hier gerade ein Vorredner von der französischen Rechten gesagt hat, na ja, es gebe doch eigentlich gar nicht gemeinsame Werte und Rechtsstaatlichkeit, das sei doch in jedem Land anders, und das wäre auch von Traditionen und so weiter abhängig, will ich hier mal ganz klar sagen: Es gibt ganz klar gemeinsame, europäische Werte in Europa, und zu denen hat sich jeder Mitgliedstaat mit seinem Beitritt zur Europäischen Union verpflichtet. Es ist nicht so, dass da einige Leute aus Europa herkommen und sagen, ihr müsst euch jetzt an irgendwelche Werte halten. Die haben wir gemeinsam in Artikel 2 festgelegt, und die werden wir hier verteidigen, und dafür hat dieses Europäische Parlament gekämpft, liebe Kolleginnen und Kollegen.

Wir müssen ganz klar sagen: Da haben wir einiges erreicht. Wir haben endlich dafür gesorgt, dass Rechtsstaatlichkeit in dieser Verordnung auch wieder auftaucht und dass das nicht, wie der Rat wollte, nur so ein kleiner Zusatz war, sondern es ging tatsächlich darum, dass wir auch die Unabhängigkeit der Justiz wieder schützen. Wir haben es verbunden mit dem jährlichen Rechtsstaatsbericht, damit wir die verschiedenen Instrumente dort zusammenführen. Und wir haben auch dafür gesorgt, dass die Empfänger der Gelder geschützt werden, weil wir am Ende nicht den einfachen Bürger, sondern die Regierungen bestrafen wollen, die sich nicht an europäische Werte halten. Da haben wir viel erreicht.

Dieser Mechanismus ist nicht das, wovon wir geträumt haben. Aber er ist mehr, als ich mir zum Beispiel zwischendurch zu erhoffen gewagt habe, denn die Verhandlungen mit diesem Rat waren wirklich schwierig. Man hatte das Gefühl, Viktor Orbàn saß mit am Verhandlungstisch. Und ihm, der jetzt immer noch droht, wegen der Rechtsstaatlichkeit diesen ganzen Haushalt und alles aufzuhalten, will ich hier eines ganz klar sagen: Wenn er das macht, dann zeigt er eindeutig, dass ihm nichts an der europäischen Zukunft, nichts an der Zukunft seines Landes und seiner Bürger liegt, sondern einzig und allein an seinen korrupten Freunden. Das werden wir nicht zulassen.

Und ein letztes Wort an die Kommission: Wir werden jetzt als Europäisches Parlament darauf achten, ob die Kommission diesen Rechtsstaatsmechanismus auch einsetzt. Wir werden darauf drängen.

 
   

 

  Jordi Solé (Verts/ALE). – Mr President, overall, we have achieved a good deal. I can even see some historical components in it. Of course, in such a complex deal one can always find flaws and disappointments. But the question that we have to ask ourselves is: with this comprehensive budget deal, are we making the EU stronger or weaker? My answer to that is stronger. Especially when it comes to the post-pandemic Recovery Fund, the new own resources and the rule of law conditionality. These three instruments are a step forward towards more integration. They could have been more ambitious – true, but it’s also true that they could have not been there at all. The selfishness of Member States regarding an outdated understanding of national interest – all this could have made all the efforts derail, as so often happens, but this has not been the case so far.

Concerning the content of the MFF (Multiannual Financial Framework), this is the least ambitious part of the deal. For instance, the research programme gets far less money than it should, while military spending appears too much in this budget. But it’s also true that the long-term budget has to be regarded together with the additional EUR 750 billion of the Recovery Fund. Let’s be honest, just a year ago a fund like this, with a borrowing mechanism like this, would have seemed impossible, but we had to make a virtue out of necessity, and we did it. Finally, it is worth mentioning the climate and biodiversity spending targets – we in my group are proud that we also succeeded on that.

 
   

 

  Bogdan Rzońca (ECR). – Szanowny Panie Przewodniczący! Świat i Unia Europejska są w kryzysie ekonomicznym. Wieloletnie ramy finansowe i plany odbudowy mogą łagodzić ten kryzys – EKR o tym bardzo dobrze wie. Konserwatyści wierzą, że uda się wzmocnić Europę dzięki tym instrumentom. Obywateli Unii Europejskiej jednak zdumiewa fakt czy stan, w którym nieraz Parlament Europejski, Komisja Europejska nierzetelnie oceniają rzeczywiste zagrożenia. Wiceprzewodnicząca Parlamentu Europejskiego mówi, że trzeba zagłodzić niektóre kraje i nie dawać im wsparcia finansowego. To zły język, to nie chrześcijański język. Pani Barley, to nie rządy krajowe biorą pieniądze, pieniądze biorą konsumenci, obywatele dwudziestu siedmiu krajów Unii Europejskiej.

Wszyscy wiemy, że praworządność jest wartością Unii Europejskiej, ale dziś rzeczywistym problemem jest kryzys ekonomiczny, terroryzm, brak bezpieczeństwa. We Francji bandyta zabija człowieka, ścina mu głowę, w Niemczech bandyta wjeżdża samochodem w tłum ludzi. Dziś problemem są oczywiście oszuści, którzy wyłudzają środki z Unii Europejskiej. Oni są w każdym kraju i ich musimy wyeliminować z rynku publicznego. Wieloletnie ramy finansowe i plan odbudowy nie mogą być skierowane przeciwko chrześcijańskim rządom, przeciwko prawicowym rządom. Oczywiście walczymy z pandemią, walczmy z nią, pomóżmy plajtującym firmom, niech łączy nas solidarność europejska, a karanie kogokolwiek w Unii Europejskiej może tylko nadwyrężyć stan i narazić na śmieszność Unię Europejską.

 
   

 

  José Gusmão (GUE/NGL). – Senhor Presidente, o fundo que estamos hoje a aprovar e o seu regulamento são necessários, ainda que insuficientes para a dimensão da crise que estamos a enfrentar. Mas a festa que alguns grupos políticos estão a fazer com a aprovação deste regulamento serve para ocultar duas decisões graves para o futuro da Europa.

A primeira é a não consagração de uma cláusula de exclusão do financiamento a combustíveis fósseis, substituída por uma terminologia muito vaga que, basicamente, atira esta matéria para a Comissão, com consequências imprevisíveis.

A segunda é a introdução de um regime que não surge nos discursos, mas entra no regulamento, de um regime punitivo sobre todos os Estados e todos os Governos democraticamente eleitos que não aceitem implementar a agenda política, nunca sufragada, da Comissão Europeia.

É grave, é um precedente grave, que governos e programas que foram sufragados pelos eleitores das democracias nacionais estejam sujeitos a penalizações, com base numa avaliação discricionária da Comissão Europeia sobre esses programas, baseada em critérios absolutamente graves.

Este é um precedente que não devia ter acontecido e que não deve continuar.

 
   

 

  Petri Sarvamaa (PPE). – Mr President, we, as the European Parliament, have certainly delivered in these Multiannual Financial Framework (MFF) negotiations. We have delivered in own-resources. For the MFF, we have delivered on flagship programmes and, for me, most importantly, we have delivered on the rule of law. Last Thursday, we reached an agreement with the Council as regards the rule of law conditionality. I honestly call this a historic milestone for protecting European Union values, a milestone that we have waited for years to come true. For the first time, we have established a mechanism that enables the European Union to stop funding governments that disrespect our common values, such as the rule of law. Most importantly, we did not compromise on the values. We made sure that the rule of law is seen in the context of all the Union’s values enshrined in the Treaties, such as the independence of the judiciary. With this regulation, every breach of the rule of law – any breach of the rule of law – can be covered by the mechanism, from individual breaches to systemic or recurrent breaches for which no mechanism has existed so far. And more than that, we opened the scope. We have a separate list for breaches of the principles of the rule of law. We reduced the timeline from the Presidency’s proposal; we put back in the text the protection of the final beneficiaries.

I really want to thank my co-rapporteur Eider Gardiazabal Rubial and the whole European Parliament negotiation team. I believe we all agree that this mechanism may not be perfect, but it is a significant improvement compared to the proposal we received from the Presidency. In this connection, I would also like to thank the German Presidency for very, very constructive negotiations. Going back just a couple of years, there were not many who believed we could achieve this much, if anything. We, as the European Parliament, listened to the will of the citizens and pushed for a real rule of law conditionality mechanism that actually works. This is a huge achievement that we can be proud of.

 
   

 

  Simona Bonafè (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, in un momento straordinario come quello che stiamo vivendo, di fronte a una seconda ondata della pandemia in corso che sta colpendo tutti i nostri paesi, ancora una volta è l’Europa a battere un colpo e lo fa con l’accordo sul bilancio pluriennale dell’Unione, che per la prima volta vedrà, grazie alla battaglia giusta di questo Parlamento, maggiori risorse di quelle previste inizialmente dai capi di Stato e di governo.

I programmi comunitari come EU4Health per la sanità pubblica, Horizon Europe per la ricerca e la formazione, Europa creativa per la cultura, Erasmus per i nostri giovani non saranno tagliati per ripagare gli interessi sul debito pubblico europeo, perché a quello scopo serviranno finalmente le risorse proprie dell’Unione, di cui si parla da decenni.

Non più tasse per i cittadini, come qualcuno vuole far credere, ma la possibilità finalmente di rimettere sui binari dell’equità il nostro sistema fiscale, con la web tax, con la tassa sulle transazioni finanziarie, con la carbon border tax.

Il rischio che, con il piano di aiuti straordinario messo in campo dall’Europa per la ripresa economica dalla pandemia, si considerasse esaurito il pur importante contributo degli Stati e che ci si dovesse accontentare di un bilancio addirittura inferiore a quello attuale, quel rischio era alto.

Invece il messaggio che parte da qui è chiaro: non vogliamo sacrificare il futuro di fronte alle esigenze drammatiche del presente che stiamo vivendo, ma anzi l’Europa sta affrontando il presente proprio alzando lo sguardo verso una ripresa futura che non lasci indietro nessuno e che non scarichi i costi sulle future generazioni, che hanno diritto a vivere in un’Europa che sia all’altezza delle loro aspettative e che sia coesa attorno ai suoi valori.

Già, i suoi valori: noi oggi stabiliamo un principio fondamentale, dopo anni di tentativi non riusciti. L’Europa non è un bancomat: chi non rispetta i principi fondanti di questa comunità non può pensare di avere in mano una carta di credito che eroga soldi a prescindere.

Ecco, questa è l’Europa solida e solidale che oggi fa un altro passo in avanti.

 
   

 

  Katalin Cseh (Renew). – Mr President, this budget deal is historic for so many reasons, because for the first time we have a rule of law mechanism. We have a tool to fight back against democracy backsliding and to make sure that EU support reaches those who need it the most, instead of disappearing into the pockets of corrupt oligarchs. But our work is not done yet. We need to continue to be the voice of our citizens who witnessed the abuse of EU funds up close day by day and who have spent years calling on Europe to finally do something about it. We need to make sure that Europe continues to listen to them.

This rule of law mechanism is not only a piece of legislation. It is a resounding commitment that Europe is ready to take action. Let me tell you, action could not be more urgent. I am sitting here in Budapest, where every day there is a new scandal breaking. Our country, this morning, woke up to the news that the government is about to amend the constitution to make it easier to funnel public funds to oligarchs. They should be protecting lives but instead they are protecting their own pockets. And, up until now, EU action has been disappointingly slow or even completely absent. But now, we have all European institutions, all major political groups, lined up behind this commitment. Now there are no ifs, no buts and no excuses. Let us remember, a few years ago such a rule of law mechanism or new own resources existed only in the visions that were outlined by my fellow MEPs, Guy Verhofstadt or Sophia in ‘t Veld, at the plenary of the Parliament. And I was one of those EU citizens who was inspired by them and who kept on enthusiastically hitting the like and share buttons on social media. And now, thanks to this Parliament, these visions are within our grasp and it is very humbling to be present when this first draft of history is being written. This budget shows the stark difference between those who bet against the European project and those who never stopped believing in it, because even a few months ago, it was unthinkable that we will have a budget of this size and this ambition. This was the bet of European populists – they have written the EU off. They believe that European democracy is losing and the future is creeping authoritarianism from Russia, China or even Donald Trump’s United States. But they were completely wrong.

The best thing about liberal institutions is their capacity to constantly renew and reinvent themselves and this is why Europe always rebounds. This is why those writing us off could not be more mistaken. We will keep on fighting and no amount of midnight legislative crackdowns will be able to stop us.

 
   

 

  David Cormand (Verts/ALE). – Monsieur le Président, chers collègues, merci pour ce débat. Permettez-moi d’avoir un regard assez contrasté sur le paquet qui nous est désormais proposé. On a une formule en France qu’on utilise souvent et que je réutilise ici: cet accord ne mérite ni excès d’honneur, ni indignité.

Pas d’indignité, parce que c’est la première fois que nous avons un plan de relance qui permet d’avoir une solidarité européenne et cela, c’est quelque chose qui n’existait pas. Pas d’indignité, parce que nous avons gagné aussi sur la mise de côté, un tant soit peu, du Semestre, qui nous contraignait à des politiques austéritaires – on voit évidemment que ce n’est pas ce qu’il faut faire aujourd’hui. Pas d’indignité, non plus, parce qu’il y a des premières pistes en direction des ressources propres, mais j’y reviendrai. Pas d’indignité, enfin, parce que, c’est vrai, depuis très longtemps, c’est la première fois que nous avons un budget pluriannuel légèrement – très légèrement, mais tout de même – revalorisé, à hauteur de 16 milliards d’euros.

Mais pas d’excès d’honneur non plus, parce qu’il y a eu des occasions manquées dans ces négociations. Là, je veux revenir sur les ressources propres. Ces ressources propres sont fondamentales, pour deux raisons. D’abord, ce sont elles qui nous garantissent d’avoir une souveraineté européenne où nous ne sommes pas sous le chantage permanent du Conseil pour décider de notre sort en matière budgétaire. Elles sont aussi très importantes parce que c’est ce qui permet d’avoir une fiscalité juste. Et le refus par le Conseil de la taxe sur les transactions financières est une faute politique extrêmement lourde. Pendant cette période de crise, les plus riches ont continué de s’enrichir grâce à la financiarisation de l’économie et à la spéculation. Cette taxe sur les transactions financières aurait été un moyen de mettre de la justice fiscale au niveau de l’Union, et le Conseil a refusé de le faire. Un dernier mot pour dire que je regrette aussi que la Commission n’ait pas été suffisamment aux côtés du Parlement pour porter nos positions. C’est pourtant sa responsabilité de le faire.

 
   

 

  Derk Jan Eppink (ECR). – Voorzitter, de Europese begroting bedraagt 1 233 miljard euro voor zeven jaar, plus 25 %, als we de Britten wegdenken. Het compromis tussen de Raad en het Europees Parlement bedraagt nog eens 16 miljard euro. En nu is er ook nog een herstelfonds van 750 miljard euro: the sky is the limit. Wie gaat dat betalen?

(Rumoer)

(Richt zich tot de heer Verhofstadt) Ik kan u niet goed verstaan met een masker op. De Amerikanen?

(Richt zich tot de voorzitter) Voorzitter, kan deze onderbreking door de heer Verhofstadt van mijn tijd worden afgetrokken?

Wie gaat dat betalen, mijnheer Verhofstadt? De Europese burger, via Europese belastingen. Er is al een lijst gemaakt van deze belastingen: plasticbelasting, emissiehandelsbelasting, digitale heffing op financiële transacties, enz. Die zullen echter allemaal ontoereikend blijken als we in 2028 moeten beginnen met het terugbetalen van die 750 miljard euro. Weet u wat er dan gaat gebeuren, mijnheer Verhofstadt? Dan worden er nieuwe schulden gemaakt en krijgen we een schuldencarrousel. De Europese Unie wordt een schuldenunie, mede dankzij u.

Commissaris Hahn, deze begroting heet dan misschien NextGenerationEU, maar DebtGenerationEU lijkt mij toepasselijker. Wij gaan toekomstige generaties overladen met schulden. Ik vind dat onverantwoord en stem daarom tegen.

 
   

 

  Sira Rego (GUE/NGL). – Señor presidente, nos acercamos a la recta final de este presupuesto, de este instrumento político que va a determinar nuestras vidas en los próximos años. Y, aunque tiene aspectos positivos, como la reversión de recortes en programas educativos o investigación, también nos preocupa que siga destinando una cantidad inmensa de dinero a la militarización de la UE, demasiado dinero a Frontex. Dicho lo evidente, que esta no es nuestra propuesta ideal, quizás sí que sea el momento de tener el debate de cómo gestionarla.

A mi juicio, está claro: debemos hacer todo lo posible para que haya un control democrático; garantizar el refuerzo de los servicios públicos y del empleo para que nadie sea vulnerable ni por una pandemia ni por falta de trabajo; hacer que los recursos sirvan para recuperar la soberanía productiva con control público. Si algo nos ha demostrado la pandemia, es nuestra debilidad: en la UE no se fabrica ni un paracetamol.

Pero, sobre todo, que no nos engañemos. Si dejamos que las reglas austericidas se cuelen por las rendijas, como quieren las derechas, y si no brindamos una condicionalidad social y un reparto con justicia, quienes desde sus escaños nos escupen su proyecto de odio para Europa ganarán.

 
   

 

  Esther de Lange (PPE). – Voorzitter, in de Tweede Kamer van het Nederlands parlement heeft premier Rutte expliciet naar het Europees Parlement verwezen als de instelling die hopelijk nog een aantal zaken kan verbeteren met betrekking tot de Europese top over het MFK. De premier heeft het Europees Parlement dus opgeroepen om een aantal zaken te verbeteren, omdat hij dit op de Europese top zelf niet voor elkaar heeft gekregen.

Aangezien de Nederlandse premier zich in het verleden nogal eens minder positief over het Europees Parlement heeft uitgelaten, wil ik hierbij zeggen: graag gedaan, Mark. Het Europees Parlement heeft inderdaad voor een aantal belangrijke verbeteringen gezorgd. Bijvoorbeeld op het gebied van de rechtsstaat, waar eindelijk het rechtsstaatmechanisme is ingesteld met een breder toepassingsgebied en met de bepaling dat de Raad besluiten niet eeuwig voor zich uit kan schuiven.

Daarnaast wil ik nog een aantal andere zaken noemen, waaronder de extra middelen voor onderzoek. Als we onze economie structureel willen verbeteren, hebben we onderzoek en innovatie hard nodig. De verhoging van Horizon 2020 is in dit verband dus zeer welkom.

Voorts wil ik de bescherming van de buitengrenzen aan de orde stellen. Ik voorspel namelijk dat de lidstaten die tijdens de top enorm op de begroting voor de buitengrenzen hebben bezuinigd, tijdens de volgende migratiecrisis vragen waarom Europa niets doet. Zo ook partijen zoals die van mijnheer Eppink. Als je wilt dat Europa handelt, moet je Europa de middelen geven om te handelen.

Ten slotte wil ik de aandacht vestigen op gezondheid, en met name op de verhoging van de begroting voor gezondheid, die middenin de huidige pandemie niet meer dan logisch was. Ik wil daarom vooral mijn collega’s bedanken die dit voor elkaar hebben gekregen.

 
   

 

  Kati Piri (S&D).[Beginning of speech off-microphone] … negotiators struck last week was not even dry, when the Minister of Justice of Hungary made her verdict public: she defined the rule of law conditionality as a political blackmailing tool. Indeed, the statement is in stark contrast to the open cheering of Prime Minister Orbán after the European Council in July. To me, this was a good sign that spoke volumes, and with a clear trademark on it.

While this Parliament has no role in triggering the new mechanism, without this House there would be no strong conditionality between the EU budget and respect for the rule of law and fundamental rights. This was a red line for my group. Our negotiators fought to the end with the Council, and with success. The agreement reached last Thursday makes me proud to be a Member of this Parliament. Being determined and firm, we achieved something unique and something that is there to stay.

We now have a real, effective and enforceable tool to stand up against autocratic leaders trying to take down our democracies and blackmailing our Union. We can finally put an end to leaders enriching themselves, their friends and their relatives with EU money. We created a smart mechanism to make sure the EU budget ends up in the hands of the people who it is meant for.

As Parliament, we kept our promise. We did not give in on our core democratic principles, and the empty bluff of autocratic leaders in panic will no longer hold the EU hostage. We are ready to adopt the agreement and to get started on an ambitious EU budget we have agreed on for the next seven years. Now it is up to the Commission and the EU leaders to make use of this, too. This historic agreement is important for all those Europeans striving hard through crisis and the pandemic, making sacrifices every single day, and bad news for corrupt leaders trying to take advantage of it.

 
   

 

  Guy Verhofstadt (Renew). – Mr President, the word ‘historic’ has been used, I think, 100 times here in this plenary but for once, I think, we are using it in the right way, because my impression is that exactly 20 years after the launch of the Convention, this is a real big step. Why is this a big step? Because we are in fact breaking three long-standing taboos in Europe.

The first taboo was no eurobonds, no recovery bonds – that was impossible. That was the call of the Council and of everybody after the financial crisis. And what we will do now with this programme is launch nearly one trillion of these bonds on the market, and the first bond that has been launched is a huge success.

The second new thing we are doing concerns own resources. I have heard for years ‘no, it’s impossible to have new own resources’ – for 10 years we have fought for that. It’s there and it’s not taxing the ordinary citizen, it’s taxing Google, Amazon, the big tech companies in America, imported products from China, which are in fact bad for our environment, and so on. So I don’t know what Mr Eppink has against taxing Google and Facebook and Amazon – who is against it? Not the citizens, anyway.

And then there is the fact that there will no longer be money for authoritarians.

But I want to give two short warnings. The first is to the Commission. Mr Hahn, tell your colleagues to use now the tools. I hear already in the corridors, ‘now we going to use this and we’re going to try to find out if Hungary and Poland are in accordance with the system’… but you have to do nothing at all, that has already been proved! You have now to use it and not wait two or three years before doing it.

And my second warning is this: let’s not stop the reform of the European Union. There are other things to tackle: the lack of a European Defence Community, the unanimity rule, and the fact that we cannot elect our own leader. In America they can do it – not always easily – but we cannot do it.

 
   

 

  Terry Reintke (Verts/ALE). – Mr President, it is happening in the US, it is happening here in Europe, it is happening all around the globe. Authoritarian leaders are trying to destroy the basic principles and the very foundations of our democracies. Donald Trump does not want to accept the outcome of a democratic election. Viktor Orbán is threatening to veto the EU budget over the rule of law conditionality.

Some people might think, oh well, if we just back off a little bit, if we just try to see this from their perspective a little bit more, it might all turn out to be a big misunderstanding. Well, here’s the thing – it is not! This is not just a misunderstanding. These guys, they mean it. They are planning to undermine our democracy, our values, by spreading baseless conspiracy theories, by scapegoating minorities, by erasing all checks and balances we have built in hard-won battles over the centuries. This is on, and it is on now. That’s why we need to use every tool we have available in order to stand up to these attacks.

The rule of law conditionality is not just a side note in these budgetary negotiations, it is a precondition. Without it, the European Parliament is not going to accept this budget. Lastly, you can threaten us, Mr Orbán. You can try to intimidate us. You can send your trolls after us. We in this Parliament are not going to be afraid of you. We have the backing of hundreds of millions of EU citizens with whom we stand side by side in the battle for rule of law, for democracy and for our rights. It is on and we are in it.

 
   

   

PRESIDÊNCIA: PEDRO SILVA PEREIRA
Vice-Presidente

 
   

 

(O debate está suspenso.)

 

19. Voting session

 

  Presidente. – Antes de prosseguirmos com os debates, darei início ao período de votação de hoje.

Votaremos os dossiês conforme indicado na ordem do dia.

O período de votação decorrerá entre as 17h e as 18h15.

A votação é realizada segundo o mesmo procedimento utilizado durante os últimos períodos de sessões.

Todas as votações serão realizadas por votação nominal e os deputados poderão verificar os seus votos e os resultados das votações consultando o documento que será publicado no sítio Web da sessão plenária.

Podem ser apresentadas declarações de voto por escrito. A título excecional, só serão aceites declarações de voto com um máximo de 400 palavras.

Declaro aberto o período de votação. Podem votar até às 18h15.

Os resultados das votações serão comunicados até às 21h.

 

20. Multiannual Financial Framework (including Own Resources), Rule of Law Conditionality Mechanism and the Recovery Fund for Europe (continuation of debate)


 

  Esteban González Pons (PPE). – Señor presidente, Europa es mucho más que la economía europea. Este acuerdo que hoy aprobamos es una buena prueba de ello.

Para Boris Johnson o Donald Trump, Europa era solo un mercado contra el que competir. Se equivocaron. Europa es sus valores y sus principios, contra los que no cabe la competencia. Sin sus valores y sus principios, Europa no es nada. Por eso, anteponemos hoy el Estado de Derecho al mercado.

Hoy creamos un mecanismo sobre el Estado de Derecho que va a consagrar en este continente que los principios y los valores anteceden siempre al mercado. Nace con la confianza de no ser usado, porque lo que busca no es castigar a nadie, sino protegernos a todos. Es nuestra alarma frente al autoritarismo; pretende protegernos frente a tentaciones presentes o futuras de quienes abusan del poder y pretende que aquellos que ordenan qué decir y qué pensar, qué es verdad y qué no lo es, no se atrevan a hacerlo porque encuentren un castigo.

El nacionalpopulismo, como todos los virus, no discrimina por frontera, raza o género. Miren, si no, lo que está pasando en los Estados Unidos de América, donde la democracia más sólida, estable e ininterrumpida en 250 años no ha podido evitar que su presidente en funciones no acepte un resultado electoral.

Si lo que está haciendo Donald Trump lo hiciera el presidente de otro país americano, el Congreso norteamericano estaría ya hablando de sanciones. De eso se trata con este mecanismo: de anteponer la democracia a la economía.

El Estado de Derecho es respeto a la igualdad de hombres y mujeres; es respeto a la diversidad, a la libertad religiosa, educativa; respeto a la libertad de expresión, a la libertad de prensa, a la independencia de la justicia. Todo eso es más importante que el mercado.

Este mecanismo de Estado de Derecho no nace contra nadie; nace para defendernos a todos. Si algún país lo contraviene, aunque sea el mío, debe ser sancionado.

 
   

 

  Elisabetta Gualmini (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi celebriamo il grande successo che abbiamo ottenuto in questi giorni sull’approvazione del bilancio pluriennale, della riforma delle risorse proprie e del Fondo europeo per la ripresa, ma soprattutto celebriamo la forza del Parlamento europeo, il ruolo che ha giocato con determinazione, un ruolo finalmente non subordinato o piccolo rispetto al Consiglio.

E il risultato c’è stato: 16 miliardi in più, per un totale di circa 1 800 miliardi per questo bilancio pluriennale. Ma non contano solo le cifre e la quantità, contano altri due aspetti che vorrei sottolineare.

Il primo è la logica di sistema che è stata utilizzata per la prima volta, direi rivoluzionaria: il quadro pluriennale è stato approvato insieme alla revisione delle risorse proprie e potremo finalmente chiedere contributi pesanti alle multinazionali del web, potremo chiedere alle imprese che inquinano di non farlo più e di pagare tasse, se per caso lo fanno e non ci aiutano nella lotta al cambiamento climatico.

La revisione delle risorse proprie ci consentirà, in una logica appunto di pacchetto, di finanziare il NextGenerationEU. Questo non era mai successo, sono risposte straordinarie a bisogni giganteschi. In effetti non possiamo farci piccoli quando le richieste sono enormi, non possiamo arretrare quando arrivano istanze colossali.

