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Source: European Central Bank

INTERVISTA

Intervista con Fabio Panetta, membro del Comitato Esecutivo della BCE, condotta da Leonardo Panetta il 5 giugno 2020

5 giugno 2020

Dottor Fabio Panetta, lei è uno dei sei componenti del Comitato Esecutivo della Bce. Avete deciso di potenziare ulteriormente il piano pandemico di acquisto titoli PEPP di 600 miliardi che, sommati ai 750 già stanziati a marzo, portano il totale a 1350. Buona la risposta di mercati e spread. Perché?

I nostri interventi ripetuti hanno chiarito ai mercati, agli investitori che noi saremo presenti, che noi faremo tutto il nostro dovere per garantire la stabilità dei prezzi, per garantire il finanziamento dell’economia in una fase molto difficile. La Bce già da marzo ha effettuato degli interventi ripetuti per sostenere l’economia, per garantire l’afflusso di finanziamenti alle famiglie e alle imprese e per evitare che l’economia europea e l’economia italiana all’interno dell’economia europea fossero colpite da una sorta di asfissia finanziaria.

L’Italia è uno dei paesi più colpiti dalla crisi innescata dal corona virus. Quali sono le prospettive per il nostro paese?

L’Italia seguirà la sorte dell’economia europea, una caduta dell’attività economica nel 2020 che è stata quantificata dal Governatore della Banca d’Italia tra il 9 e il 13% e una ripresa nel 2021 – 2022, sapendo però che con tutta probabilità la ripresa nell’anno prossimo e quello successivo non sarà in grado di compensare la caduta dell’attività economica nel 2020. L’Italia è stata più colpita perché la pandemia ha colpito il nostro paese più che altri. Come uscirne? Bene, dopo avere mantenuto in vita l’economia, dopo aver preservato la capacità produttiva del nostro paese con le misure di intervento straordinarie a livello italiano e a livello europeo, in larga parte dalla Bce, bisogna riprendere un’attività di reinvestimento, di risanamento, di riforme che possano potenziare la capacità competitiva dell’Italia.

Gli sforzi della Bce si aggiungono agli altri strumenti economici messi a punto dall’Unione europea. Il Fondo Sure per l’occupazione, un maggiore intervento della Bei, il Mes, e infine il Recovery Fund, sul quale però manca ancora un accordo tra paesi. Come giudica questo pacchetto?

Sono strumenti utili per sostenere l’occupazione, le imprese, per sostenere le spese in campo sanitario. L’Italia è stata parte di queste negoziazioni. Credo che le condizioni a cui i finanziamenti del Fondo Sure, della Bei e del Mes sono concessi, sono condizioni che tengono conto dell’esperienza della crisi di dieci anni fa, ovvero della necessità in fase di rallentamento, di difficoltà dell’economia, di non tarpare ulteriormente le ali alla crescita ma di fornire uno stimolo. Il fondo per la ricostruzione proposto dalla Commissione Europea è molto importante. Io credo che la proposta effettuata dalla Commissione sia un ottimo, un utilissimo passo in avanti. Rende evidente la consapevolezza di dovere agire anche a livello europeo per uscire da questa crisi così profonda.

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