Il secondo elemento è il rapporto tra bilancio e democrazia: il bilancio è il cuore pulsante delle democrazie, è il modo in cui noi spieghiamo ai nostri cittadini cosa facciamo e come lo facciamo. Abbiamo bisogno di un bilancio dell’Unione europea sano, pulito e trasparente per far capire dove stiamo andando; abbiamo bisogno di un bilancio ambizioso per evitare che questa devastante crisi si diffonda.

Come ha detto Kamala Harris, la prima donna Vicepresidente eletta negli Stati Uniti: “dream with ambition, live with conviction“. Questo lo faremo e lo faremo in nome dei nostri cittadini.

 
   

 

  Sophia in ‘t Veld (Renew). – Mr President, let me start by congratulating the negotiating team of the European Parliament: you’ve done a fantastic job, and it cannot be said enough.

I note that the Council is absent, which is strange because they are the other half of the agreement, but apparently they don’t care. And there is a contrast between the attitude of the Council and Parliament. Colleagues, do you remember the scenes of last summer, the balcony scenes, where they were fighting like cats and dogs over money, where there were political games, where there were vetoes, blackmail, and acrimony? It was the worst of the European Union, the image that they showed the citizens.

Compare that to today. The European Parliament has a lot less drama than the Council, but we deliver, we deliver on change. We made a qualitative change. We deliver on the rule of law. We deliver on climate. We deliver on recovery from the COVID crisis. The European Parliament has done its job, as always. We take responsibility.

On the rule of law conditionality, I’m very happy that we have the mechanism, but now we also expect the European Commission to act on it. And we need to remember that this is about conditionality, it’s not a sanctions mechanism. That means that every single penny that will be spent has to be checked against compliance with the rule of law standards. Every single penny! So don’t come here and say ‘oh, we first have to investigate and see if everybody complies’ – we know what the situation is, so act.

Finally, I think the situation with Mr Orbán shows that we desperately need to change the system. It cannot be that a single autocrat is holding the entire European Union hostage. It is taxpayers’ money that we are talking about, and this should not be for Mr Orbán to determine. This is for the democratically elected representatives of the European people.

 
   

 

  Daniel Freund (Verts/ALE). – Mr President, you might have noticed that two governments – Hungary and Poland – are fuming since last Thursday, since we struck this historic deal on the rule of law conditionality. The Polish minister has been speaking of political, cultural and economic colonisation, and Hungary goes a step further, as always, and speaks of the execution of the Soros plan.

What a bizarre fantasy land these people live in. Hungary and Poland are among the biggest recipients of EU funds. They have profited to the tune of EUR 180 billion of European solidarity since they acceded to the European Union and now, at this moment, where millions of citizens, where thousands of businesses need a lifeline from us and are expecting European solidarity, this is the moment that they threaten to block the whole package, because Kaczyński wants to continue to throw out judges that he doesn’t like and because Orbán wants to keep lining his own pockets.

I think one thing is pretty obvious: that those that are screaming the loudest now about this are the ones that have to fear the most from this new conditionality. Just last night, the Hungarian minister, as some colleagues have referred to, has put forward new constitutional changes that would make it impossible for the opposition to run in a coordinated fashion. In Poland, we have an ECJ ruling that this so—called disciplinary chamber should cease to exist, but it continues to operate and to put judges out of work.

For years we have seen how the situation is deteriorating. Commissioner Hahn, I was recently in Hungary. I visited Klub Radio, which is about to lose its frequency – the last independent radio station in Hungary. There are thousands of people in Poland on the street because they lost the independence of the judiciary. These citizens do not have the time to wait. They don’t have the time to wait for another rule of law report, another dialogue, we need to act. When this enters into force on 1 January, we don’t have a minute to lose, it’s time to act.

 
   

 

  Jessica Stegrud (ECR). – Herr talman! Det är bra att parlamentet och övriga svenska partier, liksom vi, vill höja kraven på rättsstatlighet för att få ta emot EU-bidrag. Det märkliga är att de inte samtidigt ställer krav på ekonomiska reformer, budgetdisciplin och korruptionsåtgärder; att ni så lättvindigt och kravlöst vill ge ut pengar till stater som misskött sina ekonomier i goda tider; att ni nu är beredda att införa nya skatter och skuldsätta kommande generationer; att ni vill lägga tusentals miljarder på ogenomtänkta klimatåtgärder, som kommissionen själv medger inte kommer att räcka eller ha någon avgörande betydelse för det globala klimatet.

Ni pratar er varma för handel, inre marknad, miljösamarbeten och säkerhet. Samtidigt lägger ni pengar på helt andra saker och passar på att flytta ännu mer makt till Bryssel, allt längre från de enskilda medborgarna.

EU talar om en kopernisk revolution, och det är det sannerligen, men inte en revolution som befriar någon, inte en som bygger något för framtiden eller löser några problem.

 
   


 

  Markus Ferber (PPE). – Herr Präsident, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen, liebe Kollegen! Wir diskutieren hier heute ein ganz breites Paket, das auch den Aufbaufonds mit umfasst. Wir haben in dieser Woche, am Montag, im Haushaltsausschuss und im Ausschuss für Wirtschaft und Währung die Abstimmungen zu diesem Thema finalisiert und sind jetzt auch bereit, über dieses Paket mit dem Rat zu verhandeln.

Ich freue mich, dass es gelungen ist, hier im Europäischen Parlament zu einem gemeinsamen breiten Ansatz zu kommen. Ich möchte nicht verhehlen, dass es natürlich schon auch ein paar Schattenseiten in diesem Dossier gibt. Natürlich war es unsere Aufgabe, das, was die Staats- und Regierungschefs nicht gemacht haben, nämlich einen europäischen Mehrwert zu schaffen, auch in dieses Programm hineinzubringen. Aber während die Staats- und Regierungschefs gesagt haben, dies muss auch an Bedingungen geknüpft sein, gab es hier doch eine große Fraktion, nämlich die Sozialdemokraten, die gesagt hat: Nein, Bedingungen darf es nicht geben. Nicht mal die Bedingungen, die wir jetzt bei der Strukturfondsverordnung drin haben, nicht mal die Bedingungen, die wir bei anderen Förderprogrammen haben, die einzige ist noch die Rechtsstaatlichkeit, aber darauf komme ich gleich noch zu sprechen.

Und deswegen liebe Kolleginnen und Kollegen, wer diesen Hilfsfonds nur als Spardose sieht, wo man leicht abheben kann, aber keine Bedingungen erfüllen muss – das ist nicht unsere Welt, und ich hoffe, dass das in den Verhandlungen mit dem Rat noch korrigiert werden kann.

Liebe Kolleginnen und Kollegen, wir reden über Rechtsstaatlichkeit und freuen uns, dass wir einen Mechanismus verabschiedet haben in einem Plenum, das gegen seine eigene Geschäftsordnung verstößt, das gegen seine eigenen rechtlichen Grundlagen verstößt, das gegen das Statut der Abgeordneten verstößt, das gegen das Gesetz der Privilegien der Abgeordneten verstößt, um mal nur die wenigsten Punkte zu benennen. Wir sollten im eigenen Haus mal anfangen, Rule of Law wieder zur Anwendung zu bringen. Dann dürfen wir auch mit dem Finger auf andere Parlamente zeigen.

 
   

 

  Katarina Barley (S&D). – Herr Präsident! Heute ist ein guter Tag für die Europäische Union, und es ist ein sehr erfolgreicher Tag für das Europäische Parlament. Nachdem ja am Anfang der Pandemie viele Bürgerinnen und Bürger skeptisch waren, dass die EU zu langsam zu wenig getan hat, beweisen wir jetzt, dass es eine grenzüberschreitende, eine europäische, eine kraftvolle Antwort auf diese Pandemie gibt – im Interesse der Bürgerinnen und Bürger. Das wird das Vertrauen in die EU stärken, da bin ich sicher.

Aber ein anderer Punkt oder einer, der darin enthalten ist, ist noch viel existenzieller für das Vertrauen in die Europäische Union. Denn die Akzeptanz der EU leidet seit Langem darunter, dass es Regierungen in Mitgliedstaaten gibt, die sich vom Boden der gemeinsamen Werte weit entfernt haben. Auch hier senden wir mit der Rechtstaatskonditionalität ein kraftvolles Signal.

Das wichtigste Signal ist: Alle Mitgliedstaaten sind gleichermaßen den Werten aus Artikel 2 verpflichtet. Kein Mitgliedstaat kann für sich in Anspruch nehmen, eine eigene Auslegung dieser Werte vorzunehmen. Wir kennen die Situation, manche Regierungen verwechseln wohl rule of law mit rule by law. Sie meinen, weil sie eine Mehrheit haben, können sie tun und lassen, was sie wollen, die Justiz von sich abhängig machen, die Medien unterjochen, die Rechte der Opposition beschneiden, also jede demokratische Kontrolle unmöglich machen. Gut, dass die EU da ein Zeichen setzt.

Besonders dankbar bin ich dafür, dass der gesamte Umfang des Artikel 2 erfasst wird, dass auch die Kopenhagener Kriterien genannt werden und dass der präventive Charakter des Mechanismus betont wird. In Vielfalt geeint – ja, wir können unsere Systeme alle anders ausgestalten, aber wir stehen alle auf dem Boden des Artikel 2, und entscheiden tut am Ende einer, was Rechtstaatlichkeit bedeutet, und das ist der Europäische Gerichtshof.

Und was der Sozialdemokratie besonders wichtig war: Sanktioniert werden am Ende eben nicht die Zuwendungsempfänger und —empfängerinnen, nicht die Städte und Gemeinden, die Unternehmen, die Kulturschaffenden, die Studierenden, die Forschungseinrichtungen, sondern die Regierungen. Die Gelder müssen bei den Berechtigten ankommen, und die Kommission muss das sicherstellen. Es ist nicht so geworden, wie wir es wollten, es ist nicht ideal. Es gäbe noch viel zu kritisieren, aber insgesamt ist es ein großer Erfolg, ein guter Tag für die Europäische Union und ein erfolgreicher Tag für das Parlament.

 
   

 

  Sandro Gozi (Renew). – Monsieur le Président, nous n’avons rien lâché, et nous avons eu raison. Félicitations aux négociateurs du Parlement européen.

Certains, dans les capitales, disaient que le Parlement devait faire le dos rond, se taire et rapidement accepter l’accord du Conseil, dès juillet. Ils avaient tort.

Aujourd’hui, certains, comme M. Orbán, menacent à nouveau de bloquer cet accord. Ils ont tort, et nous savons que c’est du bluff.

Nous avons un budget de relance économique, bien sûr, mais aussi un budget plus citoyen: pour notre jeunesse avec Erasmus, pour notre santé avec EU for Health. Un engagement plus crédible, avec un calendrier clair pour les nouvelles ressources propres. Une union plus juste qui, finalement, se donne les moyens de prévenir et de sanctionner les violations de l’état de droit. Répétons-le et prônons-le fièrement: pas de fonds européens à ceux qui violent les valeurs européennes.

Comme cela a été dit, la manière la plus claire de montrer ce que l’état de droit signifie pour nous est de se rappeler ce qu’il s’est passé lorsqu’il n’y avait pas d’état droit en Europe. En Europe, nous ne pouvons plus tolérer cela. L’union est née pour garantir nos libertés. On ne peut pas être européen quand il s’agit de recevoir des milliards d’euros, et se découvrir nationaliste quand il s’agit de respecter les droits fondamentaux de l’article 2 du traité.

Pour nous, il faut réussir. C’est une obligation de résultat pour la Commission et pour le Conseil. Vous devez donner suite à tous vos engagements et nous vous les rappellerons jusqu’au dernier jour de cette législature. Et il y a encore une priorité, Monsieur le Président, pour laquelle nous attendons le Conseil. Tenez votre engagement. Lançons la conférence sur l’avenir de l’Europe. C’est une question de crédibilité. Les citoyens nous attendent.

 
   

 

  Ernest Urtasun (Verts/ALE). – Señor presidente, la verdad es que el Consejo pretendió durante meses y semanas un trágala del lado del Parlamento Europeo. No se puede tocar nada del acuerdo de julio. Bueno, hoy hemos logrado cambios sustanciales, y son de agradecer y, sobre todo, los ciudadanos y ciudadanas los van a agradecer: 3 500 millones de euros más para los programas de salud; 4 000 millones de euros más para la investigación —aunque insuficiente, es un avance importante—; 35 % más de fondos para la cultura. Todo eso son cuestiones que los ciudadanos van a notar gracias a la acción del Parlamento Europeo, y esa es una buena noticia.

Y un calendario claro para los recursos propios. Antes lo ha dicho Valérie Hayer: no tenemos un nuevo recurso propio desde los derechos de aduana hace más de cincuenta años. Vamos a introducir el impuesto sobre las transacciones financieras. Vamos a introducir el impuesto digital. Todo con un calendario claro. Nos hubiera gustado un calendario más ambicioso, más cercano, pero es sin duda un paso adelante.

Y un mecanismo de vinculación con el Estado de Derecho, que es un mecanismo imprescindible para que aquellos que utilizan y que reciben fondos europeos no puedan vulnerar normas fundamentales.

Este, evidentemente, no es el acuerdo que deseábamos en su globalidad, pero sí es un avance muy importante teniendo en cuenta lo que había en la mesa del Consejo y lo que el Parlamento ha logrado.

En segundo lugar, este Parlamento, esta semana también, va a dar su visto bueno a la posición sobre el Fondo de Recuperación para Europa, y es muy importante lo que el Parlamento dirá y dice esta semana. No queremos macrocondicionalidad económica. No queremos que se impongan reformas del Semestre Europeo que nada tienen que ver con el mecanismo. Queremos unos objetivos climáticos ambiciosos y que no se gaste dinero en actividades contaminantes. Eso lo dirá el Parlamento y espero y deseo que el Consejo nos escuche en las negociaciones que iniciaremos.

Estamos en un momento muy importante para la Unión Europea. Vamos a doblar la cantidad de recursos disponibles por parte de las instituciones europeas. Vamos a dejar atrás la época de la austeridad para pasar a una época más centrada en la inversión. Hemos avanzado y hemos roto tabús, como, por ejemplo, sacar adelante los eurobonos. Yo creo que este es un paquete que, visto en perspectiva histórica, es un gran paso hacia adelante.

 
   

 

  Ангел Джамбазки (ECR). – Г-н Председател, не знам дали ме чувате, надявам се да ме чувате. Искам да отправя една бележка към Председателството – този начин на функциониране на Европейския парламент е меко казано неудачен.

Но искам да отбележа, че за пореден път дискутираме многогодишната финансова рамка, с което заприличваме много, Председателю, на пленумите на стария Съветски съюз. Най-голямата, безспорно, е липсата на каквато и да било икономическа логика в този разговор, който водим. Европейската комисия и, между другото, лявото болшинство в залата, то е доста болшевишко, подкрепят икономическото самоубийство, наречено „Зелена сделка“.

В този момент ние би трябвало да мислим как да спасим икономиките си, а не да залагаме на утопии, на зелени утопии, Председателю. Знам, че се усмихвате, виждам, че се усмихвате, но това е утопия и ще го разберете рано или късно. Същото може да се каже за така нареченото „следващо поколение“.

Уважаеми Председателю, колеги, или ще се събудим и ще погледнем нещата, каквито са, или ще катастрофираме като Съветския съюз. Виждам, че сте с бяла коса, вероятно помните Съветския съюз, ще видите какво ще стане. Благодаря ви.

 
   

 

  Daniel Caspary (PPE). – Herr Präsident! Ich bin den Kollegen sehr dankbar, die in den letzten Wochen hart verhandelt haben. Bei vielen Themen mit europäischem Mehrwert für unsere Bürger haben wir zusätzliche Möglichkeiten geschaffen: Das Forschungsprogramm Horizont Europa erhält vier Milliarden Euro mehr, das Austauschprogramm Erasmus zwei Milliarden Euro mehr, das Gesundheitsprogramm EU4Health drei Milliarden Euro mehr, für besseren Schutz der gemeinsamen Außengrenze, für Rechtsstaatlichkeit und europäische Werte, für Kunst und Kultur jeweils rund eine Milliarde Euro mehr – nur um einige Beispiele zu nennen.

Ich hoffe, die Europäische Kommission, die Mitgliedstaaten und vor allem sie, die Bürgerinnen und Bürger, haben die Kraft und die Ideen, dieses Geld nun sinnvoll einzusetzen. Aber haben wir von den Mitgliedstaaten wirklich genügend Mittel bekommen, um die Europäische Union bei der gemeinsamen Außen- und Sicherheitspolitik, beim Außengrenzschutz, bei Forschung und Entwicklung und beim Kampf gegen den menschlichen Anteil am Klimawandel wirklich zukunftsfest genug aufzustellen? Ich habe da meine Zweifel.

Auch für den Aufbaufonds haben wir konkrete Forderungen, um sicherzustellen, dass die Gelder von den Mitgliedstaaten nicht in die Aufrechterhaltung überkommener Strukturen fließen, sondern tatsächlich in die gemeinsame Zukunft unseres europäischen Kontinents investiert werden können.

Bitte erlauben Sie mir noch eine Bemerkung, um die mich mehrere Kollegen gebeten haben: Alle nationalen Parlamente in Europa tagen, das belgische Parlament sogar vor einigen Tagen erst hier bei uns in unserem Plenarsaal. Und wir Mitglieder des Europäischen Parlaments sollen zu Hause bleiben!

Wir alle wissen: Parlamentarismus ist weit mehr als das Verlesen von Stellungnahmen, es ist weit mehr als elektronische Teilnahme an Sitzungen, und es ist weit mehr als die Teilnahme an Abstimmungen und Wahlen. Die Bitte ist daher: Stellen Sie bitte unter höchstmöglichen Hygienemaßnahmen sicher, dass die Abgeordneten, die nach Brüssel kommen wollen und können, nach den üblichen Regeln auch an allen Sitzungen teilnehmen können.

Und bitte halten Sie die Regeln der Geschäftsordnung ein, beispielsweise heute hier im Plenum, stellen Sie bitte sicher, dass die heute Anwesenden wie üblich auch nach Artikel 156 ihre Anwesenheit dokumentieren können und wir damit Rechtssicherheit schaffen.

 
   

 

  Eero Heinäluoma (S&D). – Arvoisa puhemies, eilen illalla saavutettu sopu on luonteeltaan historiallinen. Se antaa aiheen tyytyväisyyteen ja nyt syntynyttä ratkaisukokonaisuutta on helppo tukea. Sopimus seitsemän vuoden Euroopan unionin budjetista siinä muodossa kuin se on nyt sovittu vie eteenpäin todella tarpeellisia hyviä asioita. Yliopistot ja tutkimus saavat lisää rahaa, myös nuorten vaihto-ohjelmat turvataan, samoin Euroopan unionin rajojen valvontaan laitetaan lisää voimavaroja.

Tärkeätä on myös, että meillä on nyt sopimus EU:n omista varoista. Se turvaa lähivuosien EU:n budjetin ja antaa mahdollisuuden rahoittaa myös isoa elvytysrahastoa. Ja tärkeintä on, että nuo rahat tulevat tavalla, joka on verotuksessa oikeudenmukaisuutta lisäävä, eivätkä ne merkitse jäsenvaltioiden veroihin puuttumista. Esimerkiksi EU:n hiilirajatulli on asia, joka varmasti saa laajan kannatuksen.

Mutta erityisen historiallinen tässä ratkaisussa on sopimus oikeusvaltioperiaatteen noudattamisesta. Ensimmäistä kertaa olemme saavuttaneet yhteisymmärryksen siitä, että EU:n varojen käytön ehdoksi tulee budjetin loukkaamattomuus- ja oikeusvaltioperiaatteen noudattaminen. On siis merkittävää, että jatkossa ehto sille, että voi saada EU:n omia varoja, on perustavaa laatua olevien oikeusvaltioperiaatteiden noudattaminen. Se tarkoittaa tuomioistuinlaitosta ja vapaata lehdistöä. Tulen tukemaan tätä ratkaisua ja uskon, että tämä saa Suomessa erittäin laajan hyväksynnän.

 
   

 

  Ramona Strugariu (Renew). – Mr President, the first word that I have in mind about this agreement is gratitude – gratitude to the representatives of the Council, to the Commission, to my colleagues, to our teams, to every one of you who made this possible under extremely difficult circumstances. Now this truly means delivering to the people for their safer and better future, and I would like to thank you for that.

My second thought goes to the role the European Parliament and my Group – Renew Europe – had in defending the rule of law and European values along this process, and we will continue to defend it and keep an eye on the Commission and on the Council to fulfil their commitments as well, because we are defending the mere essence of the European project, the mere essence of democracy. This is the reason that we are stepping into this House every day, doing our work and we are defending the hope of millions of people along with it. I’m so proud to be part of the political family who is writing history in such a way.

My third thought goes to those political leaders who are not so happy with this agreement, who actually stated out loud that they are preparing to veto it, like Mr Orbán. It is a proven fact that those marching against history written by visionary people usually end up in a very cold, unfriendly and insignificant quarter of such a history, and I would like you to think very, very well whether you want to end up like this or not, because the European project and the world moves forward, with or without you. We are pushing it forward, with or without you. Long live Europe!

 
   

 

  Alexandra Geese (Verts/ALE). – Herr Präsident! Dieses Haushaltspaket steht für gelebte europäische Solidarität mit den Ländern, die am stärksten von COVID betroffen sind, aber auch für Solidarität unter den Generationen, da wir einen großen Teil dieses Pakets in den Klimaschutz investieren, aber endlich auch für Solidarität mit den Menschen, die von der Krise am stärksten betroffen sind, nämlich den Frauen. Die Parlamentsposition zum Aufbaufonds fordert klare Gleichstellungschecks, mit denen gezeigt wird, welche Auswirkung die einzelnen Maßnahmen und Projekte jeweils auf Frauen und Männer haben.

Ich fordere alle Regierungen auf, sich im Rat für die Frauen einzusetzen und diese Forderung mitzutragen. Und ich begrüße es auch sehr, dass die Kommission jetzt zum ersten Mal eine Methode für einen geschlechtergerechten EU—Haushalt entwickeln wird, den wir ab 2023 haben werden.

Und zuletzt der Rechtstaatlichkeitsmechanismus: Ich hoffe, dass dieses wichtige Instrument die Frauen unterstützen kann, die sich in den letzten Wochen am stärksten für die Grundrechte in Europa eingesetzt haben, das sind die Frauen in Polen.

Women of Europe, women of Poland, we have your back!

 
   

 

  Patryk Jaki (ECR). – Panie Przewodniczący! Jedyną procedurą traktatową dotyczącą praworządności jest artykuł 7. I bardzo dobrze o tym wiecie. Problem polega na tym, że nie potrafiliście znaleźć większości dla skorzystania z artykułu 7, dlatego wymyśliliście procedurę pozatraktatową, łamiąc w ten sposób prawo, co potwierdziły nawet Wasze własne opinie prawne i opinie Europejskiego Trybunału Obrachunkowego.

Po drugie sfera edukacji i kultury, redystrybucji środków i organizacji sądownictwa według traktatu leży w wyłącznej kompetencji państwa członkowskiego i Polaków. Również tę kompetencję próbujecie zawłaszczyć, czyli tak naprawdę, mówiąc o praworządności, sami tę praworządność łamiecie. A już symboliczne jest to, że prezydencja niemiecka dokonuje napaści m.in. na Polskę w Święto Niepodległości państwa polskiego. To naprawdę ogromny wstyd, tym bardziej że o upolitycznieniu sądów mówią Niemcy, którzy mają najbardziej upolityczniony proces wyboru sędziów w całej Unii Europejskiej.

 
   

 

  Kris Peeters (PPE). – Voorzitter, mijnheer de commissaris, het feit dat we gisteren een akkoord hebben bereikt over de meerjarenbegroting en het herstelplan is in deze moeilijke tijden niet alleen goed nieuws, maar is inderdaad zelfs historisch te noemen. Het akkoord moet ons in staat stellen Europa te heropbouwen na de COVID—19—crisis en de EU nog beter te maken om de toekomst van onze burgers en bedrijven beter te verzekeren. Het akkoord betekent kortom meer geld voor onderzoek en ontwikkeling, meer geld voor Europese gezondheidsuitdagingen en betere bescherming van de rechtsstaat.

De middelen voor onderzoek en ontwikkeling worden met vier miljard euro aanzienlijk verhoogd. Dit is goed voor Europa en voor de lidstaten, waaronder voor België en in het bijzonder voor de Belgische deelstaat Vlaanderen. De middelen worden namelijk verdeeld volgens het excellentiebeginsel en Vlaamse onderzoeksinstellingen en -bedrijven nemen doorgaans met veel succes aan deze projectoproepen deel: ongeveer 2,6 % van de Europese middelen voor onderzoek en ontwikkeling stromen door naar Vlaanderen.

Daarnaast wordt de Europese begroting voor gezondheidsuitdagingen verdrievoudigd. Deze zal dienen voor reservevoorraden aan medische benodigdheden en voor grensoverschrijdende teams van gezondheidswerkers.

De huidige crisis heeft aangetoond dat Europese solidariteit daadwerkelijk levens kan redden. Wel geldt daarbij het principe “voor wat, hoort wat”: lidstaten die in het vervolg van Europese middelen willen gebruikmaken, zullen moeten aantonen dat zij een rechtsstaat zijn met persvrijheid en onafhankelijke rechtbanken. Zo beschermen we de democratische waarden van Europa.

Mijn complimenten aan iedereen die dit akkoord mogelijk heeft gemaakt.

 
   

 

  Juan Fernando López Aguilar (S&D). – Señor presidente, desde hace cuarenta años, este Parlamento Europeo es la única institución directamente electiva de la arquitectura de la Unión. Y en 2019 —su última elección—, por primera vez, durante todo este tiempo, la participación electoral, en lugar de declinar, rebotó con fuerza hacia arriba, aumentando, aún sin saber que nos abismábamos en la peor crisis de la historia: la pandemia y su estrago económico y social.

Pues bien, a todos aquellos que fueron a las urnas aun con escepticismo y con dudas, el mensaje esta tarde es muy claro. Aquí está la prueba de que el Parlamento Europeo importa. Con un logro histórico, por primera vez ha conseguido duplicar la potencia de fuego del marco financiero plurianual, el Fondo de Recuperación y todos los instrumentos para garantizar la financiación necesaria para la educación, la innovación, la cultura.

Pero, además, ha incrementado en 16 000 millones de euros la propuesta del Consejo. Ha conseguido una propuesta vinculante de recursos propios, con nuevas figuras tributarias para financiar la Europa que necesitamos, y la condicionalidad del Estado de Derecho, que obliga a los Estados miembros a cumplir con la democracia, el Estado de Derecho y la separación de poderes si quieren acceder a los fondos europeos. Y no pueden procrastinar, porque tienen que tomar una decisión. Y se protege, al mismo tiempo, a los beneficiarios de esas decisiones y de esos fondos europeos.

Por tanto, este Parlamento ha hecho un logro histórico cumpliendo como autoridad presupuestaria y como motor de legitimación democrática de la Unión. 440 millones de ciudadanos y ciudadanas se pueden sentir representados en este Parlamento Europeo y, sobre todo, en la esperanza de la respuesta que necesitan cuanto antes.

Gracias a los negociadores que lo han hecho posible, porque este Parlamento ha hecho posible esa respuesta para que les llegue de inmediato, cuanto antes.

 
   

 

  Charles Goerens (Renew). – Monsieur le Président, deux événements récents nous redonnent espoir. Et parmi eux, d’abord, la réaction de l’Union européenne aux conséquences économiques et financières dramatiques issues de la crise sanitaire actuelle.

Nos trois institutions impliquées dans le processus législatif viennent d’apporter la preuve que nous pouvons laisser derrière nous les obstacles qui, naguère encore, rendaient impossibles les avancées que nous allons approuver sous peu.

Le deuxième facteur de changement, c’est la nouvelle administration américaine qui va se mettre en place, avec un retour à des rapports corrects: ça ne va rien changer? Pour l’optimiste que je suis, ça va tout changer: la coopération internationale, le multilatéralisme – fort endommagé, hélas- et la lutte contre le changement climatique redeviennent des perspectives réelles.

Bonnes nouvelles pour nous, bonnes nouvelles parce que les fossoyeurs de nos valeurs fondamentales, les ennemis d’une presse libre, ainsi que les amis d’une justice à la botte du parti au pouvoir, viennent de perdre un allié de taille dans la lutte contre l’intégration européenne.

La décision d’introduire une clause de respect des valeurs fondamentales tombe à point. Les récipiendaires de fonds européens vont devoir se conformer désormais aux engagements auxquels ils ont eux-mêmes souscrit.

Bon départ pour la nouvelle décennie, bon départ pour la Commission qui va devoir appliquer cette clause avec beaucoup de doigté, beaucoup de talent et beaucoup de persévérance. Donc, tout dépend de nos institutions, et en première ligne de notre Commission, pour pérenniser cet acquis.

«Pourvu que ça dure» disait la mère de Napoléon, et j’espère que cette fois-ci, elle aura raison.

 
   

 

  Sylwia Spurek (Verts/ALE). – Panie Przewodniczący! Prawie trzy lata temu po raz pierwszy uruchomiono procedurę z artykułu 7, i to wobec Polski. Od tamtego czasu odbyliśmy wiele debat w sprawie powiązania praworządności z budżetem, przyjęliśmy wiele rezolucji, a w Polsce i na Węgrzech dochodziło do kolejnych naruszeń. Naruszano zasady niezależności sądów i wolności mediów, dochodziło do łamania praw kobiet, osób LGBT plus, walki ze społeczeństwem obywatelskim, niszczenia cennych przyrodniczo obszarów. Rządy Polski i Węgier będą blokować ten mechanizm, bo łamanie praworządności jest częścią ich politycznego DNA. Teraz ważne jest, aby nie skończyło się na słowach. Unia musi chronić obywateli i obywatelki, a nie rządy.

Dzisiaj w Polsce obchodzimy Święto Niepodległości. Marzy mi się, aby wczorajsze porozumienie stało się symbolem walki Unii Europejskiej o niepodległość obywateli Unii i ich ochrony przed rządami, które łamią praworządność.

 
   

 

  Niclas Herbst (PPE). – Herr Präsident! Meine sehr verehrten Damen und Herren, man hat ja den Vorteil, wenn man so spät spricht, dass alles schon gesagt wurde und man sich kurzfassen kann. Ich vermute aber, dass die Damen und Herren, die unmittelbar an den Verhandlungen beteiligt waren, mental so stabil sind, dass Sie auch von mir noch etwas Lob vertragen können. Also ein ganz herzliches Dankeschön an alle, die daran unmittelbar beteiligt waren!

Ich möchte aber die Gelegenheit trotzdem nutzen, um darauf hinzuweisen, dass wir noch nicht am Ziel sind – auf der Zielgeraden ja, aber es gibt noch viel zu tun. Es ist schon mehrfach angesprochen worden, dass wir in den nächsten Tagen das Thema rule of law auch noch mal von außen erleben werden, dass wir dort das an den Tag legen müssen, was wir an den Tag gelegt haben als Parlament und warum wir so erfolgreich waren, nämlich Einigkeit und Selbstbewusstsein. Wir werden einig und selbstbewusst sein müssen, um diese Angriffe abzuwehren, und das wird sich übrigens die nächsten Jahre durchziehen. Ich nenne nur mal das Thema Eigenmittel. Das Thema ist nicht durch, sondern es wird bis in die nächste Legislaturperiode hineingehen, dass wir dieses Thema weiterverfolgen. Auch dort müssen wir selbstbewusst und einig sein.

Und machen wir uns nichts vor, wir stehen an einer echten Weggabelung. Wir machen als Europäische Union erstmals Schulden, und das hat das Zeug dazu, die Europäische Union insgesamt zu verändern. Das braucht Diskussion, und zwar nicht von einigen wenigen, sondern vom gesamten Parlament. Und deshalb erwarte ich auch vom Präsidenten, dass wir diese Debatte führen in dieser wichtigen Situation, in der wir jetzt gerade sind, und dass er diese restriktive Herangehensweise überdenkt. Wir müssen jetzt hier im Parlament arbeitsfähig sein – und das erwarte ich vom Präsidenten –, nämlich einig und selbstbewusst. Wir müssen auch diesen öffentlichen Diskurs führen, es nützt ja nichts, wenn wir uns gegenseitig auf die Schultern klopfen. Diesen Erfolg haben wir nicht für uns erreicht, sondern für die Bürgerinnen und Bürger Europas. Und das müssen wir noch viel deutlicher machen.

 
   

 

  Leszek Miller (S&D). – Panie Przewodniczący! Pragnę wyrazić satysfakcję z porozumienia w sprawie budżetu Unii, które między innymi zakłada 15 mld euro więcej na naukę, zdrowie i edukację. Tak samo pozytywnie oceniam kompromisowy projekt rozporządzenia wiążącego fundusze unijne z praworządnością, co oznacza umocnienie wartości, na których zbudowana jest nasza Unia.

Mechanizm warunkowości nie jest zamachem na suwerenność żadnego państwa członkowskiego. Możliwość zawieszania funduszy jest wyłącznie środkiem tymczasowym, który może zostać szybko przywrócony, jeżeli dane państwo powróci na ścieżkę poszanowania prawa i zasad, na których opiera się Unia. Ten mechanizm nie jest wymierzony w interesy obywateli państw członkowskich, ale w politykę rządów, które działają przeciwko własnym obywatelom. Stąd też narzędzia, które w razie konieczności umożliwią finansowanie projektów obywateli, samorządów, organizacji pozarządowych bezpośrednio z Komisji Europejskiej za pośrednictwem rządu centralnego.

Mam nadzieję, że w dalszych pracach wszystkie rządy zachowają odpowiedzialność, okażą się dorosłe i ze zrozumieniem odniosą się do kompromisowych ustaleń. Dotyczy to także polskiego rządu.

 
   

 

  Marie Toussaint (Verts/ALE). – Monsieur le Président, Monsieur le Commissaire, chers collègues, la crise écologique ne s’interrompt pas avec la crise sanitaire. Au contraire, toutes les crises sont liées. Elles proviennent d’un modèle économique et de développement injuste et destructeur.

Face à la pandémie, mobiliser des fonds pour la reprise était indispensable. Mais l’urgence ne doit pas condamner l’avenir. Nos investissements dessinent le futur, il nous faut réorienter notre économie pour qu’elle garantisse à la fois la justice sociale et la protection de notre planète.

Si nous voulons sauver le climat et atteindre la neutralité carbone, comme nous nous y sommes engagés, pas un euro public ne doit être alloué aux énergies fossiles. C’est simple, c’est clair, et c’est la position que nous défendons. Mais être parlementaire écologiste, c’est souvent devoir composer avec des majorités politiques prisonnières du court terme.

Une fois encore, nous avons donc mené la bataille pour exclure clairement les énergies fossiles de cette facilité de reprise et nous avons seulement obtenu que le gaz ne soit pas listé comme une énergie de transition. Il est temps d’aller plus loin et de prendre les décisions radicales qui s’imposent, sans quoi la crise climatique engendrera des mots bien pire que ceux que nous affrontons aujourd’hui.

 
   

 

  Andreas Schwab (PPE). – Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen, Herr Kommissar! Zunächst mal möchte ich allen, die an diesen wirklich erfolgreichen Verhandlungen teilgenommen haben, von Herzen danken. Ich glaube, dass es ein wichtiger Schritt für die Europäische Union in dieser Krise ist, und diesen Schritt konnten wir nur erreichen – der Kollege Herbst hat es gerade schon gesagt – weil wir einig und selbstbewusst waren.

Und die Debatte heute zeigt, dass wir natürlich diese Einigkeit und dieses Selbstbewusstsein auch in den kommenden Monaten, in den kommenden Wochen brauchen werden, damit es uns gelingt, die Mitgliedstaaten – 27 an der Zahl – alle auf einer Linie zu halten, egal ob beim Thema Rechtsstaatlichkeit, egal ob beim Thema Eigenmittel oder beim Thema Vergrößerung des EU-Haushalts. Diese Einigkeit und dieses Selbstbewusstsein, Herr Präsident, gewinnt aber eine Versammlung wie diese – wir haben das in der Geschichte mehrfach gelernt – als Demokratie aus dem Demos. Wir leben nicht in einer Videokratie, und deswegen ist es wichtig, dass wir auch in der Krise die Möglichkeit behalten, uns – unter besonderen Sicherheitsvorschriften und in geringerem Umfang – hier zu treffen. Und deswegen ist die Aussprache heute wichtig.

Wenn der Kollege López Aguilar von den Sozialisten hier darauf hinweist, dass wir vierundvierzig Millionen Menschen vertreten, dann macht er dies natürlich auch, um deutlich zu machen, dass wir, wenn wir zusammenhalten, wenn wir einig und selbstbewusst auftreten, genau dieses Ziel erreichen: den Bürgerinnen und Bürgern in Europa das Verständnis dafür zu vermitteln, dass wir solidarisch sein wollen und dass der Haushalt Ausdruck dieser Solidarität ist.

Herr Präsident, ich möchte aber gerne noch hinzufügen: Das Europäische Parlament hat sich in dieser Krise zwar zu jeder Zeit als Unterstützer der Kommission, gerade im Haushaltsbereich, verstanden, aber wir haben nie den Eindruck gehabt, dass wir zur Finanzierung der Mitgliedstaaten da sind. Deswegen verlangen wir zum einen bei der Kontrolle der 750 Milliarden Euro im Recovery and Resilience Instrument eine wirkliche Kontrolle, dass diese Mittel auch europäisch ausgegeben werden und nicht gewissermaßen als Spardose für die mitgliedstaatlichen Haushalte dienen. Und zum zweiten bleibt auch im Haushaltsbereich unser Kernsatz, dass wir die Grundwerte der Europäischen Union verteidigen und uns nicht zu willfährigen Helfern der Mitgliedstaaten machen.

 
   



 

  Udo Bullmann (S&D). – Herr Präsident! Werte Kolleginnen und Kollegen, was wir im Moment erleben, ist nichts weniger als eine Zeitenwende, eine Zeitenwende für mehr Solidarität, für mehr gegenseitige Hilfe und für mehr Nachhaltigkeit. Und das ist gut so. Die Beschlüsse der letzten Tage sind ein Meilenstein auf diesem Weg. Ja, wir haben das Zeug dazu in der Europäischen Union. Wir haben die Ressourcen, auch gestärkt aus dieser schlimmen Krise hervorzugehen.

Aber, Kolleginnen und Kollegen, erlauben Sie mir bitte, den Blick auf die Plätze in der Welt zu richten, auf die wir viel zu selten schauen. Lassen Sie uns nicht nur in einer eurozentrischen Sichtweise verharren. Europa ist à la longue nur so stark, so sehr es uns gelingt, unseren Partnern in Lateinamerika, in Afrika, in Asien zu helfen, auf die Füße zu kommen. Und ich bin dem Verhandlungsteam dankbar, dass hier die Gelder für humanitäre Hilfe und für Entwicklungspolitik nicht unter die Räder gekommen sind, sondern sogar noch aufgestockt wurden.

Ich appelliere an Sie, das muss der Geist in diesem Haus sein, auch in den nächsten Monaten und Jahren: Wir müssen den Blick auf unsere Partnerländer richten, und wir müssen selber dafür sorgen, dass wir global handlungsfähig sind. Das ist unsere Aufgabe, auch im Europäischen Parlament.

 
   

 

  Victor Negrescu (S&D). – Domnule președinte, Parlamentul European a obținut un acord istoric privind viitorul buget european: 1,8 trilioane de euro pentru prioritățile cetățenilor europeni.

Grupul nostru politic a solicitat și a obținut triplarea bugetului pentru programul pentru sănătate, creșterea fondurilor pentru educație și tineret cu 2,2 miliarde de euro, creșterea bugetului pentru cercetare cu 4 miliarde de euro și creșteri similare pentru programele în domeniul culturii, digitalizării, infrastructurii, agriculturii și antreprenoriatului.

Familia noastră politică va lupta în continuare pentru o relansare economică sustenabilă și un răspuns eficient la noile provocări ridicate de pandemie și de evoluțiile tehnologice. Este central ca aceste resurse financiare să ajungă cât mai repede la beneficiari, iar programele să înceapă în cel mai scurt timp în toate statele membre.

În România resursele europene reprezintă soluția pentru relansarea economică, în contextul unei guvernări incapabile să gestioneze adecvat această criză.

Pentru asta, trebuie să evităm întârzierile și să ne asigurăm că banii europeni vor fi cheltuiți transparent, ca urmare a consultărilor realizate cu partenerii sociali și societatea civilă din fiecare stat membru.

 
   

 

  Brando Benifei (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l’accordo raggiunto ieri sul bilancio è un risultato importantissimo, una vera prova di maturità da parte delle Istituzioni europee, che hanno saputo reagire con determinazione alla grave minaccia della pandemia e ai suoi effetti disastrosi sulla nostra società.

Trovare un accordo non era per nulla scontato, visti i tempi ristretti, le difficoltà e i nodi politici che andavano sciolti, soprattutto sullo Stato di diritto e sulle risorse proprie. Ora però tra bilancio e piano di ripresa mettiamo in campo risorse per quasi 2 000 miliardi, che vanno utilizzate bene e con la giusta rapidità.

Il calendario vincolante che introduce nuove risorse proprie dell’Unione apre un capitolo nuovo del processo di integrazione europea, perché renderà l’Europa progressivamente sempre meno dipendente dai contributi singoli degli Stati.

Tassare i colossi del web, le transazioni speculative finanziarie e i grandi inquinatori sono passi necessari per raggiungere i nostri obiettivi, così come garantire che di fronte alle violazioni flagranti dello Stato di diritto si potrà bloccare l’erogazione dei fondi. La reazione negativa di Orbán ci dice che siamo proprio nella direzione giusta, lasciatemelo dire.

È tempo perciò di dare all’Europa gli strumenti per diventare grande, il momento è ora e noi ci siamo!

 
   

 

  Csaba Molnár (S&D). – Elnök úr! Először is európai magyar polgárként szeretném megköszönni mindenkinek ebben a házban, hogy közösen végre elértük, hogy a jövőben jogállamisági feltételekhez kötjük majd az európai uniós támogatások kifizetését. Az európai magyarok évek óta nézik, ahogy a saját miniszterelnökük köre szétlopja, ellopja a magyaroknak járó uniós támogatásokat. Ezért nekünk ez az új döntés, ez az új szabály, ez hatalmas, sőt egyenesen történelmi jelentőségű.

Másodsorban szeretném megerősíteni abban Európát, hogy jól döntöttünk, amikor így döntöttünk. Íme a bizonyíték: az Orbán-kormány tegnapról mára az éj leple alatt egy olyan alkotmánymódosítást nyújtott be, amely Magyarországon nagyon jelentősen megkönnyíti majd a közpénzeknek az ellopását, és ezzel párhuzamosan megkezdték a választójogi törvényeknek az egyoldalú egypárti átalakítását, átdolgozását is. Orbán egyetlen éjszaka alatt megmutatta mindenkinek Európában, hogy jól döntöttünk akkor, amikor bevezettük a jogállamisági feltételt, hiszen erre a jövőben jóval nagyobb szükség lesz, mint korábban bármikor.

Meg kell értetnünk végre közösen a magyar miniszterelnökkel, hogy nem tehet meg bármit a magyar és az európai emberekkel.

 
   


 

  Петър Витанов (S&D). – Г-н Председател, бих искал да поздравя всички ангажирани с преговорите, защото вчера бе направена крачка към една по-социална и по-солидарна Европа. Да, когато се постигат компромиси, много хора правят отстъпки, но вчерашната историческа сделка гарантира, че европейските средства ще стигнат навреме до граждани, бизнес и региони в борбата им с тежките последици от коронакризата.

Приветствам също постигнатите договорености за новите собствени ресурси и пътната карта за тяхното въвеждане, защото чрез тях Европейският съюз може да провежда независима фискална политика, а не да се превръща в заложник на вътрешнополитически аритметики от страна на отделни правителства.

И не на последно място, бих искал да обърна внимание на обвързването на върховенството на закона с финансовите средства на Европейския съюз. Парите на Европейския съюз са пари на гражданите, те не служат за възпроизвеждане на оядена от корупция политическа класа.

И последно, благодаря на всички колеги от Европейския парламент, които отстояваха позицията на институцията в преговорите. Благодаря ви.

 
   

 

  Johannes Hahn, Member of the Commission. – Mr President, believe me, today I really appreciated and enjoyed this debate, because it has shown a very broad not only understanding, but in particular support and commitment concerning the next MFF and everything that is related to it.

This is extremely helpful in backing our work because we are not yet there. We have found a political agreement which was important, but now it’s about taking the necessary approvals and then of course it’s about implementation, and this was highlighted by several speakers.

I think we have really to focus on implementation throughout the seven years, but in particular at the beginning of those seven years, because this is also related to the response to the COVID crisis, where people need our support, where businesses need our support in order to survive and to protect jobs, for instance, which is equally important and therefore I am very grateful for this strong support.

By the way, we have also protected and safeguarded the political priorities which we have discussed for many months, if not to say years here in this House, the Green Deal but also digitalisation, and to work together here. I am confident that we can also achieve in due time all the necessary approvals in order really to start working, and to implement what we have discussed, what we have decided and what we have envisaged.

I once again thank you and I ask for your further support. I have no doubts. I didn’t have any doubts, and after this discussion have even fewer doubts that we will get the right backing from this Parliament for these very ambitious goals for the next couple of years. Plus, as was said by almost every speaker, it’s about Europe, our citizens and it’s about helping people to overcome this crisis, and to be even stronger afterwards, and this should be our goal.

But we should, by the way, not forget our responsibility in the world. This was also highlighted by several speakers. Europe can only be successful, finally, if we are part of a more peaceful, a more cooperative world, and in that respect I think also the recent developments in the United States should give some hope. But on the other hand, we should not overestimate everything, but in general, I think this was and is – it is only Wednesday – a good week for Europe, the world and in particular the citizens.

 
   


 

  Zbigniew Kuźmiuk (ECR), na piśmie. – Zabierając głos w debacie dotyczącej wieloletniego budżetu UE na lata 2021-2027, w imieniu delegacji polskiej chciałbym wyrazić radość z zakończonych negocjacji pomiędzy PE, Komisją i prezydencją niemiecką. W wyniku tego porozumienia zwiększono o 16 mld euro środki na programy dotyczące zdrowia, badań naukowych i młodzieży, zwiększono elastyczność budżetu, aby umożliwić łatwiejszą reakcję UE na nieprzewidziane potrzeby, a także wzmocniono rolę PE w obszarze nowych źródeł dochodów unijnego budżetu.

Niestety na zadowolenie z sukcesu tych negocjacji kładzie się głębokim cieniem odejście od kompromisowych konkluzji ze szczytu Rady z 21 lipca tego roku i przyjęcie rozwiązań w zakresie tzw. warunkowości wydatków budżetu, daleko przekraczających ochronę interesów finansowych UE. Rozwiązanie, które wstępnie przyjęto 5 listopada w ramach rozmów trójstronnych, to nic innego jak stworzenie ideologicznej pałki, którą Komisja chce w przyszłości okładać prawicowe rządy, których się w Brukseli nie lubi, i niektórzy negocjatorzy w publicznych wypowiedziach nie kryli, że właśnie to było ich celem.

Pójście na konfrontację z Radą grozi zablokowaniem zarówno wieloletniego budżetu, jak i planu odbudowy, co w sytuacji głębokiej recesji gospodarek wszystkich krajów UE spowodowanej pandemią COVID-19 świadczy o tym, że negocjatorzy przedłożyli interesy polityczne niektórych krajów UE nad interesami ekonomicznymi i społecznymi 450 mln obywateli UE.

 
   

 

  Rovana Plumb (S&D), in writing. – I welcome the historic agreement reached on MFF of EUR 1.8 trillion. More, the increases secured by Parliament for the key EU programmes in areas including health, research, mainstreaming gender and young people represent a big success of the negotiations held since 2018. The total amount of these top-ups is EUR 15 billion, and another EUR 1 billion will be put aside if unexpected future crises need to be addressed. The pandemic has given us new responsibilities and duties: the responsibility to make choices and the duty to do so in the interests of our European citizens. If we make a summary, it becomes obvious where we should invest: in the green economy, fighting against adverse effects of climate change, restore biodiversity, health, education, and in digital, democratic and social rights. We have managed to secure financing for the Green Deal and for a just transition and to stand up for a budget that is now greener, fairer and more socially just. We have to stay united, working hard for the well-being of the European citizens.

 
   

 

  Carlos Zorrinho (S&D), por escrito. – Os acordos estabelecidos entre o Parlamento Europeu e o Conselho sobre o Plano de Recuperação para a Europa, o Quadro de Financiamento Plurianual 2021/2027 (QFP), os recursos próprios e o Mecanismo de Condicionalidade relativo à aplicação das regras do Estado de Direito constituem um momento histórico e um passo robusto, quer para a resposta europeia às necessidades dos cidadãos, quer para a afirmação de um novo paradigma de cooperação e solidariedade interinstitucionais.

O Parlamento Europeu conseguiu ganhos negociais substantivos, que dignificam o seu papel de representante direto dos povos europeus. Foram ganhos que ascenderam a um total de 16 mil milhões de euros no reforço do QFP, incluindo o reforço substantivo dos programas de Investigação e Desenvolvimento, de mobilidade (Erasmus), da saúde, do investimento, da inovação e da ajuda humanitária.

A articulação garantida, com supervisão do Parlamento, entre o QFP e o Programa de Recuperação para a Europa é fundamental. 40 % desse plano terá que ser aplicado no Pacto Ecológico Europeu (Green Deal) e 20 % na Agenda Digital.

Finalmente, destaco os passos dados nos recursos próprios. Os calendários são menos ambiciosos do que deveriam ser, mas permitem garantir a cobertura solidária do Fundo de Recuperação.

 

21. The outcome of the US presidential elections (debate)


 

  Josep Borrell Fontelles, Vice-President of the Commission / High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy. – Mr President, dear Members, dear colleagues of the European Parliament, thank you for organising a very quick debate, an exchange of views on the results of the US elections. I’m glad to see that you give this event all the importance it has and have a look at the future of our partnership with the US – it’s an important thing, a priority of our future engagement and our future foreign policy.

Unfortunately, we will not have a lot of time today to discuss this, but I’m sure that we will have other opportunities to come back to this issue soon and to examine our transatlantic relationship in depth.

Indeed, last week the whole world was following, with a lot of attention and suspense, the elections in the US. And I want to congratulate the American people for the largest participation in US electoral history, which shows clearly that the American citizens were very much aware of the importance of these elections. Americans demonstrated the importance and capacity of democratic institutions and civic engagement and I want to congratulate warmly President-elect Joe Biden and Vice President-elect Kamala Harris for their historic victory.

We are now looking at the opportunities to advance our strategic partnership. This morning at the college, the Commission took a first look at this opportunity and how we are going to manage this new era of our relationship with the US. All the Commissioners participated in this debate and I am happy that the Parliament also wants to advance a first approach to this issue.

I don’t have to explain that we have had a very significant bilateral relationship globally. We have a common history, shared values and we adhere to democratic principles. This partnership reflects how cross all economic fields underpinned by broad cooperation.

It’s not a secret either that in the past four years things have become complicated in our relations. I am looking forward to getting back to a frank dialogue. Well, the dialogue has always been frank and wherever possible we have formulated joint strategies and put in the necessary resources to make them possible.

First of all, I think that we have to welcome the clear commitment of President-elect Biden to restore unity and respect for democratic norms and institutions and work with allies based on true partnership. We are a partner and a capable and strategic approach to the European Union-United States relationship has to build on this idea of partnership.

For this reason, we have to proceed with our work to enhance what we call Europe’s strategic autonomy, a word that will be very much in use, I hope, in the near future, because this means our ability to act and to defend ourselves effectively and at the same time work together with the US in many frameworks, including defence frameworks and others.

Let me take a quick look at the wider spectrum of global challenges that will be at the heart of our transatlantic agenda. I think that there are some priorities that they want to highlight: to re-energise cooperation for multilateral fora, in particular the United Nations; we are continuing to work towards promoting respect for human rights; to address the difficulties of the World Trade Organization, especially the dispute settlement mechanism; to cooperate in fighting COVID-19, including strengthening the workings of the World Health Organization and the capacity of the global health systems, starting with preparedness and response to emergencies; to accelerate ambitious global climate action and to invest in harnessing that in a logical transformation; to look at China and Iran and our neighbourhood, and we will try to reach a common approach with the US. We already started with the previous administration over the last few weeks but for sure it should now be easier.

We also need to become a stronger global player for a stronger transatlantic partnership that benefits NATO.

It’s a busy agenda and our capacity for developing digital strategy partnerships will be more effective if both partners are strong and committed, and of course here in Europe we speak with one voice when we engage with the new President, the new administration and the new Congress.

We need to invest at all levels and talk to our American friends across the aisle. For sure the Parliament will also have an important role to play through the transatlantic legislators’ dialogue and other contexts.

From our end we will also step up people-to-people programmes – a priority that was supported by this Parliament as well and one I hope will continue. All in all, the European Union and the United States are, and will remain, key strategic partners of first resort in critically difficult moments, such as the one that we are currently experiencing. A strong transatlantic partnership is of key importance and you can rest assured that we are ready to engage quickly with the new administration, although for that we still have to wait until 20 January, because as you very well know there is quite a long transition ahead. Let’s hope it’s not going to be a bumpy transition.

 
   

 

  Michael Gahler, im Namen der PPE-Fraktion. – Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Für die EVP-Fraktion beglückwünsche ich Joe Biden und Kamala Harris zu ihrer Wahl. Wir freuen uns als Fraktion, der die transatlantische Partnerschaft immer wichtig war, dass wir zu guten Beziehungen zurückkehren können, in einen politischen Rahmen, der sich auf Vernunft, Anstand, Vertrauen, Berechenbarkeit und wertorientierte Partnerschaft gründet.

Wir beglückwünschen die Institutionen, die unzähligen Wahlhelfer, die ihre Arbeit von politisch geschürten Zweifeln und Unterstellungen hinsichtlich der Integrität der Wahl unbeeindruckt durchgeführt haben. Auch unsere europäischen Beobachter haben bestätigt, dass es keinerlei systematische Fälschungen oder Unregelmäßigkeiten gegeben hat. Die OSZE war immerhin auch mit den Kollegen der Parlamentarischen Versammlung dort vertreten, das Europäische Parlament leider nicht.

Wir gratulieren auch den neu und wiedergewählten Kollegen in Repräsentantenhaus und Senat. Wir freuen uns auf einen breiten Dialog mit beiden Häusern und beiden Parteien zu allen Themen, die uns gemeinsam betreffen.

Wir wünschen der neuen Administration zuallererst, dass sie die COVID-19-Pandemie in den Griff bekommt und dass sie die politisch gespaltene Nation versöhnen kann. Als Teil der demokratischen Welt wünschen wir uns, dass die USA sich erneut engagieren und Verantwortung übernehmen, wo die multilaterale regelbasierte Weltordnung gestärkt werden muss. Wir Europäer freuen uns daher über die Ankündigung des gewählten Präsidenten, wieder in das Pariser Klimaabkommen einzutreten. Wir begrüßen ebenso die beabsichtigte Rückkehr in die Weltgesundheitsorganisation. Gemeinsam müssen wir die WTO wieder voll handlungsfähig machen. Das Verhalten Chinas in der WTO ist einer der Gründe für die heutigen Probleme. Wir stehen deshalb nicht äquidistant zwischen den USA und China. Wir wollen gemeinsam mit den USA erreichen, diesem systemischen Rivalen gut abgestimmt zu begegnen.

Wir wissen, dass die neue Administration in Sachen Freihandel noch zurückhaltend ist. Ich bin aber überzeugt, dass der Westen der chinesischen Herausforderung langfristig nur erfolgreich begegnen kann, wenn die EU, die USA und weitere Verbündete wie Kanada und Japan gemeinsam Freihandel organisieren und die weltweiten Standards setzen.

Ich danke den USA, dass sie sich sicherheitspolitisch auch um gefährdete Partner wie Taiwan kümmern. Wir sollten das mit einem eigenen Beitrag ergänzen, zum Beispiel durch ein bilaterales Investitionsabkommen mit diesem wichtigen Handelspartner.

Wir unterstützen die wichtigen amerikanischen Überlegungen, dem Iran-Atomabkommen wieder beizutreten. Niemand auf dieser Welt will eine iranische Bombe. Daher müssen alle Vertragspartner dahinterstehen, und der Iran muss das Abkommen wieder einhalten. Dann im Anschluss können wir auch darüber reden, was uns ansonsten mit dem Land noch beschwert, das ist aber eine separate Angelegenheit.

Für die Sicherheit Europas bleiben die USA eine unverzichtbare Nation. Wir werden sie aber nur dann in Europa verankert halten, wenn wir die Lastenteilung fair gestalten. Ich will unseren europäischen Zweiflern klar sagen: Das Zwei-Prozent-Ziel bei den Verteidigungsausgaben ist uns nicht von Herrn Trump aufgedrückt worden, es war ein Beschluss des NATO-Gipfels 2014 in Wales im Angesicht der russischen Aggression gegen die Ukraine.

Ich weiß, dass es hier auch politische Strömungen gibt, die nicht für eine starke Verteidigung eintreten oder gar die Amerikaner aus Europa herauskomplimentieren wollen. „Be careful what you wish for“ ist ein schöner englischer Spruch, den ich Ihnen hier mitgeben möchte.

Für uns Europäer ist es wichtig, dass Rüstungskontrolle und Abrüstungsvereinbarungen gewährleistet bleiben. Wir wissen, dass bald das neue START-Abkommen ausläuft, ich hoffe, dass die Vereinigten Staaten dort der Verlängerung um ein Jahr zustimmen, und diese Zeit muss man dann zu Verhandlungen nutzen. Es gibt weitere Abkommen, die wir uns wünschen, als Europäer speziell. Dafür ist eine berechenbare US-Administration ein besserer Partner, auch für Russland.

Schließlich freuen wir uns, dass Joe Biden ein Freund Europas, aber insbesondere auch Irlands ist und klargemacht hat, wie wichtig ihm der Erhalt des Karfreitagsabkommens ist. Wir vertrauen darauf, dass die USA unter seiner Führung keine Vereinbarung unterstützen, die den Frieden und das Wohlergehen auf der irischen Insel gefährdet. So weit zu diesem Thema.

Ceterum censeo: Ich sitze hier gerade auf dem Platz 156. Das ist ein Zufall, aber Artikel 156 der Geschäftsordnung des Europäischen Parlaments sagt: „In jeder Sitzung wird eine Anwesenheitsliste zur Unterzeichnung durch die Mitglieder ausgelegt.“ Das ist keine Kannbestimmung, das liegt nicht im Ermessen. Herr Präsident, bitte sorgen Sie dafür, dass hier die Geschäftsordnung auch in dieser Frage eingehalten wird.

 
   

 

  Kati Piri, on behalf of the S&D Group. – Mr President, ‘while I may be the first woman in this office, I won’t be the last’. These were the words spoken by the new Vice President-elect Kamala Harris in her victory speech. To every little girl watching she said: ‘dream with ambition and lead with conviction’. Joe Biden and his Vice President spoke about the people rather than about themselves, about their plans rather than their egos, and they spoke to inspire, not to divide.

The past four years have been tough for our American friends, tough for transatlantic relations and tough for the multilateral global order. Five years ago, we watched in horror as this chapter in American history began on the golden elevator in Trump Tower. On Saturday, we saw it coming crashing down in the parking lot of Four Seasons Total Landscaping.

While this year will go down in history as the year of a global pandemic, economic decline and authoritarian power grabs, the US election result is a clear symbol of hope for all of us. Our American friends have demonstrated that yes, democrats can defeat autocrats, yes, facts can defeat disinformation, and hope can defeat fear. The long nightmare is over. Well, almost over.

It is, of course, worrisome to see that McConnell and other prominent Republicans are doing everything in their power to cast doubt on the fairness of this election, and I believe it’s time to face reality. Some of Trump’s friends in Europe also had to swallow: they hoped for four more years of support for their repressive illiberalism, and they are left empty handed.

Mr Trump has been fired by a majority of the American voters, but he hasn’t conceded. The next 70 days will certainly be bumpy, but they won’t change the facts. I’m hopeful that in the end the democratic institutions will halt the power grab of President Trump.

On behalf of the entire S&D Group, let me congratulate President-elect Biden and Vice President-elect Harris on winning the most important US elections of our generation. We are happy and relieved, while we also know that Trumpism is not gone. We know that things have changed in the last four years, and that the EU also needs to take up its own responsibility as a global player. However, it’s good to have an ally in the White House again. And it’s a joy for millions of girls around the world, especially girls of colour, who in Kamala Harris have the brightest demonstration that there’s nothing they cannot achieve.

Mr President, let’s make it very clear that we are stronger if we work together, that the damage done is reversible. And therefore let’s do so by inviting President Biden to deliver his first foreign address in the European Parliament, because there’s no better place to start – to restart – a new transatlantic partnership than at the heart of European democracy.

 
   

 

  Hilde Vautmans, on behalf of the Renew Group. – Mr President, after the elections, we all felt relief: relief from the endless stream of fake news and – let’s be honest – the racism of Mr Trump. But relief is not a strategy; relief doesn’t tell us what to do next. Millions of Europeans have been watching the American elections, waiting for the verdict of the American people. But the Americans will not solve our problems. We shouldn’t live our lives to the rhythm of American democracy. We should live our lives to the beat of our own drum, to the rhythm of European democracy.

So, let’s welcome and congratulate President—elect Joe Biden and Vice—President—elect Kamala Harris with open arms. But let’s do so by building from our own strength. This Commission promised to be a geopolitical Commission. We have the perfect opportunity now to show the Americans we mean business by going forward with the European Defence Union, by creating a real European migration policy, by building a European intelligence capacity that is able to combat terrorism on the same level as American agencies.

Mr Biden is a friend of Europe, but he is also an important architect of America’s China strategy. He might – and let’s hope – he might tweet less than his predecessor, and more politely, but he is also more focused on Asia than on Europe. It’s high time that Europe stood on its own feet. Instead of always hiding behind the Americans, we need to stand next to the USA. That will be in the interests of both sides of the Atlantic.

 
   

 

  Mara Bizzotto, a nome del gruppo ID. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli Stati Uniti sono e saranno sempre la stella polare per la democrazia e la libertà nel mondo.

Ad oggi i risultati delle elezioni americane indicherebbero come nuovo Presidente Joe Biden, al quale, se i dati saranno ufficializzati, vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro.

La nuova amministrazione americana, di qualunque colore politico essa sia, democratica o repubblicana, troverà sempre in noi della Lega un alleato serio e affidabile, schierato convintamente con l’alleanza atlantica a difesa dei valori e degli interessi dell’Occidente libero.

La nostra collocazione filoatlantica, che è addirittura super-atlantica su alcuni temi particolarmente sensibili, come il 5G e la difesa dei diritti umani, non è mai stata messa in discussione.

Lo stesso non si può dire, in Italia e in Europa, di tanti partiti o soggetti politici che a parole si dicono democratici, come il PD e i 5 Stelle, ma che in realtà difendono le posizioni di dittature comuniste, come la Cina e il Venezuela, o regimi criminali come l’Iran.

Noi non accettiamo lezioni da falsi democratici, italiani ed europei, che in questi anni hanno portato avanti una guerra assurda contro l’amministrazione Trump e quindi contro gli Stati Uniti.

È cosa nota a tutti la nostra simpatia e il nostro apprezzamento per Trump e per la sua amministrazione. I successi dell’amministrazione Trump, in campo economico e in politica estera, sono sotto gli occhi di tutti e soltanto i ciechi si ostinano a non vederli.

Trump è stato il primo leader a mettere sotto i riflettori dell’opinione pubblica mondiale il grande pericolo rappresentato dalla Cina comunista. Parafrasando un grande Presidente americano come Ronald Reagan, Trump ha il grande merito di aver fatto capire all’Occidente che la Cina comunista è l’impero del male del terzo millennio, potenzialmente molto più forte e pericoloso del comunismo sovietico, perché è un pericolo che investe la vita quotidiana di ognuno di noi.

Ma la politica estera di Trump non è solo Cina: pensiamo al pugno di ferro contro la dittatura di Maduro in Venezuela; pensiamo alla lotta contro il terrorismo islamico, con la distruzione dell’Isis e l’uccisione mirata di Soleimani, il capo militare di un paese canaglia come l’Iran che vorrebbe distruggere Israele con la bomba nucleare. Oppure pensiamo al ruolo decisivo giocato da Trump negli accordi di pace storici tra Israele ed Emirati Arabi.

E ricordiamoci sempre che il Presidente Trump non ha iniziato nessuna nuova guerra nel corso del suo mandato, a differenza del suo predecessore, che di guerre e di danni in giro per il mondo ne ha combinati parecchi. Basti pensare al caos creato nell’area del Mediterraneo con le Primavere arabe e con la scellerata guerra in Libia, che ha provocato conseguenze pesantissime che Italia ed Europa stanno ancora pagando, soprattutto quelle legate all’emergenza dell’immigrazione clandestina.

Insomma, al democratico Obama dovrebbero togliere il Nobel per la pace e darlo a Trump.

Ora la domanda che tutti si pongono è cosa farà Biden in politica estera: seguirà la strada coraggiosa e piena di successi tracciata da Trump oppure tornerà a percorrere la strada caotica e guerrafondaia di Obama? Come si comporterà Biden sui dossier più caldi, sulla Cina e sul 5G, sul Medio Oriente e sull’Iran? Avrà la forza e la lungimiranza di Trump per continuare il braccio di ferro con la Cina? Avrà la forza di combattere la strategia di penetrazione e infiltrazione operata dal regime di Pechino nella nostra società, nella nostra economia e finanche nelle nostre istituzioni?

Noi ci auguriamo che Biden prosegua nella giusta battaglia contro la dittatura comunista cinese, che rappresenta la più grande minaccia alla nostra libertà e alla nostra democrazia. E ci auguriamo che finalmente anche l’Europa abbandoni i doppi giochi, le ambiguità, gli affari sporchi di sangue fatti con Pechino.

Siamo di fronte a un bivio della storia: da una parte il mondo libero delle democrazie occidentali, dall’altro il mondo della dittatura, della tirannia e della repressione. “Non abbiate paura”, diceva Papa Giovanni Paolo II. Ecco, noi non abbiamo paura di essere al fianco degli Stati Uniti d’America in questa battaglia di civiltà, perché il bene vinca sul male e perché la libertà trionfi sulla dittatura.

 
   

 

  Ska Keller, on behalf of the Verts/ALE Group. – Mr President, these US elections have brought some good news. Trump is out, even if he himself doesn’t yet want to believe it. I’m sure he will see soon. Joe Biden and his promise of politics based on respect for each other, for facts, and for science has won. Kamala Harris, Vice President-elect, achieved something truly historic. A first woman, a woman of colour: Harris smashed many glass ceilings, and while a lot remains to be done on gender equality, this breakthrough will have a long-lasting impact.

But, while Trump is voted out of the White House, Trumpism – or whatever you want to call this disastrous mix of nationalism, racism, and narcissism – got a lot of support. And it also has a lot of support in Europe and even among some EU governments, as we have seen. Democracy, equality and rule of law are not a given on either side of the Atlantic. It is something we have to strive for every day and never take for granted. Movements like Black Lives Matter, like Me Too, and journalists, democracy activists and many more fought back and defended democracy in the US for the past four years. They are the ones that should be celebrated in these elections.

Transatlantic relations have taken a hard hit over the past four years, and while we all hope and we can be sure that they will become better now, the lesson learned for Europe is that it needs to stand more on its own two feet. In order to be able to do that, we need to also stand stronger together and more firmly. For that, we need to have a common understanding of fundamental values because if we don’t know on what grounds we stand as a Union then we cannot grow. And equally, we cannot shy away from the responsibilities of our actions in the external world. That goes for the climate crisis, for weapons exports, for conflict parties or for shady energy projects with even more shady partners such as Nord Stream. If we want Europe to be taken seriously by the world, we have to take ourselves seriously first, and that means taking responsibility for our actions and their impact in the world, no matter who rules the White House.

 
   

 

  Ангел Джамбазки, от името на групата ECR. – Г-н Председател, благодаря Ви за дадената дума. Уважаеми колеги, на първо място би било редно и нормално да изчакаме окончателните резултати от изборите. Изборите не се решават от медии, без значение колко пристрастни са те, а се решават от легитимните институции на всяка една държава. Така че изчакайте медиите, не бързайте да се радвате, уважаеми колеги. Казвам за колегата, който преди мен така се зарадва много и пристрастно на един от двамата кандидати.

Това, което е важно за нас, като граждани на държави – членове на Европейския съюз, е да продължим да поддържаме нашата трансатлантическа връзка със Съединените американски щати. Без значение кой е президентът, ние трябва да продължим Черноморското сътрудничество, ние трябва да продължим сътрудничеството в сферата на отбраната, на сигурността. Ние трябва да продължим да поддържаме възстановяването на способностите на нашите въоръжени сили, за да можем да бъдем адекватни на предизвикателствата, които са навсякъде около нас.

Това, което ни трябва, е да отговорим на предизвикателствата от Китай, от Турция, от Русия, те са враждебни към нас. Казвам го за комунистите, болшевиките и колегата, която говори преди мен. Тя също така симпатизира на тези идеи. И да знаем, че тези държави наоколо не са ни приятели. САЩ са наш стратегически партньор и ние трябва да работим с тях задълбочено, разумно, смислено и в интерес на всички наши граждани. Благодаря за вниманието.

 
   

 

  Martin Schirdewan, im Namen der GUE/NGL-Fraktion. – Herr Präsident! Die Demokratie hat gesiegt. Zwar knapp, aber nach vier Jahren Trump’scher Demokratieverachtung, nach Angriffen auf Presse und Minderheiten, nach der offenen Zusammenarbeit mit der extremen Rechten und sogar rassistischen bewaffneten Milizen haben die Wählerinnen und Wähler in den Vereinigten Staaten gesagt: Schluss damit, raus mit diesem Autokraten aus dem Weißen Haus.

Denn diese Wahl in den Vereinigten Staaten war keine normale Wahl zwischen zwei Kandidaten unterschiedlicher Parteien. Es war die Wahl zwischen Demokratie einerseits und Autoritarismus andererseits. Und die Wählerinnen und Wähler haben sich nach vier Jahren Trumpismus für die Demokratie und gegen den Autoritarismus entschieden. Und dieses Ergebnis, liebe Kolleginnen und Kollegen, kam zustande durch eine Allianz von linken bis hin zu liberalen Kräften. Und es wird den Demagogen, Autokraten und Diktatoren und ihren Freunden überall auf dieser Welt und auch in der Europäischen Union wehtun und all jene Kräfte stärken, die solchen Typen wie Trump die Stirn bieten.

Und vor diesem Hintergrund habe ich mich entsprechend auch im Vorfeld der Wahlen geäußert und zu Wort gemeldet und habe zum Beispiel auch Ihre Chefin, Herr Vizepräsident Borrell – Sie sind jetzt leider nicht mehr hier –, aufgefordert, das auch zu tun. Denn eine klare Aussage seitens der Europäischen Union – nicht für einen der beiden Kandidaten, sondern für die Einhaltung demokratischer Werte und Grundstandards – wäre ein Zeichen außenpolitischer Stärke gewesen. Ihr Schweigen war es nicht. Denn wenn die Demokratie bedroht ist, dürfen Demokraten nicht schweigen.

Noch immer kann Donald Trump seine Niederlage nicht eingestehen und verbarrikadiert sich trotzig wie ein kleines Kind im Weißen Haus. Er muss das Wahlergebnis anerkennen und eine friedliche Machtübergabe garantieren. Dass das Ergebnis dennoch so knapp ausfällt, sollte uns allen zu denken geben. Wir müssen die Ursachen des Aufkommens solcher antidemokratischen Politiker angehen, das heißt, die soziale Spaltung in unseren Gesellschaften überwinden und die Zukunftsfragen wie die Digitalisierung und den Klimaschutz sozial gerecht lösen.

I want to congratulate Joe Biden and Kamala Harris on their convincing win. This victory also belongs to the young people and the marginalised communities who have fought so hard. But the dangers of Trumpism remain. The narrative that demands like Medicare for All, or movements like Black Lives Matter, pose a threat to progressive electoral victories is completely wrong. The evidence shows the opposite is true: it would be a fatal mistake now to sideline the new generation of leftist leaders who contributed to this victory. The repair of US society requires strong, principled leadership that boldly tackles both inequality and climate change. Mr President-elect, you succeeded because of the unity of progressive forces: their hopes lie on you. Do not let them down or Trumpism will be back.

 
   

 

  Fabio Massimo Castaldo (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il grande esercizio di democrazia che ha visto circa 160 milioni di americani – la maggiore affluenza alle urne fin dal 1900 – impegnati nelle elezioni del loro nuovo Presidente lascia spazio ora a una fase di transizione che rischia di essere tra le più complesse di sempre, con i casi giornalieri di COVID-19 che sforano quota 100 000 e un Presidente uscente che non sembra disposto a un passaggio di consegne indolore.

Eppure qualcosa è cambiato, e non è un caso che il mondo intero abbia trattenuto il fiato e passato notti insonni nell’estenuante attesa di un verdetto, che mai come in questo caso si è fatto attendere.

Si apre una nuova fase senz’altro delicata: per gli Stati Uniti, che in queste elezioni sono stati dipinti come un paese ancora spaccato e in cerca di una nuova normalità, e per il mondo intero, che in questi ultimi anni ha senz’altro sofferto la mancanza di una direzione chiara espressa da Washington, di un riferimento su cui ci eravamo forse, colpevolmente, fin troppo adagiati nei decenni passati.

Lo dico chiaramente: mi aspetto molto da questa Presidenza americana. Mi aspetto che la lotta ai cambiamenti climatici e alla crescita delle diseguaglianze, le più grandi crisi sistemiche di questa generazione, tornino centrali nell’agenda statunitense e in quella mondiale.

Mi aspetto la fine di una guerra commerciale insensata e perpetua a cui abbiamo assistito negli ultimi anni; coordinazione e non contrapposizione.

Mi aspetto ancora che l’UE ritrovi il suo partner americano nella governance globale e che gli Stati Uniti riprendano il loro posto nel sistema multilaterale internazionale, riconsiderando alcune decisioni critiche prese dall’amministrazione Trump, come per esempio la partecipazione all’accordo nucleare iraniano.

Mi aspetto che ancora una volta sia riconfermato l’indissolubile legame transatlantico, un legame basato sui nostri valori comuni, sulla strenua difesa della democrazia, dello Stato di diritto e della libertà, mai in discussione ma sicuramente messa alla prova, anzi estremamente alla prova, negli ultimi anni, e che questo avvenga anche alla luce del rinnovato processo di integrazione e di ricerca di autonomia strategica dell’UE.

Lo so, Presidente Biden, mi aspetto tanto e ci aspettiamo tanto. Noi siamo pronti. Le auguro buon lavoro e La aspettiamo presto a Bruxelles.

 
   


 

  Dominique Bilde (ID), par écrit. – L’empressement de l’Union européenne à se féliciter de la victoire de Joe Biden, au point que la Présidente de la Commission ait cru bon d’évoquer un nouveau partenariat avant même l’investiture de l’intéressé, contraste avec la prudence de certains chefs d’État, de la Chine à la Russie, en passant par le Mexique. Ainsi, il est singulier que Bruxelles, pourtant toujours prompte distribuer des brevets de vertu démocratique aux quatre coins du monde, fasse fi des lourdes incertitudes qui pèsent encore sur cette élection contestée. Je rappelle tout de même que le Procureur général des États-Unis William Barr a autorisé lundi des enquêtes sur d’éventuelles fraudes. Ce n’est hélas que le moindre des scandales qui ont entaché cette élection hors norme. Le déchaînement médiatique aura en particulier atteint des bas-fonds rarement égalés contre un président dont le seul tort est de s’être fait le héraut du « flyover country » – écho américain à la France périphérique, oubliée de la mondialisation. Assurément, ce haro contre un candidat honni par l’establishment laisse peu augurer des scrutins à venir dans le monde occidental, à l’heure où les libertés publiques accusent un recul spectaculaire. Je vous remercie.

 

22. Fighting terrorism and the right to freedom of expression and education (debate)


 

  Ylva Johansson, Member of the Commission. – Mr President, I think we are all still in shock because of the recent terrorist attacks in Austria and France. My thoughts are with the victims, their families and friends. My thoughts are with the French and Austrian people and I know yours are as well.

Let’s be clear: these were attacks on our European values, on fundamental rights and freedoms. Samuel Paty taught history, geography and civics. His brutal murder was a direct attack on our values, rights and freedoms – the freedom of expression and information, the right to education, the freedom of thought, conscience and religion. We need to unite and show strong solidarity as a Union. No Member State can or should face this threat alone. We need to unite as a society. We need to show that our values are unbreakable and that we cannot be divided on this, and we need to do more to protect our citizens, our societies and our values.

The Vienna attack shows the need to stop illegal firearms. Member States must urgently implement the Firearms Directive. Before the summer, we launched an action plan against firearms trafficking. We are working closely with Western Balkans partners to fight the smuggling of illegal guns. And we need to register all known foreign terrorist fighters in the Schengen Information System so that we can detect them when they try to cross EU borders.

The Vienna attacker tried to buy ammunition in Slovakia. There were contacts in Germany and Switzerland. We need to better share information and to share better information across borders. The Schengen Information System is central here, but so are PNR – passenger name records. They are essential to deter and detect terrorist suspects. Member States should implement the PNR Directive. I am planning to update the Prüm Decision to make it easier for law enforcement to exchange DNA, fingerprints and number plates, and, in future, possibly also photos and police records. I want us, together in the European Union, to move away from ad hoc police cooperation towards systematic police partnership. The Commission has started work on an EU police cooperation code.

Better information-sharing also means making sure that IT systems can talk to each other. Member States need to work hard to achieve full interoperability by 2023. Europol is the backbone of European police cooperation and Europol is providing concrete and invaluable support to the French and Austrian authorities as we speak. Already this year, I will propose a reinforced mandate for Europol so it can do an even better job at fighting crime and terror.

The recent attackers struck in a church in Nice and in the streets and cafés of Vienna. The Commission is supporting Member States to increase the protection of public spaces. Small actions can make a difference, sometimes between life and death. Last year, a far-right terrorist attacked a synagogue in Halle in Germany. A reinforced door and the security cameras helped to save thousands of lives. The Commission made EUR 12 million available to improve security in places of worship. I’m looking into possibilities to increase this amount.

Samuel Paty’s murderer used the internet to identify his horrible crime and afterwards posted pictures of his victim online. The Vienna attacker posted a picture with an AK-47. In one month, in July this year, Europol’s Internet Referral Unit took down 2 000 links to terrorist content, including tutorials on how to carry out an attack. Europol will continue to work with platforms who want to help, but voluntary cooperation is not enough. Member States need to be able to order the removal of terrorist content from any hosting service provider, irrespective of its place of establishment, with EU-wide effects in one hour. I call on this House, this Parliament, for an agreement on the proposed regulation to prevent the dissemination of terrorist content online as soon as possible.

Besides police intervention, the European Union also invests in the prevention of radicalisation. Prevention is better than cure. It’s difficult to measure terrorist attacks that are prevented, but our police forces, with the help of Europol, work hard every day to do justice. The Radicalisation Awareness Network connects teachers, social workers and community police officers. When they successfully lead someone away from violence, there are seldom big headlines, but the results are spectacular. There are former neo-Nazis, former violent Islamists who now reject violence and help others to do the same. Without the Radicalisation Awareness Network and their job, these people would perhaps still be a danger to society.

In a few weeks, on 9 December, I will present our new counter-terrorism agenda. The objective will be to identify and close security gaps in law enforcement cooperation, in the use of technology and information-sharing, to prevent radicalisation, to protect public spaces and to work with Member States, regions, cities and towns and also with key third-country partners. But we also need to look beyond counter-terrorism. Terrorists seek to divide us: to draw a line between ‘them and us’. We can only counter this by offering an inclusive, cohesive society in which everyone has a stake, where there is no ‘them and us’.

Later this month I will launch an action plan on integration and inclusion, based on opportunities and obligations. Everyone who has a legal right to be in Europe should have the opportunity to take part in society, a society where everyone is protected by European values and fundamental rights, and where everyone must respect those same values and rights, that includes the freedom of speech and the freedom of expression. Fundamental rights, the EU will defend – that includes also the freedom of religion, but we will never accept violence in the name of religion. Education, culture and sport also have a key role to play in this.

Mr President, today is Armistice Day. Europe commemorates the end of the First World War 102 years ago: a war that started with a violent attack – the assassination of Archduke Franz Ferdinand in 1914. New attacks have such cataclysmic consequences. But this is what we mean by ‘terrorist offence’: international acts which, given their nature or context, may seriously damage a country or an international organisation. This reminds us that our struggle is not a new one. When I grew up, there was the RAF, the Red Brigades, the IRA, ETA. The terrorists change, their causes change and their methods change. What doesn’t change is the fear, the death and the suffering that they bring. What we must do is to be united as a Union and as a society and to do everything we can to oppose them, to fight them, to defeat them.

 
   

   

PRESIDENZA DELL’ON. FABIO MASSIMO CASTALDO
Vicepresidente

 
   

 

  Manfred Weber, im Namen der PPE-Fraktion. – Herr Präsident! Liebe Kommissarin, liebe Kolleginnen und Kollegen! Die Terroranschläge von Paris, von Nizza, von Wien erschüttern Europa. Und Attentate sind Anschläge auf ganz Europa, auf unsere Werte, auf unsere Ideen, auf unsere Demokratie, auf unsere Lebensweise.

Im Mittelpunkt stehen zunächst die Opfer. Wir trauern auch mit den Angehörigen. In Paris ein 47—jähriger Lehrer, der einen Sohn hatte, in Nizza, drei Tote, darunter ein 44—jähriger Altenpfleger, der einfach von der Arbeit heimging. In Wien, vier Tote, eine 44—jährige Frau auf dem Heimweg von der Arbeit, ein 39—jähriger Besitzer eines Chinarestaurants und ein 22—jähriger Kunststudent aus Deutschland. Wahllos wurden Menschen ermordet. Viel Leid bei den Angehörigen, und diese Gedanken sind zunächst in unserem Herzen.

Ich möchte auch den Behörden danken, der Polizei, den Einsatzkräften, den Rettungskräften, den Medizinern, die geholfen haben. Auch sie haben eine hervorragende Arbeit geleistet, und ihnen gebührt unser Dank. Trauer alleine reicht nicht aus. In den letzten zweiundzwanzig Monaten sind in Europa 119 Terroranschläge verübt worden. Fast jedes Land in Europa, fast jede Stadt in Europa hat bereits Opfer und kennt die Bedrohung, kennt die Angst und kennt die Trauer.

Jetzt muss gesagt werden: Es reicht. Wir lassen uns von den Gewalttätern nicht in die Knie zwingen. Radikaler Islamismus und Islamisten zu bekämpfen, ist die Aufgabe, die wir jetzt anpacken müssen. Sie bekämpfen unsere Art und Weise, und deswegen muss jetzt mit aller Härte gegen diese islamistischen Gefährder vorgegangen werden.

Terroristen töten nicht alleine. Sie folgen einer Propaganda. Sie werden angeworben und von Strukturen im Hintergrund unterstützt. All diese radikalen Islamisten bekämpfen unsere Demokratie und sind Feinde unserer Freiheit – auch der religiösen Freiheit. Und deswegen müssen wir jetzt die Netzwerke und Strukturen zerschlagen.

Was ist konkret zu tun? Der erste wichtige Punkt ist: Es gibt viele Menschen, die leider Gottes aus unseren Gesellschaften herauswachsen und radikal werden. Deswegen müssen wir uns die Frage stellen: Was läuft schief, wenn Menschen, die bei uns Erziehung genossen haben, die bei uns aufgewachsen sind, zu Radikalen und zu Einzeltätern werden?

Wir müssen mehr Ambitionen vermitteln und in unsere Werte der Toleranz und der Freiheit investieren. Und wir müssen dafür sorgen, dass Anwerbung im Netz, in den sozialen Netzwerken nicht mehr so effektiv erfolgen kann. Deswegen ist die auf dem Tisch liegende Richtlinie der EU—Kommission zum Löschen von online content, das zu Terror aufruft und Terror verherrlicht, so extrem wichtig. Und ich bitte jetzt die Kollegen von Renew und von den Sozialdemokraten, ihre Blockade bei dieser Gesetzgebung zu beenden. Wir haben schon zu viel Zeit verloren. Die Gesetzgebung liegt seit Jahren auf dem Tisch und kommt leider Gottes nicht voran. Es ist jetzt Zeit, diese Gesetzgebung abzuschließen.

Das zweite ist: Wir brauchen die volle Umsetzung der Waffenrichtlinie so, wie es die Kommissarin gesagt hat. Und ich fordere die Kommissarin auch auf, Druck zu machen bei den Innenministerkollegen, dass die bestehenden Gesetze, den Zugang zu Waffen zu reglementieren und zu unterbinden, auf diesem Kontinent einheitlich umgesetzt werden.

Ein weiteres großes Thema für uns als EVP ist eine zentrale Gefährderdatei. Das Schengen-Informationssystem basiert leider nur auf Freiwilligkeit. Wir brauchen es verpflichtend. Alle Gefährder, die wir auf diesem Kontinent haben, die von den nationalen Behörden überwacht werden, müssen obligatorisch, verbindlich in die gemeinsamen Datenbanken eingetragen werden, sodass alle Polizeikräfte den gleichen Informationsstand haben.

Der Terror ist grenzüberschreitend, und Europa muss auch grenzüberschreitend darauf reagieren. Deswegen sprechen wir uns auch dafür aus, die Kompetenzen von Europol zu erweitern, sodass es nicht nur beratend, nicht nur unterstützend tätig ist, sondern eigenständige Ermittlungskapazitäten im Kampf gegen islamistische Terrorzellen aufbaut. Wir wollen Europol auch in diesem Zusammenhang stärken.

Und zu guter Letzt der Grenzschutz, der jetzt in Paris beim Minigipfel mit besprochen worden ist. – Ja – der Grenzschutz muss verbessert werden. Ja – Schengen muss überarbeitet werden. Einreisen ohne Pass darf es nicht geben, wie es bereits heute Rechtslage in Europa ist. Und wir brauchen eine verbindliche, verpflichtende Vernetzung von Dateien, sodass bereits an der Außengrenze geprüft werden kann, ob gegen bestimmte Gefährder Daten vorliegen. Und das größte Problem ist der Vollzug, der entsprechend mit anzugehen ist.

Herr Präsident, liebe Kommissarin, es gibt viel zu tun. Wir müssen das jetzt gemeinsam anpacken. Die Terrorfrage ist wieder auf der politischen Agenda zurück, und das Allerwichtigste, was wir dazu sagen müssen, ist: Wir dürfen nicht zulassen, dass also im Kampf gegen den Terror durch die radikalen Kräfte auch ein Split zwischen den Religionen entsteht. Die Religionen genießen auf diesem Kontinent Freiheit. Das ist kein Kampf zwischen Religionen. Es ist ein Kampf gegen den Terror, den wir führen. Lassen Sie uns ihn beherzt angehen.

 
   

 

  Iratxe García Pérez, en nombre del Grupo S&D. – Señor presidente, desgraciadamente, tenemos que volver a hablar sobre el terrorismo en esta cámara, de un terrorismo que pretende socavar los cimientos de nuestras sociedades liberales y democráticas.

Los recientes ataques terroristas en Francia y Austria nos llenan de tristeza, pero no nos van a doblegar. Al contrario, perseguiremos a los fanáticos sin renunciar a nuestros principios. Quisiera reiterar mis condolencias a las víctimas y a sus familiares, toda nuestra solidaridad.

No podemos renunciar a la libertad de expresión y a la libertad de educación. Europa no existiría sin ellas y son principios fundamentales de nuestra Unión. También en los casos en que no estoy de acuerdo con el contenido, apoyo siempre la libertad, porque es la base de una sociedad democrática y plural. Debemos educar en la libertad de concienciar y en el pensamiento crítico. Por eso quiero rendir también un homenaje al profesor Samuel Paty. Su legado no caerá en el olvido.

Pero tampoco debemos permitir que los violentos nos dividan, porque eso es lo que ellos quieren. Debemos distinguir entre el islam como religión y el islamismo radical como ideología política que no acepta la libertad y el pluralismo. Respondamos a la amenaza terrorista desde la unidad en la diversidad.

Y debemos hacerlo con los instrumentos del Estado de Derecho. Cada vez que la barbarie nos golpea, repetimos lo mismo: la necesidad de reforzar el intercambio de información entre los Estados miembros. ¿A qué espera el Consejo para crear una verdadera agencia de inteligencia europea?

También debemos asegurarnos de que los grupos terroristas no se aprovechan de ninguna grieta legal para financiar su campaña de muerte. Y, al mismo tiempo, hay que invertir en la inclusión social, para dar futuro a los jóvenes que, quizá desilusionados y marginados, se dejan arrastrar por los fanáticos. Por eso es fundamental atajar el contenido terrorista que circula en las redes sociales. Estas se han convertido en un poderoso instrumento para la radicalización y el reclutamiento. Seguiremos legislando para acabar con la desinformación y el discurso del odio.

En este sentido, el Parlamento va a adoptar nuevas normas para que las plataformas online eliminen cualquier contenido que promueva el terrorismo. He escuchado al señor Weber hoy en su intervención y a algunos diputados del Grupo Popular Europeo durante estos días. No se equivoquen, señores del Partido Popular Europeo. No pretendan poner la culpa y la responsabilidad en quienes estamos trabajando por esta cuestión con el mismo compromiso que ustedes. Tenemos que encontrar un equilibrio que garantice la seguridad pero también la libertad de expresión. No queremos renunciar a ninguna de ellas.

Quiero referirme también al debate de Schengen. Algunas voces desvían el foco y proponen controles fronterizos en el espacio Schengen, vinculando migración y terrorismo. Pero, tal y como nos recuerda Europol, no hay datos concluyentes para vincular ambos fenómenos. Schengen es un gran logro de la Unión y no debemos debilitarlo por intereses cortoplacistas. Siempre es un equilibrio complicado, pero no podemos sacrificar nuestras libertades y nuestras sociedades abiertas en aras de la seguridad. Porque, entonces, los violentos habrán ganado la batalla.

 
   

 

  Maite Pagazaurtundúa, en nombre del Grupo Renew. – Señor presidente, señora comisaria, la democracia en la Unión Europea es cosa de todos y el terrorismo nos pone a prueba. La emoción ante el dolor de los inocentes debe convertirse en el motor para la acción que nos corresponde como políticos, porque somos corresponsables de la respuesta contra la atrocidad.

En nombre de mi Grupo, subrayo la tolerancia cero contra los intolerantes, y eso significa utilizar la fuerza de la ley, de toda la ley, pero nada fuera de la ley; significa evaluar los cambios en la amenaza para no dejar ningún punto ciego por el que puedan escapar los asesinos.

Los terroristas son grandes manipuladores morales: ellos se señalan como víctimas —ellos, los asesinos— y nos quieren imponer sus obsesiones. Y no, no somos responsables de sus actos atroces, pero pueden intoxicar a muchos; y, por eso, tenemos que innovar en la prevención de la radicalización violenta, especialmente en los niveles locales; y, por eso, es tan importante el trabajo de la escuela y de la opinión pública contra los marcos de intolerancia y en favor de la libertad de expresión, como bien sabía Samuel Paty.

El Parlamento Europeo ha sido muy útil en el mandato anterior después de los atentados de París, después de los atentados de Bruselas, de Alemania, de Manchester, de Barcelona, de Estocolmo, de Lieja, y tiene que serlo también ahora, después de los atentados de Hanau, de París, de Niza, de Viena. La sociedad y las víctimas necesitan respuestas, reconocimiento y soluciones.

En el mandato anterior, el comisario King o Gilles de Kerchove fueron realmente importantes y este Parlamento también lo fue y, ahora, tiene que volver a serlo. Se generaron grandes consensos para la mejora de la coordinación entre los países contra la financiación, contra la impunidad, por los derechos de las víctimas; reforzamos Europol.

Tenemos pendiente desarrollar recomendaciones de la Comisión Especial sobre Terrorismo. El terrorismo solo puede triunfar en lugares donde las instituciones están degradadas, con gobernantes incapaces, con políticos que discuten de lo que no tienen que discutir, con servidores públicos mal guiados, en sociedades rotas. No es nuestro caso, pero también es cierto que al terrorismo no se le vence sin esfuerzo y compromiso.

Y estamos negociando efectivamente con el Consejo el Reglamento sobre la retirada de contenido terrorista online. Debe ser eficaz, debe contar con las salvaguardas de derechos y libertades. Y sabemos que quien tiene más poder, tiene mayor responsabilidad y, por eso, yo espero que sea posible alcanzar un consenso muy pronto. Desde luego, mi Grupo no dejará de pelear sin desmayo hasta conseguirlo.

Señora comisaria, los que se están radicalizando deben enterarse —y toda Europa debe enterarse— de que no vamos a dejar ningún espacio ni resquicio para su estrategia antidemocrática, y nuestro trabajo, cuando está bien fundado, los desactiva, los desincentiva.

El novelista Amos Oz escribió una vez que la esencia del fanatismo reside en el deseo de obligar a los demás a cambiar: los terroristas lo pretenden desde la crueldad. El Grupo Renew quiere dejar claro que tenemos razón y razones para defender las libertades y la convivencia. Esa es nuestra fuerza, ese es nuestro tributo a cada víctima inocente y a sus seres queridos: no olvidarlos, seguir siendo eficaces y seguir siendo libres.

 
   

 

  Nicolas Bay, au nom du groupe ID. – Monsieur le Président, qu’est-ce qui a été attaqué à Vienne? Qu’est-ce qui a été attaqué à Nice et à Madrid, Amsterdam, Londres, Milan, Stockholm, Toulouse, Bruxelles, Copenhague, Paris, Berlin, Saint-Pétersbourg? Il y a quelques heures à peine, le consul général de France a encore été visé à Djeddah, en Arabie saoudite, alors qu’il présidait une cérémonie à l’occasion du 11 novembre.

Presque tous nos pays sont touchés et tous sont menacés. Trop nombreuses pour les citer, aucune victime ne doit être oubliée: 450 personnes ont été tuées par le terrorisme islamiste en Europe, depuis l’ignoble attentat de Madrid en 2004, jusqu’à celui d’il y a 10 jours en Autriche.

Ce qui est attaqué, c’est notre civilisation. Vous avez voulu construire l’Union européenne et ses traités en oubliant nos racines chrétiennes. Vous avez voulu bâtir un super-État sur des valeurs universelles abstraites. Vous avez voulu nier notre passé commun pour faire un super-marché sans identité.

Mais aujourd’hui, c’est notre être profond qui est visé. Les islamistes viennent nous le rappeler. Ce n’est pas la laïcité, pas le colonialisme, pas même notre liberté d’expression qu’ils vomissent: c’est avant tout ce que nous sommes. Ils nous attaquent pour ce qu’on est, pas pour ce qu’on fait. Nous ne pourrons pas mener cette bataille si nous refusons de désigner l’ennemi. Nous ne pourrons pas la gagner si nous refusons d’affirmer et de défendre notre identité.

Aujourd’hui, dans l’hémicycle, pour traiter de ce sujet pourtant fondamental, vous ne prévoyez qu’un bref débat et un seul tour d’orateurs. L’intitulé même évite soigneusement le terme d’«islamisme». Alors que notre civilisation est attaquée et assiégée, que nous proposez-vous?

Emmanuel Macron, le président français, prétend combattre l’islamisme en renforçant le communautarisme, en généralisant l’apprentissage de l’arabe à l’école et la prise en charge de la formation des imams par l’État – une idée saugrenue que Charles Michel, d’ailleurs, a aussitôt reprise. Ainsi donc, nous aurions des imams formés par l’Union européenne? Faudra-t-il bientôt avoir un commissaire européen à l’Islam?

Récemment, M. Borrel, haut représentant pour les affaires étrangères, disait qu’il revenait aux réfugiés de décider eux-mêmes s’ils voulaient ou non rentrer en Syrie. Et pas plus tard qu’hier, Madame Johansson, vous avez affirmé, dans un mélange de naïveté et d’irresponsabilité totale, que, je cite, «la migration n’est pas un danger». La migration ne serait pas un danger, Madame Johansson? Les trois dernières attaques en France ont été perpétrées par des migrants. C’est un Pakistanais qui a attaqué des journalistes à Paris. C’est un Tchétchène qui a égorgé un professeur à Conflans. C’est un Tunisien fraîchement arrivé via Lampedusa qui a assassiné trois personnes dans une église à Nice.

Profitant de vos atermoiements et de votre lâcheté, Erdoğan avance lui aussi. Parce que l’Union européenne n’ose pas agir, il fait la guerre à l’Arménie et en Libye, en y déployant des djihadistes issus des rangs de Daech. Il menace notre continent de submersion migratoire. Il convertit la basilique Sainte-Sophie en mosquée. La Turquie, et avec elle les islamistes du monde entier, s’inscrivent dans la plus longue mémoire, contrairement à vous.

Vous voulez former des imams, nous voulons expulser les prêcheurs de haine. Vous voulez que Frontex sécurise la traversée des migrants, nous voulons que Frontex les ramène chez eux. Vous arrosez de subventions et de facilités douanières des pays islamistes comme le Pakistan ou la Turquie, nous voulons, nous, les sanctionner. Vous considérez la libre circulation comme un dogme intouchable, nous considérons que la sécurité des Européens est un droit inaliénable. Vous financez des organisations islamistes, nous voulons les dissoudre.

Oui, je pèse mes mots, vous financez des organisations islamistes. Ici même, dans ce Parlement, des organisations islamistes, comme le Femyso, ont pu participer à des événements officiels. Quand vous ne leur donnez pas la parole, vous leur donnez de l’argent: 51 000 euros pour le CCIF, 584 000 euros pour l’Islamic Human Rights Watch, qui qualifiait Charlie Hebdo d’islamophobe, 5,6 millions d’euros pour les réseaux des Frères musulmans. Au total, sur ces cinq dernières années, l’Union européenne a versé 36,5 millions d’euros directement pour les islamistes ou des projets auxquels ils étaient associés – j’ai adressé une question écrite à la Commission à ce sujet pour que cela cesse enfin, et j’attends toujours la réponse.

Vous voulez transformer l’immigration clandestine en immigration légale, nous voulons mettre fin aux migrations illégales, au regroupement familial et à l’immigration de peuplement, car l’immigration de masse est évidemment le terreau de l’islamisme. Il faut stopper les arrivées et considérer que l’accueil et la générosité de nos pays n’ont pas de caractère définitif. L’installation d’étrangers sur notre sol ne doit pas être considérée comme irréversible. Si nous faisons preuve de faiblesse, alors ils nous domineront. Si nous faisons preuve de lâcheté, ils nous soumettront.

Si nous sommes capables, au contraire, d’affirmer avec fierté ce que nous sommes, nous résisterons. Si nous sommes capables de lutter avec force pour nos valeurs de civilisation, nous vaincrons. Eschyle disait déjà des Grecs et, à travers eux, de tous les Européens, qu’ils «estiment n’être les esclaves ni les sujets de personne». Le temps des compromissions, dont vous êtes malheureusement souvent coutumiers, doit cesser.

Nous ne devons rien céder aux injonctions des islamistes. Nous ne nous soumettrons pas, et tous ceux qui veulent nous l’imposer, tous ceux qui préfèrent la charia à nos lois et à notre mode de vie, tous ceux qui veulent affaiblir notre civilisation et la remplacer par la leur devront partir. Notre liberté est à ce prix.

L’Histoire a montré que les nations européennes sont capables de sursaut, capables de se battre ensemble face à un ennemi commun, ce n’est qu’ainsi que nous gagnerons cette guerre.

 
   

 

  Salima Yenbou, au nom du groupe Verts/ALE. – Monsieur le Président, l’assassinat brutal de Samuel Paty, Nice, Vienne, Kaboul: toutes ces victimes innocentes ont en commun le désir de liberté.

Voltaire disait: «Je ne suis pas d’accord avec ce que vous dites, mais je me battrai pour que vous ayez le droit de le dire». Mais comment?

La lutte contre le terrorisme s’inscrit dans le temps long, dans l’analyse, dans la compréhension et dans l’action.

La lutte contre le terrorisme, c’est avant toute chose promouvoir la liberté d’expression et l’éducation, c’est sortir d’une vision binaire du bien et du mal, d’un monde qui s’affronte, c’est promouvoir la fraternité, la tolérance. Préserver nos droits, devoirs et valeurs, c’est les transmettre, éduquer, dialoguer, échanger, cultiver.

La lutte contre le terrorisme, c’est promouvoir au quotidien une société inclusive, égalitaire, dans laquelle aucune discrimination n’a sa place car le terrorisme se nourrit de la haine et des divisions de celles et ceux qui subissent la mise à l’écart, l’oppression, l’irrespect, la mise à distance des sources d’information et d’éducation.

La lutte contre la déscolarisation, l’illettrisme, la désinformation, pour l’alphabétisation, sont des combats à mener de manière constante auprès de nos jeunesses, riches de leur diversité.

La lutte contre le terrorisme, c’est aussi un combat contre nous-mêmes, contre nos préjugés, nos oppressions, contre le racisme individuel et systémique.

La vraie doctrine d’une lutte contre le terrorisme, c’est une doctrine en faveur du citoyen du monde, avec sa culture ou ses cultures, son histoire ou ses histoires, sans hiérarchisation, sans domination.

Et ces temps de crise sont bien trop souvent récupérés par des discours populistes court—termistes, qui divisent et alimentent le terrorisme, bien plus qu’ils ne font avancer la lutte contre la barbarie.

Les droits et les libertés que l’État doit protéger risquent d’être restreints par des actions censées les défendre. Dans un contexte sécuritaire, certaines actions discriminatoires deviennent peu à peu acceptables en réaction aux attaques.

Enfin, si l’on renonce au respect des droits humains, à l’égalité et à la protection de l’état de droit pour combattre le terrorisme, nous risquons de faire le jeu de ceux qui nous attaquent en vertu de ces valeurs.

 
   

 

  Nicola Procaccini, a nome del gruppo ECR. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di tutto devo constatare come sia un grave errore l’assenza dell’aggettivo “islamico” dal titolo di questa discussione, come dall’intervento appena pronunciato dal Commissario Johansson. La paura di associare una motivazione religiosa agli attentati terroristici che hanno insanguinato l’Europa in questi giorni, come negli ultimi vent’anni, ci impedisce di prevenirli, oltre che di contrastarli.

La paura di nominare l’Islam costituisce la più eclatante dimostrazione dell’efficacia della lotta terroristica, che non vuole solo mietere vittime tra gli infedeli ma vuole soprattutto cambiare il nostro modo di pensare, di vivere e di esprimerci.

La paura di nominare l’Islam ci impedisce di far emergere un pensiero di secolarizzazione tra gli islamici, di dare coraggio a coloro tra i musulmani che vogliono vivere in pace in Europa, professando legittimamente la loro religione.

La paura di dare alle cose il loro nome ci porta a nascondere le radici culturali dei nostri diritti di libertà, che sono religiose: sono radici cristiane, non fate finta di non saperlo! Dove pensate che abbiamo imparato a dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio? Chi ci ha detto di porgere l’altra guancia se offesi? Chi ci ha insegnato a rispettare le donne, considerandole al pari degli uomini, e chi ci ha comandato di difendere gli oppressi?

La paura di fare le giuste scelte, anche nel contrasto all’immigrazione illegale, non solo scopre il fianco delle nostre città e delle nostre scuole alla violenza terroristica, ma nello stesso tempo ci impedisce di individuare a monte chi ha bisogno di protezione umanitaria, chi davvero vuole condividere il nostro sistema di valori, possibilmente senza essere costretto a mettersi nelle mani degli scafisti o rischiando di perdere la vita in mare, come è accaduto anche oggi. Dobbiamo governare le partenze per non essere costretti a gestire gli arrivi. Non sappiamo più in che maniera dirvelo!

Io concludo con un ammonimento di un grande scrittore italiano, Cesare Pavese: “ricordati sempre che i mostri non muoiono, ciò che muore è la paura che ti incutono”. Coraggio, Europa!

 
   

 

  Manon Aubry, au nom du groupe GUE/NGL. – Monsieur le Président, à Conflans, à Nice, à Vienne, par trois fois en moins d’un mois, le terrorisme nous a frappés dans notre chair.

Au nom de notre groupe de la gauche européenne, je veux tout d’abord m’associer aux messages d’émotion et de solidarité pour les victimes de ces assassinats odieux et pour leurs proches.

Alors que nos sociétés sont fragilisées par la crise sanitaire, la catastrophe climatique et l’explosion de la pauvreté, cette série d’attentats abjects a un objectif politique clair: nous affaiblir en nous divisant. Et je lance aujourd’hui l’alerte avec gravité: ne les laissons pas gagner.

Le débat public européen, en reprenant la rhétorique toujours plus haineuse de l’extrême droite, prend une tournure inquiétante en s’aventurant dans la pente dangereuse de l’autoritarisme assumé et du racisme décomplexé. En France, une chasse aux sorcières a été initiée par le gouvernement, qui a tantôt accusé les partis d’opposition, les professeurs d’université, de complicité avec les terroristes, qui a sous-entendu l’existence d’un lien entre les rayons halal des supermarchés et la montée de l’extrémisme religieux.

Partout en Europe, les responsables politiques demandent la création de nouvelles lois d’exception pour affranchir la lutte contre le terrorisme des règles de droit les plus élémentaires, comme si reprendre les méthodes de l’ennemi allait nous en prémunir. C’est une faute fondamentale. Au contraire, face aux terroristes, l’état de droit n’est pas une faiblesse, c’est notre bouclier le plus puissant.

Toute remise en cause de nos libertés fondamentales est une défaite face à leur ambition de mettre à terre nos démocraties. Toute stigmatisation des musulmans comme boucs émissaires est un cadeau pour ceux qui cherchent à relancer les guerres de religion. Ces dérives sont aussi dangereuses qu’inefficaces.

La menace terroriste doit au contraire être abordée avec fermeté et sérieux, autour d’un impératif absolu: le maintien de notre cohésion. Il faut bien sûr lutter activement contre les réseaux jihadistes, en accordant des moyens suffisants à notre justice et à nos services de renseignements, en s’attaquant aux paradis fiscaux et aux banques qui blanchissent l’argent sale des terroristes, en changeant en profondeur nos alliances commerciales et militaires avec les États qui les subventionnent.

Mais il faut aussi s’attaquer au terreau qui permet aux jihadistes de recruter et au fondamentalisme de prospérer. Les discriminations, le racisme, la ghettoïsation, la disparition des services publics de proximité, la précarité, sont les alliés des terroristes.

Notre devoir est de lutter activement contre la relégation systématique d’une partie de nos populations. L’investissement dans le système éducatif doit enfin être notre boussole. Ce sont nos enseignants, comme Samuel Paty, qui apprennent aux jeunes la liberté de conscience et d’expression, le droit à la caricature, le respect de l’opinion de l’autre. C’est à l’école que se forment les citoyens de demain. Nos professeurs sont la meilleure arme contre l’obscurantisme. Alors, ne laissons pas les terroristes dicter leur agenda politique et imposer les termes du débat. Ne tombons pas tout droit dans le piège qu’ils nous tendent et opposons notre indéfectible unité.

 
   

 

  Laura Ferrara (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l’escalation della violenza terroristica avvenuta in Francia e in Austria ci rammenta la grave minaccia che incombe sugli Stati membri dell’Unione europea.

Il terrorismo genera paura, rafforza gli estremismi politici, polarizza le società, crea tensioni tra gruppi sociali e religiosi, alimenta la discriminazione, l’odio, la xenofobia e l’islamofobia.

Ad essere minacciati non sono soltanto sicurezza e ordine pubblico, ma anche i diritti individuali, la pace e la coesione sociale.

Combattiamo da anni un fenomeno variegato e complesso, che agisce con modalità operative, comunicative e di finanziamento in evoluzione, che sfuggono in parte agli sforzi di cooperazione, di monitoraggio e di contrasto, soprattutto quando la lotta si sposta nel mondo online e digitale, il quale può offrire contenuti e strumenti usati per la propaganda, la formazione, il reclutamento e la radicalizzazione.

In questo contesto, su questioni come sorveglianza, individuazione e rimozione di contenuti online, se l’impatto delle legislazioni antiterrorismo sui diritti fondamentali non è valutato con equilibrio si rischia di concedere a determinate autorità pericolosi strumenti per combattere arbitrarietà e abusi, a danno della libertà di espressione e di accesso alle informazioni.

Il contemperamento tra esigenza di sicurezza e diritti fondamentali è basilare per la democrazia e per lo Stato di diritto: oltre alle sfide riguardanti i foreign fighters, il rafforzamento della cooperazione nello scambio di informazioni, il controllo delle frontiere esterne, la lotta alle fonti di finanziamento e all’accesso alle armi, il terrorismo va combattuto anche con strumenti culturali, sociali ed economici, incidendo sulle cause.

Non possiamo accettare di avere generazioni di giovani con cittadinanza europea che nutrono un senso di estraneità e di risentimento per la società in cui vivono, al punto da abbracciare la violenza jihadista come risposta alla ricerca di identità, di appartenenza e di rispetto.

Le politiche di integrazione, finalità di ogni percorso di istruzione ed educazione, devono svolgere un ruolo primario nella lotta contro i processi di estremismo e di radicalizzazione violenta, promuovendo tolleranza, dialogo interculturale, sviluppo della persona, piena inclusione sociale e partecipazione alla vita politica, sociale e lavorativa.

 
   

 

  Ylva Johansson, Member of the Commission. – Mr President, thank you to the Members for a very good debate. Let me first say to Mr Weber that I fully agree that it should be mandatory for all Member States to insert terrorist alerts in the Schengen Information System. As a matter of fact, it is already mandatory, but we have to make sure that everybody also complies. We need to share information better, we need to share better information and we need to remove terrorist content online immediately.

To Ms García Pérez, I would say I fully agree that we need to defend the right of free speech, even when we totally disagree with the message, but we will also firmly fight those that seriously threaten these freedoms and these rights.

I would say to Mr Bay, migration is not a threat. Today, we have 22 million people in the European Union who are third—country nationals. They have come here to marry a European citizen, they have come here to work here, they have come to do research, to study, they have come here because they need international protection. They are part of our society.

Let me tell you about Osama Joda, a 23—year—old Palestinian immigrant in Vienna. He was just five metres away when a police officer got hit in this terrorist attack. He pulled the police officer to safety, he took off his own shirt, he tied it around the officer’s leg to stop the bleeding. You know what? He risked his life despite suffering appalling racism. He was bullied at his job for having the same first name as Osama bin Laden. A mayor also tried to block his family from buying a house because they were Muslims.

The aim of the terrorist is to divide our society, is to destroy our unity, is to abolish our values and rights. We will never let them win.

 
   


 

  Karol Karski (ECR), na piśmie. – Terroryzm to jedno z największych zagrożeń naszych czasów, a terroryści to bezwzględni przestępcy bez wartości i moralnych granic. W swoich atakach z niespotykanym okrucieństwem wykorzystują nowe techniki i technologie, coraz częściej nastawione na rozgłos medialny.

Ostatnie ataki we Francji i Austrii o podłożu religijnym i kulturowym dowodzą tylko, jak wiele mamy jeszcze do zrobienia, aby zapewnić naszym obywatelom wysoki poziom bezpieczeństwa. W swoich działaniach w zakresie podżegania, werbowania do działalności terrorystycznej i organizowania aktów terroryści w coraz większym stopniu korzystają z narzędzi informacyjnych, w tym z internetu, sięgając jednocześnie po dyspersję informacyjną, tak aby wywołać psychozę, chaos, niekontrolowane reakcje.

Dlatego coraz trudniej jest w praktyce określić granicę między wolnością słowa a naruszeniem praw człowieka. Z definicji wolność słowa jest uprawnieniem każdej jednostki, ale jak wyznaczyć jej granice w obliczu bezpośredniego zagrożenia? Dlatego mamy przed sobą niezwykle trudne zadanie. Musimy pamiętać, że bezpieczeństwo i wolność są komplementarne, a prawa człowieka powinny być centralnym elementem strategii zwalczania terroryzmu.

Proponowane przez nas nowe inicjatywy i metody zapobiegania terroryzmowi i zwalczania go muszą jednocześnie gwarantować, że bezpieczeństwo, prawa człowieka i egzekwowanie prawa nie wykluczają się wzajemnie, ale uzupełniają.

 
   

 

  Julie Lechanteux (ID), par écrit. – L’assassinat du professeur Samuel Paty, victime de la barbarie islamiste, a mis en évidence le climat d’intolérance et de haine qui règne aujourd’hui dans certaines écoles françaises, où les libertés d’opinion et d’expression sont la cible d’attaques sans précèdent de la part d’une mouvance islamiste dont le modèle reste celui de la charia, qui est incompatible avec la démocratie et les principes mêmes de l’école républicaine, comme la laïcité et l’égalité hommes-femmes. Pour l’imposer, certains islamistes sont prêts aux pires atrocités. Ce meurtre, comme celui des trois chrétiens de la Basilique de Notre-Dame à Nice, fait suite à une campagne de haine mondiale contre la “France blasphématrice”, orchestrée notamment par les Frères musulmans, la Turquie, le Qatar et le Pakistan. Une propagande haineuse, relayée en France par les soutiens et les propagateurs de cette idéologie mortifère : une galaxie d’associations islamistes, dont certaines ont pignon sur rue dans de nombreux pays européens. Face à cette attaque contre la démocratie, nos valeurs européennes, nous devons réagir. Nous devons dénoncer et bannir, une fois pour toutes, les organisations, les prédicateurs et les ressortissants étrangers qui se font les fers-de-lance, en France, de l’idéologie islamiste et de son bras armé : le terrorisme.

 
   

 

  Bettina Vollath (S&D), schriftlich. – Vier Tote, 23 Verletze – das war die Bilanz der Terrornacht in Wien. Dem Terror folgte eine Welle der Anteilnahme und der Verbundenheit. Gefühle, welche nun Angst und Zwietracht weichen, welche von den Regierungsbüros in Paris, Berlin, Amsterdam und Wien gesät werden. Statt konstruktiver Aufarbeitung gibt es blinden Aktionismus. Überwachung und Grenzschließungen sollen jetzt die Lösungen sein. Dass beides nachweislich nicht funktioniert – egal. Dass Europol bestätigt hat, dass Terrororganisationen keine Fluchtrouten nutzen – egal. Dass solche Äußerungen 3,4 Millionen Geflüchtete in der EU unter Generalverdacht stellen – egal. Der Todesschütze von Wien war Österreicher, der Attentäter von Hanau Deutscher und der Mörder von Samuel Paty seit Kindesalter in Frankreich. Der Grund für diese Attentate ist nicht die Herkunft der Täter, sondern ihre Ideologie. Sei es Rassismus wie in Halle oder Hanau oder Islamismus wie in Paris oder Wien. Es gilt diese Ideologien zu bekämpfen – nicht die Menschen, die genau davor fliehen. Wie kann es immer wieder zu eklatanten Ermittlungsversäumnissen vor solchen Taten kommen? Warum können polizeibekannte Extremisten immer noch Anschläge verüben? Statt darauf Antworten zu finden, greift man mancherorts lieber zu populistischer Effekthascherei. Europa braucht besseren Informationsaustausch statt Generalverdacht, Schutz der Grundrechte statt Abschaffung der Verschlüsselung und vor allem: Zusammenhalt statt Hass!

 
   

 

  Ελισσάβετ Βόζεμπεργκ-Βρυωνίδη (PPE), γραπτώς. – Η Ευρώπη ήρθε αντιμέτωπη για ακόμα μια φορά με ένοπλες αιματηρές επιθέσεις τρομοκρατών, υποκινούμενες από ακραίες αντιλήψεις θρησκευτικού φανατισμού και ρητορική μίσους, που στοίχισαν τη ζωή πολλών συνανθρώπων μας και μόνο σκοπό έχουν να σπείρουν τον τρόμο, πλήττοντας τις αρχές και τις αξίες μας. Οι επιθέσεις σε Γαλλία και Αυστρία, καταδεικνύουν ότι ξεκινά μια νέα δύσκολη περίοδος για τις σχέσεις της Ευρώπης με τα ακραία ισλαμιστικά καθεστώτα, γεγονός που πρέπει να μας βρει όλους ενωμένους και αλληλέγγυους. Έχουμε κάνει πολλά βήματα στον αγώνα κατά της τρομοκρατίας αλλά έχουμε ακόμα να διανύσουμε μακρύ και δύσκολο δρόμο. Η ενισχυμένη συνεργασία μεταξύ των χωρών της Ε.Ε. και η ανταλλαγή πληροφοριών πρέπει να συνεχιστούν, καθώς συνέβαλαν στην πρόληψη επιθέσεων ή στον περιορισμό των επιπτώσεών τους. Τους τελευταίους 22 μήνες έχουν αποτραπεί 119 τρομοκρατικές επιθέσεις σε ευρωπαϊκό έδαφος. Ωστόσο, η ριζοσπαστικοποίηση νέων ισλαμιστών που εκπαιδεύτηκαν να μισούν την Ευρώπη, τη δημοκρατία και τους θεσμούς μας καθώς και η ισλαμιστική προπαγάνδα στο διαδίκτυο που προωθεί την τρομοκρατία πρέπει να αντιμετωπιστούν άμεσα και στοχευμένα. Οι απειλές που αντιμετωπίζουμε είναι κοινές και κοινή πρέπει να είναι η προσέγγισή μας, χωρίς να κάνουμε εκπτώσεις στις αξίες, τις ελευθερίες, τον τρόπο ζωής μας αλλά και στην ασφάλεια των Ευρωπαίων πολιτών.

 

23. Composition of committees and delegations


   

VORSITZ: KATARINA BARLEY
Vizepräsidentin

 

24. Resumption of the sitting

 

(Die Sitzung wird um 19.56 Uhr wieder aufgenommen.)

 

25. General budget of the European Union for the financial year 2021 – all sections (debate)


 

  Pierre Larrouturou, rapporteur. – Madame la Présidente, 600 milliards d’euros, le rapport que nous allons voter cette semaine pour dire comment on peut éviter le chaos climatique et social affirme qu’il faut chaque année 600 milliards d’investissements en plus.

Face à des gouvernements qui ne voulaient pas lâcher un euro, l’équipe qui a négocié pour le Parlement européen a obtenu 2 milliards de plus. Merci à Margarida et a toute l’équipe. Bravo, c’est vraiment bien. Mais, en conscience, nous savons tous que ce budget n’est pas à la hauteur.

Monsieur le Commissaire européen chargé du budget, cher Johannes, Madame la Secrétaire d’État, chère Bettina, chers collègues, je suis vraiment persuadé que, dans les semaines qui viennent, il est encore possible de compléter ce budget – je dis bien compléter, non pas le renégocier, compléter ce budget pour être à la hauteur, pour donner plus de moyens à la santé, au climat et à l’emploi.

Si nous étions dans une période de stabilité, si tout allait bien, je dirais bravo, merci, et j’arrêterais ma grève de la faim. Mais nous savons tous que nous devons faire face à trois crises historiques, à trois crises d’une ampleur jamais vue.

Pour faire face à la crise sanitaire, il faut immédiatement plus de moyens pour les hôpitaux, il faut plus de moyens pour la recherche, pour trouver de nouveaux vaccins, pour prévenir les prochaines pandémies.

Pour faire face à la crise sociale, il y a 18 mois, Ursula von der Leyen disait: nous allons vers une nouvelle crise économique et pour éviter une flambée du chômage, il faudra permettre à tous les États membres de développer le Kurzarbeit. Ursula von der Leyen disait: l’Europe doit aider chaque pays à protéger l’emploi. Le système du Kurzarbeit, c’est très simple: si une entreprise est face à un choc économique, au lieu de licencier un tiers des salariés, elle baisse le temps de travail, on baisse les salaires, il y a des aides qui maintiennent 95 % du revenu. Ursula von der Leyen disait: on va vers un choc économique, il faut éviter une flambée du chômage, l’Europe doit aider les États membres. Pourquoi n’y a-t-il pas, aujourd’hui, une ligne ou un milliard pour ces dispositifs de protection de l’emploi?

Pour faire face à la crise écologique, certains pensent que, avec la crise économique, l’évolution du CO2 s’est calmée. Hélas, c’est faux. Les feux de forêt en 2020 ont atteint un niveau jamais vu. Les feux de forêts en Australie: 440 morts – 440 morts en Australie dans les feux de forêt! Les feux de forêts en Sibérie, en Amérique, font que 2020 va être la pire année pour l’évolution du CO2. Certes, le CO2 est directement lié à l’activité économique ralentie, mais globalement, ça va être une des pires années, donc on ne peut pas attendre pour agir pour le climat.

Il faut agir avec force. L’humanité n’a plus le temps pour les politiques des petits pas. L’humanité veut qu’on arrête les rustines, il est temps de proposer pour l’Europe une nouvelle donne. Nous le savons tous, mes amis, l’Europe est à la croisée des chemins. Nous avons tous conscience que le mélange de la crise sociale, de la crise climatique et de la crise sanitaire peut nous amener à l’effondrement. On le disait l’autre jour en commission des budgets, avec la crise de 1929, l’Europe a sombré dans la barbarie, et nous savons tous que la crise actuelle est pire que la crise de 29. Et nous ne sommes pas, collectivement, à la hauteur.

Mais avec la règle de l’unanimité, je pense qu’il était impossible de faire mieux, notre équipe de négociation a fait le maximum. La règle de l’unanimité, c’est impossible de continuer comme ça. Avec l’unanimité, c’est le plus stupide, le plus égoïste, le plus aveugle face aux dangers du moyen terme, qui peut bloquer toute négociation. Aucun groupe humain ne fonctionne avec l’unanimité – ni un club de foot, ni une chorale, ni une entreprise, ni un parlement démocratique. L’unanimité, c’est la paralysie.

C’est pour cela que, dans le rapport que nous allons adopter cette semaine sur le financement du pacte vert, nous disons qu’il faut sortir de l’unanimité et relancer par une coopération renforcée, sans tarder, la négociation sur la taxe sur les transactions financières, avec 10 ou 15 pays. On ne peut pas, au nom de l’unanimité, bloquer des moyens pour la santé ou pour le climat.

Dans ce rapport, nous demandons qu’on accélère cette coopération renforcée pour une taxe sur les transactions financières qui rapporterait 57 milliards, c’est marqué dans le rapport. Le Parlement veut la vraie taxe sur les transactions financières, pas la toute petite.

Oui mes amis, il est temps d’inventer du neuf! Si on veut éviter le chaos dans les 10 ou les 15 ans qui viennent, il est temps de proposer une nouvelle donne pour l’Europe. Nouvelle donne: c’est le nom de mon parti en France, en référence au New Deal de Roosevelt. Et quand Mme von der Leyen parle d’un Green New Deal, c’est évidemment une référence au New Deal de Roosevelt. Mais pour Roosevelt, ce n’était pas seulement de beaux discours.

Roosevelt s’est donné les moyens de créer des millions d’emplois, il a triplé le budget fédéral. Il a triplé le budget fédéral et voulait un budget à l’équilibre. C’est pour ça qu’il crée un impôt sur les millionnaires, qu’il instaure un impôt sur les bénéfices des grandes entreprises. Les banquiers sont furieux et disent que Roosevelt est un communiste qui va tuer l’Amérique. Mais Roosevelt tient bon, il n’a pas tué l’Amérique. Au contraire, au moment où l’Europe allait vers la barbarie, Roosevelt a sauvé la cohésion sociale et sauvé la démocratie, et les États-Unis ont pu aider l’Europe ensuite. Donc, oui, quand on a une vraie ambition, on a un vrai budget.

Quelle est, aujourd’hui, notre ambition, quels sont les moyens que nous nous donnons? J’aimerais ici, avec Bettina Hagedorn – vous représentez le Conseil des chefs d’État et de gouvernement – j’aimerais m’adresser à Mme Merkel et à M. Macron.

Madame Merkel et Monsieur Macron, par votre déclaration du 18 mai, vous avez vraiment eu un effet de catalyse, un effet catalyseur. Vous avez proposé un plan très courageux: 500 milliards de dettes communes pour un plan de relance. Évidemment, au début, il y a quatre pays qui ont dit non, non, jamais. Mais deux mois après, la dynamique était tellement forte que tout le monde était d’accord pour un plan de presque 400 milliards d’investissements. C’était impossible, mais vous l’avez fait, et le Parlement vous en remercie.

De même, si nous voulons trouver les moyens pour avoir plus d’argent pour les hôpitaux, pour le climat, pour la recherche, pour l’emploi, il est encore possible de trouver de nouvelles ressources. Il est possible de lancer très vite – ça fait neuf ans qu’on en parle, ça fait neuf ans que la directive est sur la table, ça fait neuf ans qu’on a fait l’étude d’impact qui montre que c’est possible –, il est possible de créer très vite une taxe les transactions financières avec les pays qui le veulent. Montrez, Madame Merkel et Monsieur Macron, que votre engagement est sérieux.

Madame Merkel, vous voulez absolument un accord sur le climat, un accord ambitieux le 10 et le 11 décembre, et vous avez totalement raison. Cela fait 25 ans que vous vous intéressez au climat – c’était déjà vous qui, à Berlin, aviez accueilli le premier sommet sur le climat, il y a 25 ans. Mais le seul moyen pour avoir un vrai accord ambitieux les 10 et 11 décembre, c’est de débloquer des financements, sinon beaucoup de pays vont bloquer l’accord sur le climat, et c’est dramatique.

Dans le mois qui vient, le Parlement européen propose plein de ressources propres, mais la seule qui est techniquement prête, je le répète (1 200 pages d’étude d’impact), la seule que le Parlement soutient et que de plus en plus de pays soutiennent – la Pologne, la Belgique y étaient hostiles il y a cinq ans et sont maintenant d’accord –, c’est la taxe sur les transactions financières.

Mes amis, l’humanité n’a plus le temps pour des politiques de petits pas. Les climatologues nous disent que l’année 2020 est bien pire que ce qu’ils pensaient. Le dérèglement climatique est en train de s’effondrer et la crise sociale peut nous mener à une crise démocratique. Nous ne savons pas quels sont les pays qui seront encore démocratiques dans cinq ou dix ans si on continue comme ça.

Il est temps de prendre des initiatives fortes. En mai 1950, Adenauer et Schuman, pour éviter la guerre, prennent une initiative historique. Schuman dit: «La paix mondiale ne saurait être préservée sans des efforts créateurs, à la mesure des dangers qui la menacent.» Voilà pourquoi l’Allemagne et la France proposent à leurs voisins une initiative limitée mais décisive.

Une initiative limitée mais décisive, c’est mettre ensemble le charbon et l’acier. Cela faisait des décennies qu’on se faisait la guerre, et en deux semaines seulement, en deux semaines, Schuman et Adenauer ont décidé de mettre ensemble le charbon et l’acier. Adenauer a dit: «Ce fut le plus beau jour de ma vie, j’ai vu le ciel s’ouvrir devant moi.»

Mes amis, je pense qu’on a fait un gros travail pour négocier le budget actuel et qu’il est urgent de le compléter, pour avoir des ressources nouvelles pour le climat, la santé, l’emploi.

Madame Merkel, vous êtes une grande européenne, il est temps de prendre une initiative limitée mais décisive: l’Europe est née avec le charbon et l’acier, elle peut renaître avec un projet climat, santé et emploi financé par une taxe sur la spéculation.

 
   

 

  Olivier Chastel, rapporteur. – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, Chers collègues, de prime abord, je voudrais d’abord évidemment saluer l’accord politique obtenu dans le cadre financier pluriannuel et sur le plan de relance, ainsi que le travail exceptionnel de notre équipe de négociation. Le Parlement européen a su faire bouger les lignes du Conseil: c’est une première, c’est une vraie victoire et nous devons nous en féliciter.

En votant notre proposition de budget pour 2021, nous répondons concrètement aux préoccupations des citoyens européens qui font face tous les jours à une crise sanitaire et économique sans précédent, qui s’inscrit dans la durée, avec une contraction de l’économie de plus de 7 % pour cette année.

Nous ne pouvons pas les décevoir avec des programmes européens rabotés alors qu’ils ne se sont pas encore remis de la première vague de cette crise et qu’ils doivent affronter déjà la seconde.

Quand les États membres prennent des décisions sur de grandes politiques, en matière de santé en matière de recherche, le transfert de ces compétences doit aller de pair avec les moyens financiers et humains adéquats. C’est pourquoi le Parlement européen plaide sans relâche depuis des mois pour un budget ambitieux. Nous demandons, pour le budget 2021, une enveloppe supplémentaire conséquente pour financer les programmes phares de l’Union européenne: Erasmus+, EU4health, Horizon Europe et InvestEU.

Nous voulons pouvoir faire comprendre aux citoyens que la solidarité européenne ne se réduit pas à des slogans, que les valeurs européennes ne sont pas de vains mots, que seule une réelle solidarité dès 2021 permettra d’assurer le financement de réformes structurelles et l’efficacité des politiques de l’Union.

Notre budget, qui correspond à la première année du cadre financier pluriannuel, doit être en mesure de soutenir une facilité pour une relance durable et résiliente de 4 ans. Le Conseil a fait le choix d’une approche arithmétique des montants proposés par la Commission pour 2021 pour plusieurs programmes, se fondant en cela sur la position du Conseil européen et sans dégager de vraies priorités politiques. Les coupes effectuées dans les programmes phares de l’Union, clairement orientés vers l’avenir, comme la transition climatique et numérique, la santé, la recherche ou encore la jeunesse et la culture, compromettent d’ores et déjà les fondements mêmes de cette relance.

Dans ces temps particulièrement difficiles pour l’entrepreneuriat, la jeunesse, le milieu hospitalier, ou la société civile, l’Europe propose une sortie de crise, porteuse de projets collectifs et solidaires. Seule une volonté politique commune nous a permis de conclure un accord politique ambitieux, juste et équilibré sur le prochain cadre financier pluriannuel. Le principe du juste retour est dépassé. La conciliation qui va s’ouvrir le 17 novembre est cruciale et il est tout aussi crucial de l’exploiter pleinement: 21 jours de conciliation dans un esprit constructif et ouvert afin qu’aux termes d’échanges francs et honnêtes, nous répondions aux attentes légitimes des citoyens européens dès 2021.

Nous devons tirer un enseignement de cette crise majeure et bâtir dès à présent les fondements d’une souveraineté européenne sur les plans sanitaire, numérique, industriel et même sécuritaire, pour être à même de traiter les défis actuels et futurs en dégageant des décisions européennes porteuses d’investissements durables et de coopération humaine au service de tous les citoyens européens.

Chers collègues, le budget 2021, c’est aussi le budget de notre institution, le Parlement européen, et d’ailleurs des autres institutions. Il est évident qu’on ne peut bâtir des politiques porteuses d’avenir sans institutions opérationnelles, efficaces, modernes, respectueuses de l’environnement et interactives et donc capables de fonctionner, même en cas de force majeure.

C’est pourquoi, avec mes collègues des 5 principaux groupes politiques, nous avons décidé de restaurer les coupes du Conseil, à la demande des institutions, lorsque celles-ci étaient justifiées car ici aussi, le Conseil a fait des propositions de coupes horizontales et systématiques, sans tenir compte des spécificités des institutions. Adopter une telle démarche aurait nui à leur fonctionnement et amputé d’autant la contribution vitale qu’elles apportent au bon fonctionnement de l’Union, dans ce même état d’esprit.

Et sur base de cette même démarche, nous avons restauré le tableau des effectifs. Enfin, à l’égard des propositions des coupes de la Commission, nous avons considéré dans un nombre limité de cas qu’il était nécessaire de restaurer les estimations de ces institutions.

Et je terminerai, Madame la Présidente, en rappelant qu’un euro dépensé au niveau du budget européen permet d’économiser bien plus qu’un euro dans nos différentes capitales, sur base du principe de subsidiarité budgétaire. Les États membres doivent considérer les versements à l’Union européenne, non comme des dépenses mais bien comme des investissements dans un monde globalisé, où l’Europe doit pouvoir traiter sur un pied d’égalité avec la Chine, la Russie, les États-Unis, grâce à une autonomie européenne indispensable pour défendre les intérêts de nos citoyens et des futures générations.

 
   

 

  Johannes Hahn, Member of the Commission. – Madam President, I’m really grateful for the opportunity to address you even under these very difficult circumstances and I’m also happy to see that Mr Larrouturou is with us and still quite well and I hope it stays like this.

Let me first congratulate all of you on the political agreement concerning the Multiannual Financial Framework, which we all could reach just yesterday. Indeed, it required serious compromises on both sides, but it came just in time, and it shows that the Union is ready to act.

This unprecedented agreement is historic both in size and magnitude. At times, when the epidemiological situation is worsening, and economic forecasting is predicting challenging times for our companies, citizens and regions. This demonstrates the Union’s ability to act.

As you know, the MFF is a pre-condition for having the annual budget and all the programmes adopted. Ultimately, the envelopes for Union programmes depend on the final agreed MFF ceilings.

The Commission will therefore work tirelessly to introduce the budgetary impact of the MFF agreement in the annual budget procedure as quickly as possible.

We were just about to conclude our work on the amending letter but now we are happy to finalise it taking the MFF agreement into account.

I hope that this will enable us to swiftly come to an agreement on the 2021 budget in the conciliation. I think we can all agree that recent agreements should not directly be re-opened, especially considering the sweat and tears that went into this MFF agreement.

Concerning the budget nomenclature, we have, at the technical level, worked proactively with the Parliament and the Council to find the right balance between flexibility and transparency. The amending letter will provide proposals, which should meet the main concerns.

On the substance of the Council and the Parliament position, I would like to address one issue also raised by State Secretary Hagedorn last time when we met in this Chamber few weeks ago. This concerns the proposal to reduce 162 posts in the Commission’s establishment plan of which 140 posts relate to staff increases in the Union’s decentralised agencies.

While we fully share the objective to ensuring the efficiency of our administration, I simply cannot accept the rationale in offsetting increases in posts for decentralised agencies by cutting Commission posts. The decentralised agencies work in areas where Member States agree that resources are better pooled for activities that would otherwise have to be performed by national administrations: border control or food safety are just two examples. The Commission doesn’t perform these tasks and the pooling of national activities in the decentralised agencies has no impact on the workload within the Commission. Therefore, I urge the Council and the Parliament to reconsider their position on this.

Let me just remind you of the next steps in the annual budgetary procedure. Firstly, we will present the aforementioned amending letter by the end of this week. Secondly, we will also present the executability letter in the coming days. It’s one of the Commission’s inputs for the conciliation. The executability letter provides the assessment of the implementability of the amendments proposed by the Parliament and the Council.

I am now fully confident that, after reaching the difficult and important MFF compromise, we will also be able to agree on how to translate it into the 2021 budget.

There’s no margin for failure in the draft budget 2021 calendar. The conciliation, which starts this coming Tuesday, 17 November, is our one and only shot to find an agreement on the next annual budget. Now, the negotiating teams will, with their political agreement on the MFF, pave the way to an agreement on the 2021 budget as well.

We have only these 21 days until December 7 to reach an agreement. So I trust we all understand the heavy responsibility that this places on everyone, because what is an MFF without an annual budget?

Let’s make every single day count and work together proactively and constructively. This is critical if we want the Union’s response to the crisis to continue at full force next year.

I have to say my services and I are available at all times to help this process because, once again, we cannot lose any time and it’s our one and only last shot, if you like, and this is something which has to be fixed in due time in order to really to enable us, starting on 1 January next year to implement what is necessary in the interest of our citizens.

 
   


 

  Charles Goerens, rapporteur pour avis de la commission du développement. – Permettez-moi, Madame la Présidente, de commencer mon discours par deux citations. La première: «L’argent n’est pas tout, mais tout n’est rien sans argent.» Je ne sais pas qui en est l’auteur, mais la seconde citation je peux l’attribuer à Woody Allen, qui a dit: «L’argent est important, ne fût-ce que pour des raisons financières.»

Je crois qu’il a parfaitement raison et, pour nous, l’agent est important, pour des raisons financières et pour des raisons politiques. Nous venons d’adopter notre cadre financier pluriannuel et je tiens à en féliciter toutes nos équipes, qui ont vraiment fait du travail de fond, qui ont réussi à faire bouger les lignes et méritent notre respect. Les prochaines sept années au moins seront marquées par le fruit de leur effort.

Nous avons réussi à faire comprendre aux décideurs politiques qu’il n’est pas question de laisser tomber l’Italie, qu’il n’est pas question de laisser tomber l’Espagne, le Portugal, la France, les pays du Sud, les pays de l’Est. Il y a eu une initiative franco- allemande – et le rapporteur y a fait référence il y a quelques instants – qui a donné l’ampleur politique nécessaire à l’initiative du Parlement européen, qui s’était déjà prononcé auparavant sur un plan de relance très ambitieux. Le seul petit reproche qu’on pourrait peut-être faire à ce plan de relance, c’est qu’il risquerait, avec la deuxième vague de la COVID, de ne pas être suffisant.

Mais, avec les prouesses politique dont nous avons su être capables, je crois que, là aussi, on trouvera une réponse. J’espère que les besoins ne seront pas trop importants, mais en tout cas les réflexes politiques de l’Union commencent à fonctionner. Comme le disait mon amie et collègue Valérie Hayer ce matin, pour la première fois depuis 50 ans, on arrive à créer de nouvelles ressources propres. Ça c’est un vrai succès et, même si cet argent ne rentre pas directement dans le budget, il va nous aider à rembourser les dettes contractées au cours des mois qui suivent.

2021 pourra être une année salutaire, ce sera la première année du cycle budgétaire, ce sera aussi la première année qui sera en quelque sorte un test de résistance pour la nouvelle clause de respect des droits fondamentaux. Il ne faut pas reporter ce test de résistance à 2022. Non, c’est maintenant, parce que c’est dès à présent qu’il faut lutter contre les violations. Elles ont eu lieu, elles ont encore lieu et, quand j’entends les discours politiques de certains États membres, elles ne sont pas en voie de disparaître, ces violations, donc on va devoir être très vigilants.

Finalement, en ma qualité de corapporteur sur le NDICI, j’aimerais dire que 2021 pourra aussi être la première année où le Parlement européen pourra bénéficier de nouvelles prérogatives politiques en matière de programmation. Je crois que notre Parlement a son mot à dire, et devra avoir son mot à dire sur la programmation budgétaire du prochain cycle dans le cadre de nos relations extérieures.

 
   

 

  Margarida Marques, relatora de parecer da Comissão dos Assuntos Económicos e Monetários. – Senhora Presidente, Senhor Comissário, hoje debatemos o orçamento de 2021 mais seguros. Conhecemos, desde ontem, o orçamento da União Europeia para os próximos sete anos.

As últimas previsões económicas apontam para uma queda do PIB na zona euro acima de 7 %. 2021 vai continuar a ser um ano muito incerto, com consequências ainda não mensuráveis.

Esta semana, duas notícias deram esperança a um 2021melhor e de melhor prosperidade: uma vacina num horizonte curto, depois do sucesso de testes anunciado; um acordo político de um quadro financeiro reforçado, relativamente às conclusões do Conselho Europeu de julho e superior ao atual quadro 2014-2020. Um acordo que prevê novos recursos próprios alinhados com as prioridades políticas da União Europeia.

Há que apostar na reforma, com investimento e criação de emprego. Uma retoma que deve proteger e inovar: proteger os que têm sido mais afetados por estas incertezas (mulheres, jovens, crianças, trabalhadores precários); inovar na economia.

Desta vez, não cometemos os erros da última crise. Uma sociedade mais desigual é uma sociedade com menor confiança, mais instável, insegura e sujeita a radicalismos que rejeitamos.

Há que apostar no futuro, nas novas gerações e assegurar a transição climática e no digital. A Europa está a mostrar ter visão. Os mercados financeiros reconhecem; os cidadãos renovam confiança.

Este orçamento para 2021é a porta de entrada para o contributo da União Europeia para a recuperação económica e social, mas tem um desafio fundamental: a entrada em vigor do Quadro Financeiro Plurianual e, consequentemente, dos programas europeus em 1 de janeiro e, para isso, há ainda um longo calendário a cumprir, designadamente, na negociação dos regulamentos dos programas.

 
   


 

  Leszek Miller, sprawozdawca IMCO. – Pani Przewodnicząca! Kryzys pandemii koronawirusa poważnie dotknął niemal wszystkie sektory gospodarki europejskiej. Stajemy obecnie w obliczu nawrotu tej pandemii, co jedynie pogłębi istniejące problemy społeczno-ekonomiczne.

W tym kontekście warunkiem ożywienia gospodarczego jest konieczność pilnego i efektywnego dofinansowania małych i średnich przedsiębiorstw. Pomimo że prace nad nowymi ramami finansowymi nie zostały jeszcze sfinalizowane, uważam, że nowy budżet powinien być silnym centrum finansowania zrównoważonego rozwoju, innowacji, infrastruktury strategicznej i transformacji cyfrowej. Dzięki temu jednolity rynek będzie silniejszy i bardziej odporny.

Istnieje w tej mierze szczególna potrzeba stworzenia synergii między programem na rzecz jednolitego rynku a funduszem odbudowy w celu uruchamiania niezbędnych inwestycji.

Kryzys związany z COVID-19 uwidocznił zależność jednolitego rynku od globalnych łańcuchów dostaw i producentów, a także niebezpieczeństwa związane z brakiem bezpieczeństwa produktów. Kluczowe znaczenie ma zatem opracowanie solidnej polityki konsumenckiej, która zapewni konsumentom właściwy poziom ochrony.

Odbudowa zaufania obywateli Unii do rynku jest kluczem do pobudzenia popytu i ożywienia gospodarczego. Uważamy, że projekt budżetu na 2021 r. stwarza takie szanse.

 
   

 

  Markus Ferber, Verfasser der Stellungnahme des mitberatenden Ausschusses für Verkehr und Tourismus. – Frau Präsidentin, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! Wir haben alle gemeinsam große Pläne, wenn es um Verkehrspolitik geht: Digitalisierung, Automatisierung, Reduktion der Emissionen. Dafür braucht es aber auch Geld. Unser Problem ist heute, dass die Ansprüche groß sind und der Geldbeutel klein ist. Das ein bisschen zusammenzubringen, war unser Interesse.

Nehmen wir nur ein Beispiel, alternative Infrastruktur: Es gibt heute in der gesamten Europäischen Union 125 Wasserstofftankstellen – 125! Es gibt ein bisschen mehr als 20 000 schnelle Ladestationen. Die Kommission hat selber gesagt, dass wir bis zum Jahr 2025 eine Million schnelle Ladestationen brauchen – etwas mehr als 20 000 haben wir zurzeit. Nur um mal ein paar wenige Beispiele zu benennen, wie groß der Bedarf an Investitionen im Infrastrukturbereich ist.

Deswegen haben wir im Verkehrsausschuss Anträge eingebracht, die Fazilität „Connecting Europe“ zu erhöhen, eine stärkere Finanzierung der Flugsicherheitsagentur, eine stärkere Finanzierung der Europäischen Agentur für die Sicherheit im Seeverkehr sowie die Finanzierung eines Pilotprojekts für mehr Transparenz in der öffentlichen Auftragsvergabe. Und ich hoffe, dass das auch in den Verhandlungen durchgesetzt wird.

 
   

 

  Younous Omarjee, rapporteur pour avis de la commission du développement régional. – Madame la Présidente, le budget de l’Union pour 2021 doit être réajusté pour pleinement tenir compte de la pandémie de COVID-19. Notre commission REGI rappelle le rôle central que la politique de cohésion jouera en 2021 dans l’atténuation des incidences économiques et sociales de la COVID, ainsi que dans la reprise à l’issue de la pandémie.

Nous rappelons aussi la contribution tout à fait essentielle de la politique de cohésion dans les réponses d’urgence qui ont déjà bénéficié aux régions d’Europe, à travers les règlements CRII et CRII Plus que nous avons adoptés ici, en plénière, pour l’utilisation des fonds ESI en réaction à la pandémie. Nous relevons aussi que la mise en place de ces mesures entraînera un besoin accru de crédits de paiement, dont il faudra tenir compte dans le budget pour l’exercice 2021 si nous voulons, Monsieur le Commissaire Hahn, que tous les projets engagés soit payés.

Nous nous félicitons également de la création du programme REACT-EU, qui mettra des fonds supplémentaires à la disposition du FEDER, ainsi que du FSE et du FEADER. Nous arrivons quasiment au terme du trilogue en cours sur REACT-EU. Nous aurons un trilogue d’accord final la semaine prochaine, les délais sont tenus et des fonds REACT-EU pourront ainsi se déployer en temps et en heure.

Enfin, nous considérons que l’instrument de relance de l’Union européenne est une étape importante vers une relance équitable et durable. Toutefois, nous redoutons, compte tenu des libertés accordées aux États membres, que les objectifs de cohésion, et notamment de réduction des fractures territoriales, ne soient perdus en cours de route.

 
   

 

  Martin Hlaváček, rapporteur for the opinion of the Committee on Fisheries. – Madam President, as the representative of the Fisheries Committee, I’m observing the developments of the proposed budget with great concerns. The 2021 budget is of particular importance for the entire fisheries and aquaculture sector, and it comes at a time of severe economic instability.

The new European Maritime and Fisheries Fund (EMFF) should help the sector to meet the new objectives of the EU, in particular, to deliver on the Green Deal, and that comes with significant costs. This alone would have well justified an increase in the budget for 2021 but, not only is the budget in decline, but the sector is in difficulty and facing unprecedented crisis.

The sector is suffering from the consequences of the massive drop in demand for fisheries and aquaculture product throughout Europe. We don’t even know yet how many waves of lockdowns will hit Europe, we don’t know how long and often restaurants and hotels will remain closed in the majority of Member States, with substantially reducing demand for fisheries and aquaculture products and business opportunities for our fishermen.

The amounts proposed by the Commission are well below what is needed: a drop by 13.5% in comparison to 2020. The Council position is even worse. This is simply irregular, irresponsible and unacceptable for us in the Fisheries Committee. This is why the text proposed by our committee for the plenary raises direct management for the EMFF. It would bring it in line with Parliament’s original position on the multiannual financial framework (MFF) and also it would help the sector and those in need to act fast and get help very fast. This is why we in the European Parliament must vote in defence of our fisheries sector and in favour of the amendments presented by the Fisheries Committee. Only this could help equip the EMFF with the real strike for 2021.

 
   

 

  Romeo Franz, Verfasser der Stellungnahme des mitberatenden Ausschusses für Kultur und Bildung. – Frau Präsidentin! Ich begrüße zwar den Durchbruch bei den MFR-Verhandlungen und insbesondere, dass es für die kommenden sieben Jahre und somit auch für den Haushalt 2021 etwas mehr Mittel für zukunftsorientierte Programme geben soll. Aber die Erhöhungen der Mittel liegen weit hinter den Parlamentsforderungen, nämlich das Budget für Erasmus+ zu verdreifachen und das für Kreatives Europa zu verdoppeln.

Beide Programme sind sowohl für den gesellschaftlichen Zusammenhalt als auch für die wirtschaftliche Entwicklung der Union als strategische Investition in die Zukunft von großer Bedeutung. Bildungsmöglichkeiten, der Jugendaustausch sowie kulturelle Zusammenarbeit sind wichtige Bausteine, um offene, tolerante und inklusive Gesellschaften zu fördern, und sehr effektive Mittel, um unsere Demokratie zu stärken, Rassismus, Nationalismus und Ungleichheit zu bekämpfen.

 
   

 

  Antonio Tajani, relatore per parere della commissione per gli affari costituzionali. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, viviamo una crisi senza precedenti. Le risposte che l’Unione europea dà ai cittadini sono decisive per il nostro futuro, per le famiglie e per le imprese e, oggi più di ieri, sono convinto che dobbiamo costruire un ponte tra istituzioni e cittadini, perché l’Europa lavora per loro e per noi.

Questo è stato evidenziato nella relazione in cui la commissione per gli affari costituzionali indica alcune priorità chiare.

Primo: l’aumento dei fondi dedicati a promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini nella vita democratica dell’Unione.

Secondo: l’inserimento di un capitolo di spesa dedicato alla conferenza sul futuro dell’Europa. Se non ci sono finanziamenti, non è possibile realizzare la conferenza, e bene ha fatto la Commissione esecutiva ad aumentare in modo significativo gli investimenti per i servizi di comunicazione, ma serve un ulteriore sforzo dedicato alla lotta contro la disinformazione.

Io credo che si debba anche aumentare il fondo a disposizione delle rappresentanze della Commissione e degli Uffici di collegamento del Parlamento negli Stati membri.

L’accordo raggiunto ieri tra Consiglio e Parlamento riafferma la centralità di questa Assemblea come organo che ha controllo sulla procedura di bilancio, e la commissione per gli affari costituzionali ritiene quindi fondamentale garantire la trasparenza dei nostri bilanci.

Chiediamo, quindi, non solo che il Parlamento faccia un’analisi delle varie fasi di attuazione del bilancio ma anche una pubblicazione regolare di come i fondi vengono spesi e di quali risultati vengono conseguiti.

 
   


   

VORSITZ: OTHMAR KARAS
Vizepräsident

 
   

 

  Angelika Winzig, im Namen der PPE-Fraktion. – Herr Präsident, Herr Kommissar, geschätzte Kolleginnen und Kollegen! Das EU-Budget 2021 steht im Schatten der Corona-Pandemie, des EU-Langzeitbudgets und des neuen Aufbauplans und unterscheidet sich somit von den bisherigen.

Eines bleibt jedoch immer gleich, nämlich unsere Pflicht als Abgeordnete zum sparsamen und effizienten Umgang mit den Steuergeldern unserer Bürgerinnen und Bürger. Die finanziellen Mittel sind nicht dafür da, Versäumnisse der Vergangenheit in den Mitgliedstaaten aufzuholen, sondern sie müssen in unsere definierten Ziele fließen. Investitionen in Forschung, Innovation, Bildung, Digitalisierung, in die Wettbewerbsfähigkeit unserer europäischen Betriebe, in die Versorgungssicherung durch unsere Landwirte, aber auch in die allgemeine Sicherheit garantieren eine hohe Lebensqualität für unsere Bürgerinnen und Bürger und halten uns auf Augenhöhe mit den anderen Weltmächten. Rechtsstaatlichkeit als Garant für Demokratie muss die DNA der Europäischen Union sein, und daher ist ein kausaler Zusammenhang zwischen Mittelvergabe einerseits und Einhaltung unserer Werte zwingend.

Unsere starke europäische Wertegemeinschaft ist nicht unverwundbar, das mussten wir leider letzte Woche in Wien durch diesen Terroranschlag erkennen. Mein aufrichtiges Beileid gilt daher den Familien und den Freunden der Opfer. Protecting the European way of life, der Arbeitsauftrag der Europäischen Kommission, bedingt daher auch ein gemeinsames europäisches Vorgehen gegen rechten und linken Extremismus sowie gegen den politischen Islam. Mehr denn je ist es jetzt wichtig, unsere europäischen Werte, unser System zu verteidigen.

Herr Präsident Sassoli, eine Bitte hätte ich noch: Bitte schaffen Sie auch für uns die Möglichkeit, in der Region an der Debatte teilzunehmen. Es macht wenig Sinn, wenn alle Abgeordneten jetzt in die Hauptstädte pilgern.

 
   

 

  Nils Ušakovs, on behalf of the S&D Group. – Mr President, the EU budget 2021 will be the first one of the new MFF. It will also become the first sign and symbol of European ambitions for the next seven years.

I will start with key programmes. Enhancing Horizon Europe is highly important to boost the digital transformation. This is pretty straightforward. The COVID crisis has shown us all how much we depend on technologies – technologies which are both not perfect and not equally available to every EU country and every European.

Investment in research and innovation must both bring new advanced solutions and narrow the gap between Member States, regions and social groups. Fighting digital inequality will in future be as crucial as fighting social or any other inequalities we are dealing with right now.

As part of the overall MMF deal, the flagship programme Horizon Europe will receive an additional EUR 4 billion for research and innovation – which is great news for European scientists – and that means we have to stand for a corresponding increase in annual allocation for 2021 already.

The COVID crisis has proved once again that medical workers and healthcare systems are probably as important as military personnel and armies. Our enemy right now is invisible and we need medicine and vaccines, rather than guns and bombs, to defeat it. EU4Health is the answer to major cross-border health threats and one of the much-needed steps to create a European Health Union.

An additional EUR 3.4 billion as part of the MFF triples the budget of the programme. We all understand that in order to meet current challenges and to prepare for future ones, we need to increase financing for 2021 significantly. This budget is crucial in order to increase the quality of healthcare systems around Europe and their affordability and of course in order to deal with inequalities between Member States and regions.

Another of the enhanced 15 flagship programmes to mention is Erasmus+. It is our strategic investment – investment in our youth, in social cohesion, in European integration. It is investment in our values, identity and heritage that we wish to pass on to future generations. The investment means EUR 2.2 billion of additional money for the next 7 years, and at least EUR 165 million next year. At the same time I would like to outline that Europe can afford much more for its values.

The 2021 budget is a good tool in helping us in both enhancing and rethinking the way European institutions work during the COVID crisis and after it, when the ‘new normal’ will arrive. Starting with the European Parliament itself, all the institutions are fighting with the challenges of teleworking in 24 different languages, with different quality of internet and technical advancement around the continent. Nevertheless, they all work hard, bringing Europeans and their ideas together, like for instance the Committee of the Regions or the European Economic and Social Committee.

Our experience from previous economic crises tell us, ‘cut down the estimates for institutions’. That is not the case this time. The estimates for the other institutions and agencies take into account both the tasks to be performed next year and the level of possible transformation that each institution may go through, finding the best suitable way to work in future.

I wish us all good luck in the forthcoming negotiations with the Council.

 
   

 

  Valérie Hayer, au nom du groupe Renew. – Monsieur le Président, Monsieur le Commissaire, chers collègues, voilà que la mère de toutes les batailles s’achève et déjà une nouvelle joute budgétaire démarre, la première de ce nouveau cadre, renforcé par nos soins pas plus tard qu’hier.

Beaucoup a déjà été dit aujourd’hui, je n’irai pas dans le détail de ces renforcements supplémentaires espérés dans ce texte. Je me contenterai de rappeler que la Commission – Monsieur le Commissaire, vous l’avez rappelé – rectifiera sa proposition sur la base de l’accord trouvé hier. Et, indubitablement, il devra y avoir des ajustements.

Au-delà des chiffres, l’important c’est, ce sera le message politique que nous enverrons: quelles priorités pour l’Union en 2021? L’Union qui souffrira encore des effets de la pandémie.

Personnellement, je pense qu’il faut un budget qui se concentre sur la relance, une relance intelligente, verte, numérique et solidaire. C’est cette relance qui nous ramènera la prospérité et qui protégera les plus vulnérables d’entre nous. Alors, oui pour mettre le paquet sur la santé et la recherche et l’innovation. Nos économies ne s’en porteront que mieux et nos emplois pourront ainsi être démultipliés. Mais où trouver l’argent?

Moins de TVA, nos droits douanes ont diminué à cause du ralentissement de nos échanges commerciaux et, il faut le dire, à cause des 5,5 milliards que nous laissons aux États membres pour faire le job, pour remplir de la paperasse, contrôler les marchandises, un job bien trop grassement payé, sans aucun doute. Mais il faut ce qu’il faut pour acheter le consentement à l’Europe de certains chefs d’État et de gouvernement.

Résultat, pour 2021, nous devrons encore faire la manche auprès des États pour ajuster nos finances. Heureusement, chers amis, tout cela sera bientôt de l’histoire ancienne. Notre combat collectif pour la création de nouvelles recettes a été décisif. Elles seront créées, nous aurons demain un mécanisme d’ajustement carbone aux frontières, une taxe sur les géants du numérique, une taxe sur les transactions financières.

Pierre n’est plus là mais je l’invite à travailler ensemble pour que cette taxe arrive à bon port. Ces ressources propres, une fois créées, permettront à l’Union de s’assumer en responsabilité. C’est la vision que je porte, que nous portons et que nous porterons jusqu’au bout. Merci Pierre, merci Olivier pour ce travail de longue haleine.

 
   

 

  Joachim Kuhs, im Namen der ID-Fraktion. – Herr Präsident! Lieber Herr Kommissar Hahn, liebe Kolleginnen und Kollegen, erlauben Sie mir auch zuerst eine persönliche Bemerkung, wie es auch Frau Winzig gerade eben am Schluss ihrer Rede gesagt hat: Ich halte diese Regelungen derzeit, dass man in seinem Land nur an einem oder zwei Orten hier reden darf, für sehr, sehr behindernd. Und ich wünschte mir, wir könnten hier bald wieder zu einer anderen Lösung finden und zur Plenartagung zurückkehren, wie wir es gewohnt sind. Das ist wirklich ein faktischer Ausschluss eines der Parlamentarier aus dem Parlament, und wie soll die Arbeit gemacht werden? Ich sehe da ein großes Problem, und ich kann das auch wirklich nicht anders beurteilen, als ein Zitat meiner Gruppe zu anzubringen: „Die Fernteilnahme ist leider angemessen und kein angemessener Ersatz für tatsächliche Anhörungen und Debatten.“ Wir können das auf Dauer nicht ertragen. Deshalb bitte ich darum, dass wir uns diesen Punkt wirklich zu Herzen nehmen.

Neben dieser Entmachtung des Parlaments auf der einen Seite steht, wenn es um den Haushalt jetzt geht, eine gewisse Selbstermächtigung des Parlaments. Warum nenne ich das so? Nun, selbst der Ratspräsident, Herr Michel, hat vor Kurzem, vor drei Wochen noch gesagt: Bitte hören Sie auf, immer weiter Geld zu fordern von uns. Wir können das letztendlich nicht leisten.

Jetzt hat man heute diese sechzehn Milliarden bekommen, aber im Grunde genommen dreht man die Aufgabe eines Parlaments als Wächter des Haushalts völlig auf den Kopf. Normalerweise sollte man als Haushaltsausschuss auch dafür sorgen, dass eben mit dem Geld sparsam und wirtschaftlich umgegangen wird. Hier erfolgt genau das Gegenteil: Man nutzt die bestehenden Krisen – die leider Gottes da sind – und gewissermaßen im Windschatten dieser Krisen hängt man sich dran und fordert mehr und mehr und mehr Geld und bläht diesen Haushalt wirklich auf, bis er fast nicht mehr zu tragen ist und zum Platzen kommt. Und das ist ein großes Problem.

Und ein weiteres Problem, das nicht angesprochen wird, ist die Frage: Wo nehmen Sie denn das Geld her? Die Einnahmen werden leider nicht im nächsten Jahr fließen, sondern die 46 Milliarden, von denen Frau Marques, oder wer das war, gesprochen hat, diese werden doch erst in fünf Jahren eintreffen. Im nächsten Jahr haben wir nur eine der sechs neuen own ressources, nämlich diese Plastikabgabe für Verpackungen. Glauben Sie wirklich, dass mit diesem Geld die ganzen Programme, die Sie jetzt neu auflegen wollen, damit gefördert werden können? Das ist völlig unmöglich.

Wir müssen wieder zurück zu einer gesunden, normalen Haushaltsführung. Wir müssen wieder das tun, was einem Haushaltsgesetzgeber ansteht: Er muss die Kommission kontrollieren, den Rat beschneiden –auch in seinen Ansprüchen –, er muss schauen, dass das Geld in der Tasche bleibt, sonst kommt die Retourkutsche. Spätestens nächstes Jahr – in Deutschland ein Superwahljahr – wird der Wähler sich dafür entscheiden, dass er sagt: Wenn ich das Loch in meinem Haus, in meiner Tasche spüre, dann werde ich künftig diesem jetzigen Parlament nicht mehr mein Vertrauen schenken.

 
   

 

  David Cormand, au nom du groupe Verts/ALE. – Monsieur le Président, chers collègues, tout d’abord merci aux rapporteurs, Monsieur Larrouturou et Monsieur Chastel, sur ce projet de budget 2021. Cela a été dit, c’est le premier qui s’inscrit dans un cycle de budget pluriannuel dont nous avons débattu plus tôt dans l’après-midi.

Le message que je souhaite adresser, c’est qu’il est urgent de ne plus attendre en matière de transition écologique. Nous savons qu’il nous reste une dizaine d’années pour agir et changer les choses, alors il est temps d’accélérer.

Dans ce budget, il y a des avancées qui sont très positives de ce point de vue-là, avec les 30 % climat, 10 % biodiversité, avec aussi l’idée, évidemment, de ne pas utiliser les pourcentages restants du budget pour détruire ce que l’on met en œuvre avec les critères climat et les critères biodiversité. C’est l’un des sujets sur lesquels nous serons amenés à continuer de débattre.

Dire également que, dans ce rapport, il y a ce pourcentage de 60 % qui s’inscrit dans la logique des 60 % de baisse des rejets de gaz à effet de serre à échéance 2030, rappeler que c’est 65 % qu’il faudrait, c’est l’esprit de l’amendement que j’ai présenté. Également augmenter le budget de la direction générale environnement du Parlement pour pousser et travailler sur la transition écologique.

Et puis, dans la logique de transparence, nous avons parlé du budget qui va être nécessaire pour le vaccin COVID. Un amendement a été proposé également pour qu’il y ait de la transparence dans ces méga-contrats, c’est très important.

Pour conclure, dire que nous nous inscrivons donc dans cette volonté d’urgence à agir. Les “plus tard” d’aujourd’hui seront les “trop tard” de demain si nous n’agissons pas maintenant. L’administration du président Biden, qui vient d’être élu, a un projet de 2 000 milliards de dollars pour la transition verte. Nous sommes très loin du compte et il faut donc bien cibler les dépenses qui sont les nôtres.

 
   

 

  Bogdan Rzońca, w imieniu grupy ECR. – Panie Przewodniczący! Rozmawiamy dzisiaj o budżecie na 2021 r.: rzeczywiście bardzo ważna sprawa. Ten budżet jest powiązany z wieloletnimi ramami finansowymi i z narzędziem służącym odbudowie.

Na pewno mamy wszyscy świadomość, że Europa przechodzi kryzys ekonomiczny, kryzys związany z pandemią, ale też z bezpieczeństwem mieszkańców Unii w ogóle. Z drugiej strony jednak mamy 15 bardzo aktywnych sztandarowych programów, o których mowa w rezolucji z 23 lipca tego roku. Znalazły się wśród nich programy na rzecz służby zdrowia, instrument „Łącząc Europę”, program „Horyzont Europa”, InvestEU, Fundusz na rzecz Sprawiedliwej Transformacji, Europejski Instrument Sąsiedztwa. Wszystkie te sztandarowe programy są niezwykle istotne z punktu widzenia rozwoju Europy. I chcę tu bardzo wyraźnie powiedzieć, że m.in. dlatego ECR będzie głosował za kompromisem w sprawie poprawek budżetowych.

Natomiast jest pewien problem z rezolucją. I tutaj od razu powiem, że wstrzymamy się od głosu, dlatego że naszym zdaniem cele klimatyczne na poziomie 60% do 2030 r. są niewykonalne i będą bardzo dużo kosztować Unię Europejską. Także wprowadzenie w życie mechanizmu praworządności narusza solidarność europejską. W rezolucji znalazł się również postulat zwiększenia środków budżetowych wspierających prawa seksualne i reprodukcyjne i to się nam też nie podoba, dlatego wstrzymamy się od głosu.

 
   

 

  Δημήτριος Παπαδημούλης, εξ ονόματος της ομάδας GUE/NGL. – Κύριε Πρόεδρε, η πανδημία, με το σφοδρό δεύτερο κύμα της, στέλνει ένα ηχηρό μήνυμα κινδύνου αλλά και ένα σήμα στην Ευρωπαϊκή Ένωση. Χρειαζόμαστε περισσότερη και καλύτερη Ευρώπη για να μπορέσουμε να πετύχουμε την υποστήριξη της δημόσιας υγείας, μια βιώσιμη και ισχυρή ανάκαμψη της οικονομίας το 2021 και για να υλοποιήσουμε τους στόχους που έχουν τεθεί. Γι’ αυτό, το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο διεκδικεί για το 2021 έναν προϋπολογισμό πιο ισχυρό, πιο φιλόδοξο, πιο κοινωνικά προσανατολισμένο απ’ ό,τι η πρόταση της Επιτροπής και πολύ περισσότερο σε σύγκριση με τις περικοπές που κάνει το Συμβούλιο στην πρόταση της Επιτροπής. Γι’ αυτό, στηρίζουμε την έκθεση Larrouturou και Chastel ως πολιτική ομάδα· γιατί διεκδικεί έναν τέτοιον προϋπολογισμό. Ελπίζω ότι η έγκριση της έκθεσης Larrouturou και Chastel με μια μεγάλη πλειοψηφία θα δώσει και μια ώθηση στον τριμερή διάλογο, προκειμένου η Επιτροπή και το Συμβούλιο να κάνουν βήματα προς την πλευρά των απόψεων του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου για να στηρίξουμε τις πολιτικές συνοχής, τους αγρότες και την ισότητα των φύλων, σε συνδυασμό με την αναγκαία προσπάθεια για τους κλιματικούς στόχους και την ψηφιοποίηση της οικονομίας. Για να στηρίξουμε την απασχόληση και να εργαστούμε αποτελεσματικά —στην πράξη και όχι στα λόγια— για την καταπολέμηση των αυξανόμενων ανισοτήτων.

 
   

 

  Ivan Vilibor Sinčić (NI). – Gospodine predsjedavajući, kad govorimo o proračunu za 2021. godinu, govorimo o prvoj od sedam godina koje nam dolaze u sedmogodišnjoj financijskoj ovojnici. Kad govorimo o proračunu za 2021. godinu govorimo o povratu sredstava koje smo uplatili u Europu, u europski proračun. Proračun nije dobar. Htio bih navesti recimo program Horizon 2030 koji je trebao imati i do 140 milijardi eura u sedam godina. Njega ste srezali na samo 85 milijardi i to, ironično, jučer, na Svjetski dan znanosti za mir i razvoj.

No da spomenemo i način na koji se novac troši, odnosno na koji se kontrolira njegova potrošnja. Imao sam osobno čast nekoliko tjedana biti u Bugarskoj i njihovom glavnom gradu Sofiji gdje sam imao priliku govoriti. Imao sam čast govoriti pred desecima tisuća prosvjednika koji su već četiri mjeseca prosvjedovali protiv bugarske vlade. Građani su bili ogorčeni što Europska unija, sad već 13 godina od ulaska Bugarske u Europsku uniju, financira bugarski establišment. U isto vrijeme Bugarska je, nažalost, među najsiromašnijim zemljama u Europi.

I moja je Hrvatska odmah uz bok Bugarskoj među najsiromašnijim zemljama u Europi, i u Hrvatskoj su građani ogorčeni na koji se način troši novac iz europskih fondova. U Hrvatskoj de facto nema učinkovite kontrole sredstava iz europskih fondova. Kad se uoči neka nepravilnost, to se prijavi OLAF-u. OLAF to spusti na nacionalno tijelo, na AFCOS, koje je dio Ministarstva financija i prema njihovim vlastitim tvrdnjama, oni nemaju mehanizme da kontroliraju kako se troši taj novac. Oni šalju upit hrvatskom Državnom odvjetništvu koje je tradicionalno neučinkovito, s jedne strane, i s druge strane, samom tom tijelu koje raspisuje natječaje, da kontrolira samo sebe. Dakle, pita se lopova je li on lopov. On odgovara da nije lopov i zaključi se da je sve u redu s tim novcima. Umjesto da se rasipava novac na ovaj način, bolje bi bilo da smo otvorili program univerzalnog temeljnog dohotka i da smo taj novac podijelili građanima.

 
   

 

  José Manuel Fernandes (PPE). – Senhor Presidente, Caro Comissário, Caras e Caros Colegas, não podemos falhar. 2021 tem de ser o ano do relançamento da economia, do restabelecimento da confiança, da promoção, da coesão territorial, económica e social e, em simultâneo também, da convergência, do reforço da nossa competitividade e da nossa produtividade, para criarmos emprego, criarmos riqueza e podermos ter um Estado social ainda mais forte.

Não nos faltam recursos financeiros e é preciso que sejam bem utilizados e que haja complementaridade e sinergias. Vamos ter o próximo Quadro Financeiro Plurianual em execução em 2021, o Fundo de Recuperação e, ainda, aquilo que ainda não foi totalmente utilizado do Quadro Financeiro Plurianual atual. Por exemplo, no meu país, teremos cerca de 11 mil milhões de euros de Portugal 2020, teremos cerca de 33 mil milhões de euros de Portugal 2030, do próximo Quadro Financeiro Plurianual, mais 15,4 mil milhões de euros do Fundo de Recuperação.

Todos estes recursos têm de ser geridos com o objetivo de se atingir metas. Têm de ser geridos de forma a que tenham sinergias. É preciso que se olhe para a sua complementaridade. É essencial que esse trabalho seja feito.

O orçamento da União Europeia, que é um importante instrumento, espero que o Conselho não o veja como uma despesa, mas que o veja como um investimento, porque o normal, o habitual, é o Conselho olhar para um orçamento que é pequeno, mas que tem um enorme valor acrescentado, mas não reconhecer um importante instrumento para a União Europeia.

 
   

 

  Carmen Avram (S&D). – Domnule președinte, anul 2021 nu e un an ca oricare altul. El nu e doar primul an din cadrul unui exercițiu financiar multianual, el e cel dintâi an din istoria bugetelor multianuale europene în care trebuie nu doar să privim spre viitor, ci să și reparăm pagubele fără precedent create de cea mai mare criză sanitară din ultimul secol. Nu numai atât, dar e și anul care trebuie să ne așeze pe traiectoria noului pact ecologic.

De aceea, în calitatea mea de raportor din umbră pe opinia AGRI asupra bugetului 2021, am condamnat scăderea cu 7,4% a bugetului din primul pilon al politicii agricole comune.

Dar, cel mai important, am cerut ca banii din Next Generation EU, care le revin fermierilor europeni greu încercați, să fie puși la dispoziția lor încă de la începutul anului viitor. Nu e vorba despre un privilegiu, ci despre obligația noastră de a ne asigura că sutele de milioane de europeni vor avea hrană sănătoasă și accesibilă la preț în fiecare moment, indiferent de ce se va mai întâmpla. Iar pentru a asigura acest lucru, fermierii noștri trebuie să-și revină foarte repede după criza provocată de pandemie, cu atât mai mult cu cât începând din 2021 le cerem deja, prin Green Deal, să producă la standarde tot mai înalte.

Și tot o datorie a noastră este să grăbim procesul de inovare și cel de digitalizare, astfel încât sectorul agroalimentar să se poată ridica la standardele impuse fără a suferi noi pierderi. Dar, în paralel, statele membre trebuie să facă și ele tot posibilul ca acel lanț scurt de care vorbește Farm to Fork să prindă viață și să fie respectat, iar marfa producătorilor noștri să ajungă acolo unde îi este locul, în piețe și pe rafturile retailer-ilor, fără taxe exagerate și bine camuflate.

 
   

 

(Die Aussprache wird unterbrochen.)

 

26. Announcement of voting results: see Minutes

27. General budget of the European Union for the financial year 2021 – all sections (continuation of debate)


 

  Maxette Pirbakas (ID). – Monsieur le Président, en tant que députée des outre-mer, je tenais, ce jour, à m’exprimer sur la situation des cinq territoires des DOM français à travers le budget général de l’Union européenne.

Je constate que le Parlement européen continue de dépenser, chaque année, des millions d’euros dans la construction de nouveaux bâtiments, finance des États qui appellent au boycott de nos produits français, comme par exemple la Turquie ou la Jordanie, ce qui pénalise nos agriculteurs français.

Je vous rappelle que certains de mes compatriotes ultramarins sont encore en grande difficulté pour accéder à l’eau potable en 2020, à ce jour, au sein même de l’Union européenne!

Sur le programme d’options spécifiques à l’éloignement et à l’insularité, c’est-à-dire le POSEI, j’appelle la Commission européenne et le Conseil à ne pas diminuer ce programme, qui s’élève aujourd’hui à 280 millions d’euros annuels pour la France. J’attire votre attention sur le fait que le POSEI maintient l’équilibre entre la distance, l’insularité et les coûts supplémentaires qui incombent à une île. Il nous permet de financer de grands projets de politique agricole locale et nationale, afin de garantir une souveraineté alimentaire pour nos îles et nos régions.

Concernant le fonds européen pour les affaires maritimes et la pêche, le FEAMP, il faut que la proposition visant à instaurer un plafond de 50 % du plan de compensation des surcoûts – à laquelle la France est aussi opposée – soit rejetée, car sinon ce seraient des aides directes en moins à destination des marins pêcheurs ultramarins.

Il ne faut pas oublier non plus que la politique de cohésion de l’Union a un but: réduire les inégalités régionales et sociales au sein de l’Union européenne. Alors, il serait temps d’agir concrètement pour nos îles et nos régions françaises, aller vers plus de simplification administrative, de flexibilité, d’accessibilité pour chaque aide européenne pour nos territoires.

Aujourd’hui, le tournant écologique que certains essaient de donner au budget de l’Union européenne doit découler vers de grandes politiques de relocalisation et de protection des filières, comme les filières agricoles, de la pêche ou de l’artisanat. Il faut que ce budget s’oriente vers la défense de la pêche traditionnelle, de l’agriculture familiale, qu’il aille vers plus d’identification géographique protégée mais aussi vers plus de protectionnisme intelligent et moins de traités de libre-échange, qui pénalisent nos agriculteurs.

Nous savons aujourd’hui que l’Europe est déjà un continent très écologique, très propre, avec de nombreux secteurs innovants. Alors, pourquoi continuons-nous à mettre des bâtons dans les roues de nos agriculteurs, de nos pêcheurs et de tous ceux qui participent à notre économie et qui nous nourrissent?

Ensemble, allons vers une Europe au service des nations, des territoires qui la composent, à commencer par les régions ultrapériphériques, ces territoires lointains qui font rayonner l’Europe…

(Le Président retire la parole à l’orateur)

 
   


 

  Sandra Pereira (GUE/NGL). – Senhor Presidente, no momento em que assistimos ao agravamento da situação económica e social e às consequências da COVID-19, exigia-se uma resposta sem precedentes. As medidas até agora adotadas pela União Europeia estão longe de responder à dimensão dos problemas e este orçamento não é exceção.

Em vez do necessário aumento e do reforço da sua função redistributiva, persistem os cortes na coesão e na agricultura e a ausência da promoção de uma efetiva convergência no progresso económico e social entre os Estados-Membros, optando por aumentos no militarismo, na consolidação da UE-Fortaleza e no intervencionismo externo.

Impunham-se medidas que, livres de condicionalidades e constrangimentos das políticas da União Europeia, contribuíssem para o apoio às estratégias de desenvolvimento dos Estados, para a promoção do investimento público, o apoio aos sectores produtivos estratégicos, aos serviços públicos, à criação de emprego com direitos, à luta contra a pobreza e a exclusão social e ao combate às desigualdades e assimetrias no pleno uso do potencial de cada região.

 
   

 

  Tamás Deutsch (PPE). – Tisztelt Elnök úr! 2010-ben a magyarok szabad akaratukból elzavarták a korrupt, az országot a csőd szélére juttató és az emberek alapvető jogait lábbal tipró baloldalt, és úgy döntöttek, hogy kétharmados parlamenti többséggel ruházzák fel a Fideszt és a KDNP-t. A demokratikus döntés után azonnal elkezdődött a baloldal gyűlöletkeltése, az indulatos támadások sorozata, aminek az Európai Parlament Magyarországot hazugságok tucatjaival megvádoló Tavares-jelentése lett az összefoglalása. Már ebben a baloldali politikai plamfletben is benne volt az azóta folyamatosan hangoztatott összes hazugság és rágalom, kezdve az antiszemitizmus vérvádjával, a korrupcióval, a populizmus bélyegével, a sajtószabadság állítólagos halálán keresztül a jogállami intézmények ellen intézett támadásokról szóló hazugságokig. 2014 -ben, a baloldal támadásai közepette is, a magyarok szabad akaratukból ismét kétharmados többséggel támogatták a Fideszt.

A magyar és az európai baloldal a magyarok döntését már egyenesen provokációnak tekintette, és még vehemensebben gyalázta Magyarországot. Különösen 2015 után, amikor összeállt az EP bevándorláspárti többsége a bevándorlást elutasító Magyarországgal szemben. Ezeknek a méltatlan támadásoknak is megszületett az összefoglalása az Európai Parlamentben. Szavazási ügyeskedéssel áterőltették a Sargentini-jelentést, és elindították Magyarországgal szemben a hetedik cikk szerinti eljárást. 2018-ban már torkaszakadtából gyalázkodott a baloldal, de a magyarok megint kétharmados többséggel támogatták a Fideszt. A baloldal pedig arra a következtetésre jutott, hogy a magyarok nem értenek az addigi fenyegetőzésekből, ezért eljött a módszeres és kíméletlen büntetés időszaka. Nos, ezt a büntetőintézkedést hívják a baloldalra történelmileg jellemző abszurditással jogállamisági mechanizmusnak.

 
   

 

  Mónica Silvana González (S&D). – Señor presidente, hoy estamos más seguros, tras las felicitaciones a las negociadoras del Parlamento, especialmente a Eider Gardiazabal y a Margarida Marques, por haber alcanzado un acuerdo en el que por primera vez el Parlamento ha conseguido aumentar las cifras propuestas por el Consejo y que, además, permite que los nuevos recursos propios financien los programas emblemáticos en el presupuesto.

Efectivamente, desde la cooperación al desarrollo, desde la ayuda humanitaria, como ponente alternativa de la opinión de la Comisión DEVE, estamos contentos de que se haya alcanzado esto, pero no podemos frenarnos aquí. Necesitamos un compromiso también para el presupuesto 2021. Por lo tanto, le deseamos al ponente Pierre Larrouturou mucha suerte en el periodo de conciliación para alcanzar también un buen acuerdo con el Consejo.

Ya nos la jugaron una vez en el Consejo del mes de julio, cuando perdimos los 5 000 millones de euros para ayuda humanitaria. Ante las tremendas crisis que se avecinan, crisis cada vez más numerosas, crisis cada vez más intensas, necesitamos reforzar la cooperación al desarrollo, reforzar la ayuda humanitaria.

Por lo tanto, los fondos deben responder de manera proporcional a las crisis mundiales que tenemos, y debemos reclamar que, si la Unión Europea quiere ser un actor global, quiere garantizar la seguridad en Europa, debe reforzar su acción exterior y su ayuda humanitaria. Este es un mensaje claro para afrontar la negociación con el Consejo del presupuesto 2021.

 
   

 

  Roman Haider (ID). – Herr Präsident! Europa wird ja von der schlimmsten Wirtschaftskrise seit Bestehen der EU gebeutelt. Europa wird vom islamistischen Terror heimgesucht. Europa verliert gerade jetzt gegen China immer mehr an Wettbewerbsfähigkeit. Da sollte man meinen, dass ein Budget diesen enormen Herausforderungen auch Rechnung trägt. Leider ist das in der EU nicht so.

Wenn man diesen vorliegenden Bericht zum Budget 2021 studiert, dann fallen einem sofort einige absolute Absurditäten auf. Da wird beispielsweise die Errichtung eines Such- und Rettungsfonds zur Unterstützung von Such- und Rettungsmissionen im Mittelmeer gefordert. Offensichtlich will man das lukrative Schleppergeschäft nicht ganz den Kriminellen überlassen. Wem das Geld aus einem solchen Fonds zugute kommt, das kann man sich ganz leicht ausmalen. Diese ganzen Pro-Migrations-NGOs, die sollen offensichtlich noch einmal ganz ordentlich gesponsert werden, wahrscheinlich damit der Islamistentransfer nach Europa nicht ganz so beschwerlich ist. Es ist unglaublich! Und besonders nach den Anschlägen in Frankreich und in Österreich ist das ganz einfach irrsinnig.

Natürlich darf auch in diesem Budget die Forderung nach einem Gender-Mainstreaming-Konzept nicht fehlen. Gender Mainstreaming ist ja für die vielen Arbeitslosen und die Unternehmen, die derzeit vor der Pleite stehen, ganz besonders wichtig. Es ist wirklich unglaublich. Es ist unfassbar, was in diesem Budget steht.

Und was sich natürlich wie ein roter Faden durch dieses ganze Budget zieht, das ist dieser Fetisch des Green Deal. Völlig egal offensichtlich, ob wir die umweltfreundlichste Industrie der Welt, nämlich die europäische, mutwillig zerstören. Hauptsache, sie wird im Einklang mit dem Green Deal zerstört. Und es wird die Millionen an Arbeitslosen, die wir in Europa haben, sicherlich freuen, wenn sie ihren letzten Euro auch noch für Produkte aus China und Indien ausgeben dürfen. Das ist nämlich das Ergebnis Ihres Fetischs Green Deal.

Und zum Abschluss noch ganz kurz ein Punkt, der mir ganz besonders sauer aufstößt. Die EU möchte diese aktuellen Krisen, die Corona-Krise und die grassierende Islamismus-Terrorismus-Krise, ausnutzen, um ihre Agenda in alle Richtungen auszunutzen, um sich auszubreiten. Das fängt an bei der Einführung von Eurobonds, der Schuldenunion, geht über die Forderung nach einer Gesundheits- und Sozialunion bis hin zur totalen Überwachung unbescholtener Bürger. Das ist einer liberalen Demokratie unwürdig und widerspricht den europäischen Werten, die gerade Sie immer wieder so groß hervorstreichen.

 
   

 

  Pernille Weiss (PPE). – Hr. formand! Det skal nok gå alt sammen!

Det er nok den sætning, vi har slidt mest på i 2020. For selvom vi godt ved, at sådan er livet alt i alt, så har coronakrisen lagt sig som en tæt tåge omkring vores i forvejen mange udfordringer med brexit, klimaet, migrationspres og handelskrige.

Men vi europæere vi kan overkomme det meste – især når vi står sammen om det, ingen af os kan klare alene.

Alle kender den danske position i forhold til budgetter, som vi mener skal koncentrere sig om kerneopgaverne og indrettes i respekt for at skatteborgernes pengekasser ikke er skåret ud af pengetræer. Men de fleste kender også os danskere på vores pragmatiske optimisme. Lad mig derfor fremhæve, at budgettet giver større slagkraft over for de grænseoverskridende udfordringer, hvor især klimaomstillingen, presset på de ydre grænser og vores evne til at matche USA og Kina på forskningsområdet ikke tåler sparehals. EU er jo ikke stærkere end det svageste led. Og covid har smerteligt afsløret, at der er svage led i EU’s stabilitet, omstillingsparathed og robusthed.

Nu har vi så fået et stærkt budget, vi har udsigt til en mere EU-venlig amerikansk præsident og på vaccinefronten lyder der også optimistiske signaler.

Så i aften tør jeg godt sige, at det nok skal gå alt sammen!

Især hvis så også præsident Sassoli indser, at han ikke bør lukke munden på vores parlament. Ellers hører ingen jo vores optimisme, ser vores slid med at nå hinanden og mærker det håb, som vi mere end nogensinde har brug for at dele med hinanden.

 
   

 

  Eero Heinäluoma (S&D). – Arvoisa puhemies, arvoisat kollegat, nyt käsittelyssä oleva vuoden 2021 budjetti ei ole rutiinibudjetti. Se on meille kaikille poikkeuksellisen tärkeä budjetti kahden syyn takia. Ensinnäkin tämän budjetin pitää käynnistää todellinen siirtymä kohti hiilidioksidivapaata Eurooppaa, toteuttaa se vihreä siirtymä, johon me kaikki olemme sitoutuneet. Toiseksi tämän budjetin täytyy olla myös väline, jolla nostamme Euroopan koronakriisistä uuteen kasvuun. Ja näiden kahden asian pitää vielä tukea toisiaan.

Olen iloinen, että nyt käsittelyssä oleva budjettiehdotus on peruslinjoiltaan hyvä ja tukee näitä kahta isoa asiaa. Lisää rahaa tutkimukseen ja yliopistojen tutkimustoimintaan sekä innovaatioihin on välttämätön edellytys Euroopan menestykselle. Tärkeä periaate on myös se, että 30 prosenttia budjetista käytetään ilmastonmuutoksen torjuntaan. Ne ovat isoja askeleita eteenpäin.

Otan esille kuitenkin vielä lisäksi yhden tärkeänä pitämäni asian, joka voisi olla tässä budjetissa enemmänkin esillä. Se on rahanpesun torjunta ja tähän liittyvät voimavarat. Miljardit liikkuvat edelleenkin rahanpesussa yhteiskunnan muiden toimintojen ulkopuolella tuottaen verorasitusta niille, jotka veroja joutuvat maksamaan. Siksi on tärkeätä, että ensi vuonna päästään eteenpäin rahanpesun vastaisessa työssä. Tässä yhteydessä erityisen tärkeätä on, että meidän poliisimme Europolin rahat ovat oikealla tolalla. Toivon, että tähän asiaan saadaan vielä tällä vaalikaudella parannuksia.

Iloitsen myös siitä, että vuoden 2021 budjetti on ensimmäinen budjetti, jonka ehtona on oikeusvaltioperiaatteen noudattaminen. Se on merkittävä päätös ja tulee asettamaan velvoitteet tasapuolisesti kaikille jäsenmaille. Näin toimien säilytämme unionin toimintakyvyn ja myös uskottavuuden sekä kansalaisten silmissä että suhteessa ulkopuoliseen maailmaan. Tätä budjettiesitystä voin tukea.

 
   

 

  Angelo Ciocca (ID). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una discussione estremamente importante: il bilancio del 2021.

Uno dei pochi poteri che ha il Parlamento europeo è proprio il momento del bilancio. E allora bisogna, da un lato, trovare il coraggio di osare e, dall’altro lato, trovare il coraggio di non continuare a sbagliare, perché il prossimo bilancio che viene portato avanti per qualcuno vale +15 miliardi, cioè vengono chiesti 15 miliardi in più ai contribuenti. E allora bisogna capire dove si vuole trovare il coraggio di trovare questi 15 miliardi.

E io dico, chiediamoli al governo cinese! Chiediamo a coloro che hanno creato un’epidemia mondiale di risarcire le nostre famiglie, le nostre aziende e la nostra economia. L’Europa ha questa grande occasione: prevediamo un’entrata nel bilancio europeo come risarcimento da parte del governo cinese. Non possiamo pensare ancora una volta di trovare questi soldi nelle tasche dei cittadini italiani e nelle tasche dei cittadini europei.

Altrettanto importante è fare un bilancio che guardi ad aiutare le nostre imprese, ad aiutare i nostri bar, i nostri commercianti, le nostre attività artigianali e le nostre attività produttive, che sono in forte crisi; gli stessi posti di lavoro, in Italia ma anche in Europa, sono in forte crisi. Quindi da un lato troviamo le risorse chiedendole al governo cinese che ha creato il dramma di quest’epidemia, dall’altro lato tagliamo però anche gli sprechi, tagliamo la sede di Strasburgo: abbiamo visto che non serve, si può intervenire da Milano con un’efficienza direi unica, senza dover traslocare e avere una sede a Strasburgo con i relativi costi.

Tagliamo anche delle agenzie, le agenzie alle Seychelles o agenzie come quella, l’ultima che ho letto, sulla parità di genere, sul genitore uno e genitore due… Tra poco facciamo l’agenzia anche sull’acqua o l’agenzia sul sette e mezzo o l’agenzia sulle farfalle… non lo so su cosa possiamo sprecare soldi.

Dico no ovviamente a un bilancio come questo, che prevede ancora soldi per la Libia, soldi per la Turchia, soldi per l’integrazione dei rom, soldi per l’accoglienza.

Io dico che questo bilancio dovrebbe trovare anche il coraggio di azzerare la quota dell’IVA che arriva nelle tasche dell’Unione europea. I cittadini italiani ogni anno versano 2 miliardi di IVA all’Unione europea. Allora l’Unione europea con questo bilancio rinunci a 2 miliardi e lasci quei 2 miliardi nelle tasche dei cittadini italiani, che ne hanno veramente bisogno.

 
   

 

  Johannes Hahn, Mitglied der Kommission. – Herr Präsident! Vielen herzlichen Dank an das Parlament für diese engagierte und detailreiche Debatte. Es gab eine Fülle von Anregungen, die sicherlich Gegenstand von intensiven Beratungen in den nächsten Wochen sein werden. Ich bin mir nicht sicher, ob alle Anregungen umgesetzt werden können, weil möglicherweise bis Anfang Jänner ein Deal mit China über die Rückzahlung von Schäden oder Schadenersatzzahlungen wahrscheinlich nicht durchsetzbar sein wird. Aber wir werden uns trotzdem bemühen, das Geld bereitzustellen – nämlich das Geld für die Bürgerinnen und Bürger die das jetzt wirklich brauchen, auch um in der Tat sozusagen ihre Geschäfte über Wasser zu halten, das Geld, um sicherzustellen, dass die Arbeitsplätze gesichert bleiben.

Wir haben das SURE-Instrument. Wir hatten gestern wieder eine sehr erfolgreiche Auktion, um die Mittel bereitzustellen, damit eben gerade in der Kurzarbeitszeitphase Mittel bereitgestellt werden, im Speziellen in jenen Ländern, die dieses Instrument bis dato nicht kennen. Wir werden, wenn es dann die entsprechenden Entscheidungen gibt, REACT-EU haben, ein Instrument, das rückwirkend – wie der Name schon sagt – Mitte, Anfang Februar dieses Jahres es möglich machen wird, dass Kosten, die aus der COVID-Krise entstanden sind, geltend gemacht werden können. Also es gibt da eine Fülle von Möglichkeiten.

Ich möchte aber die Gelegenheit auch zusätzlich nutzen, um das ehrenwerte Parlament aufmerksam zu machen, zu bitten, gemeinsam mit dem Rat die sektorellen Verhandlungen voranzutreiben. Denn ein Budget ist das eine, die Nutzung der Möglichkeiten ist das andere. Und auf europäischer Ebene passiert das im Wesentlichen auf der Grundlage von sektorellen gesetzlichen Regelungen, die die Grundlage darstellen, wie diese Gelder ausgegeben werden können. Und selbst dann bedarf es noch on top einer entsprechenden Programmierung, die auch vorzunehmen ist, um eben hier tatsächlich die Mittel dort ankommen zu lassen, wo es notwendig ist, nämlich bei den Bürgerinnen und Bürgern, bei den Unternehmern, bei den Forschern, bei den Kreativen dieses Landes.

Das heißt, wir haben gestern mit dem Mehrjahresbudget einen großen Wurf gemacht. Aber jetzt geht es darum, die Dinge umzusetzen – das ist das Entscheidende –, und keine Zeit ist zu verlieren und deswegen volle Aufmerksamkeit auf das Budget 2021. Die Verhandlungen beginnen nächste Woche und müssen dann in drei Wochen abgeschlossen sein.

 
   

 

  Der Präsident. – Die Aussprache ist damit geschlossen. Die Abstimmung findet am Donnerstag, 12. November 2020, statt.

 

28. Explanations of vote: see Minutes

29. Corrections to votes and voting intentions: see Minutes

30. Agenda of the next sitting: see Minutes

31. Closure of the sitting

 

(Die Sitzung wird um 21.30 Uhr geschlossen.)

 

MIL OSI Europe News